Vanuatu, l'acqua che riporta la vita dopo il ciclone

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19/03/2015

20 marzo 2015 - L'isola di Tanna, nell'arcipelago delle Vanuatu, è stata investita in pieno dal super-ciclone Pam, venerdì scorso. Quella sera, per salvarsi, bambini e adulti si aggrapparono a qualunque cosa intorno a loro che potesse resistere alla furia del vento, che soffiava a quasi 300 km all'ora.

Molte abitazioni vennero rase al suolo dal ciclone, tagliando fuori migliaia di bambini dall'accesso all'acqua potabile. L'UNICEF è intervenuto immediatamente per restituire alle famiglie più vulnerabili un accesso sicuro all'acqua.

Nel quadro dell'intervento umanitario condotto dalla nostra organizzazione, c'è anche la distribuzione di migliaia di tavolette al cloro per disinfettare le scorte idriche.

Alice Clements, giovane specialista neozelandese dell'UNICEF, era a Port Vila  - la capitale di Vanuatu - nelle ore terribili del passaggio del ciclone Pam. Ora è impegnata a pieno ritmo nelle operazioni di soccorso: «Ogni confezione di tavolette al cloro può rendere potabili 50 litri di acqua. Solo ieri ne abbiamo distribuite 20.000, sufficienti per garantire un milione di litri di acqua sicura a una popolazione che ne ha un disperato bisogno.»

L'UNICEF sta lavorando senza sosta, superando enormi problemi logistici e di comunicazione, per distribuire, oltre alle tavolette al cloro, scorte di acqua potabile in bottiglia, cisterne, sapone e latrine prefabbricate. 

L'isola di Tanna è in ginocchio. L'istituto commerciale locale, il "Green Hill", è stato letteralmente smantellato dal ciclone, che ha lasciato in piedi soltanto la muratura esterna. Gran parte della popolazione ha perso tutto ciò che aveva.

«Gli aiuti umanitari sono già in corso di distribuzione, e altri container sono in arrivo» ci informa da Port Vila, Mioh Nemoto, specialista UNICEF in interventi di emergenza. «Stanno arrivando nuove scorte di acqua, articoli per l'igiene personale e materiali educativi per bambini e ragazzi.» 

Nella capitale Port Vila, 2.000 famiglie si dissetano e si lavano grazie ai container installati dall'UNICEF, che sta anche rimettendo in funzione l'acquedotto locale. «Abbiamo portato dei grandi generatori alimentati a combustibile per azionare le pompe del sistema idrico urbano» spiega Mioh Nemoto.

Insieme al cibo e all'alloggio, acqua e servizi igienici sono la principale priorità per la popolazione in situazioni di emergenza come questa: senza adeguati sistemi per fornire acqua potabile e assicurare lo smaltimento delle deiezioni e dei rifiuti, si rischia di dare via libera a infezioni anche epidemiche.

Nemoto si dice molto sorpreso dalla capacità di reazione mostrata dalla popolazione di Vanuatu: «È incredibile quanto la gente qui sia dotata di resilienza, capace di rimettersi subito in piedi e di provare sentimenti positivi. Non hanno più un tetto sulla testa ma cercano subito di ricreare nella loro vita una forma di normalità.» 

«Ancora abbiamo pochissime informazioni sull'impatto che il ciclone ha avuto su tutte le isole [Vanuatu è un arcipelago composto da 83 isole, delle quali 65 abitate]. Quello che è sicuro è che i bambini hanno bisogno di maggiore aiuto e assistenza.»

19/03/2015

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