Yemen, in 5 giorni di tregua aiuti umanitari per migliaia di persone

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16/05/2015

17 maggio 2015 - L'UNICEF ha distribuito aiuti umanitari di prima necessità per centinaia di migliaia di bambini e adulti dello Yemen, approfittando della tregua umanitaria di 5 giorni che si conclude oggi. 

Da quando, lo scorso 26 marzo, si è riacceso il conflitto tra governo sunnita e ribelli sciiti nello Yemen sono stati uccisi 115 bambini, 172 sono rimasti feriti e almeno 30 scuole e 23 ospedali sono stati bersaglio di attacchi armati.

Nonostante le notizie di pesanti combattimenti che proseguono in diverse parti del paese, gli aiuti stanno raggiungendo ospedali, ambulatori, comunità e sfollati che ne hanno estremo bisogno. Gli aiuti includono acqua, cibo, farmaci contro diarrea e infezioni respiratorie acute, kit ostetrici e per l'igiene familiare

Nei primi 4 giorni della tregua, l'UNICEF ha pre-posizionato nei centri sanitari scorte di aiuti sufficienti per fornire assistenza sanitaria di base a oltre 24.000 persone e a curare 3.500 bambini affetti da malnutrizione gravemente. 

Inoltre, sono stati attivati 18 team sanitari mobili, che opereranno soprattutto nel sud del paese, dove la distribuzione di aiuti e servizi è stata rallentata dal protrarsi delle ostilità. 

Grazie al sostegno dell'UNICEF i team mobili, composti da medici, infermieri e ostetriche, raggiungono i villaggi più remoti in cui si sono rifugiati gli sfollati, fornendo supporto medico e nutrizionale per donne e bambini, vaccinazioni, monitoraggio delle malattie infantili e della malnutrizione e assistenza prenatale. Sono più di 2.000 i bambini e le donne che hanno finora beneficiato di questi servizi. 

«Nel corso della tregua l'UNICEF è stato in grado di fornire assistenza alle persone colpite in tutto il paese, ma l'assistenza umanitaria non può sostituire le esigenze di 26 milioni di abitanti che sono rimasti tagliati fuori dalla fornitura regolare di alimenti e carburante» spiega Julien Harneis, Rappresentante UNICEF in Yemen. «Centinaia di adulti e bambini sono già morti durante questo conflitto. Molti di loro avrebbero potuto essere salvati, se avessimo potuto raggiungerli prima con i nostri aiuti. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare altre morti ingiustificate». 

Julien Harneis, Rappresentante UNICEF in Yemen, in visita nel reparto maternità dell'ospedale AlSabeen della capitale Sana'a  - ©UNICEF Yemen/2015/Mohammed Al-Asaadi

Julien Harneis, Rappresentante UNICEF in Yemen, in visita nel reparto maternità dell'ospedale AlSabeen della capitale Sana'a. Le due donne si sono coperte per la presenza di un uomo nella stanza - ©UNICEF Yemen/2015/Mohammed Al-Asaadi


Nella capitale Sana'a e nelle città di Hodeida, Dhamar e Saa'da, l'UNICEF ha fornito alle autorità idriche yemenite il carburante necessario per fare funzionare gli impianti che forniscono acqua potabile a 531.000 abitanti e sta distribuendo acqua tramite autobotti a oltre 5.700 persone.

Ad A'den, Taiz, Saa'da e Hajjah, sono stati distribuiti kit igienici e filtri per potabilizzare l'acqua a più di 5.000 persone, mentre sono state costruite latrine temporanee a beneficio di 4.300 sfollati.
 
L'UNICEF ribadisce che tutte le parti in conflitto devono rispettare il loro impegno a proteggere la popolazione, le infrastrutture civili e gli operatori umanitari, e consentire la regolare importazione nel paese di carburante e cibo per evitare che altre persone muoiano.

16/05/2015

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