UNICEF, UNDP, UNFPA, WFP e OMS sul passaggio di aiuti umanitari a Gaza

3 minuti di lettura

21/10/2023

Un primo, ma limitato, carico di aiuti umanitari salvavita delle Nazioni Unite e della Mezzaluna Rossa egiziana è entrato oggi a Gaza su 20 camion, passando attraverso il valico di Rafah.

Fornirà un'ancora di salvezza urgente ad alcune delle centinaia di migliaia di civili, soprattutto donne e bambini, che sono stati tagliati fuori da acqua, cibo, medicine e altri beni essenziali. Ma è solo un piccolo inizio e non è affatto sufficiente. Più di 1,6 milioni di persone a Gaza hanno un bisogno critico di aiuti umanitari. I bambini, le donne incinte e gli anziani restano i più vulnerabili. Quasi la metà della popolazione di Gaza è costituita da minorenni.

Con così tante infrastrutture civili a Gaza danneggiate o distrutte in quasi due settimane di bombardamenti costanti, tra cui rifugi, strutture sanitarie, acqua, servizi igienici e sistemi elettrici, il tempo sta per scadere prima che i tassi di mortalità possano salire alle stelle a causa dell'insorgere di malattie e della mancanza di capacità sanitarie.

Gli ospedali sono sovraccarichi di feriti. I civili hanno sempre più difficoltà ad accedere alle scorte alimentari essenziali. Le strutture sanitarie non hanno più carburante e funzionano con le piccole quantità che si sono procurate in loco. Si prevede che queste si esauriranno nei prossimi giorni. La capacità di produzione dell'acqua è al 5% dei livelli normali. Le forniture umanitarie preposizionate sono già esaurite. Le persone vulnerabili sono quelle più a rischio e i bambini muoiono a un ritmo allarmante, vedendosi negare il diritto alla protezione, al cibo, all'acqua e all'assistenza sanitaria.

Quasi un terzo della popolazione palestinese era in condizioni di insicurezza alimentare prima del conflitto a Gaza. Oggi le scorte nei negozi sono quasi esaurite e le panetterie stanno chiudendo, mentre decine di migliaia di persone sono sfollate e non possono cucinare o acquistare cibo in sicurezza.

Chiediamo un cessate il fuoco umanitario e un accesso umanitario immediato e senza restrizioni in tutta Gaza, per consentire agli operatori umanitari di raggiungere i civili in difficoltà, salvare vite e prevenire ulteriori sofferenze umane. I flussi di aiuti umanitari devono essere su larga scala e sostenuti, consentendo a tutti i Gazesi di preservare la propria dignità.

Chiediamo un accesso sicuro e duraturo all'acqua, al cibo, alla salute - compresa la salute sessuale e riproduttiva - e al carburante, necessario per consentire i servizi essenziali.

Chiediamo la protezione di tutti i civili e delle infrastrutture civili a Gaza, comprese le strutture sanitarie.

Chiediamo la protezione degli operatori umanitari a Gaza che rischiano la vita per aiutare gli altri.

E chiediamo il massimo rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti.

Gaza era una situazione umanitaria disperata prima delle recenti ostilità. Ora è catastrofica. Il mondo deve fare di più.

Dichiarazione congiunta.

21/10/2023

News ed Aggiornamenti