Victor, bloccato in Italia a causa della pandemia, prova a reinventarsi

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15/04/2021

Quella di Victor è una storia di immigrazione nata per caso.
È febbraio 2020, il ragazzo parte dalle Filippine per arrivare in Italia e riabbracciare i suoi genitori, che vivono qui ormai da molti anni.

Poi arriva la pandemia. E così il giovane non riesce a tornare. Niente voli, il viaggio va rimandato.
Victor non si perde d’animo, si rivolge a un centro d’istruzione per adulti (Cpia) e inizia a studiare italiano, cerca un lavoro per non pesare sulle spalle dei genitori.

Lo trova in poco tempo, come badante. E dice che gli piace, perché gli piace aiutare gli altri, però non è ciò per cui ha studiato. Victor ha infatti una laurea in matematica e un dottorato di ricerca in economia. Nel suo Paese è stato capo risorse umane e executive assistant per una compagnia. Eppure si rimette in gioco, e lo fa con la forza di chi sa reinventarsi adattandosi alle sorprese e agli urti di un percorso che non è necessariamente come lo immaginava. 

Continuerò per un po’ a lavorare come badante, di certo non smetterò di studiare: sto imparando tante cose preziose che possono essermi utili in futuro. I miei sogni? Cercherò di realizzarli

Victor

Lo scorso ottobre partecipa anche lui a uno dei percorsi di educazione all’imprenditorialità di UNICEF È stato bello tornare a respirare quell’aria – dice - "tornare a immaginare di potere sviluppare un percorso, pianificare un progetto, trasformarlo in realtà. Sono grato di aver partecipato a questo programma. Basandomi sulla mia esperienza, la mia proposta era creare un help desk online per chi arriva in Italia e cerca supporto nelle pratiche burocratiche e di inserimento lavorativo”. 

Quello di Victor non è un caso isolato. Tra i giovani che arrivano appena maggiorenni in Italia sono diversi i casi di ragazze e ragazzi che hanno completato un corso di studi nel loro Paese e che, una volta qui, si ritrovano però a dover ricominciare da capo, molto spesso a causa del mancato riconoscimento dei titoli di studio. 

Sono cervelli spesso impiegati in lavori a basso reddito, per cui l’offerta interna risulta più scarsa. Sono ragazze e ragazzi, con un bagaglio di conoscenze e aspirazioni personali, destinati molte volte a un’occupazione nei settori scoperti dell’economia, quasi sempre guidati dalle principali reti di riferimento. 

Eppure “Continuerò per un po’ a lavorare come badante – dice Victor - di certo non smetterò di studiare, anche qui sto imparando tante cose preziose che possono essermi utili in futuro".

15/04/2021

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