Youssou N'Dour: governi africani più responsabili, così si sconfigge la carestia

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06/09/2011

Dopo un incontro con alcune famiglie colpite dalla siccità nel Corno d'Africa, il noto cantante senegalese e Ambasciatore UNICEF Youssou N'Dour ha invitato i leader africani e mondiali a trovare soluzioni durature contro le crisi che ciclicamente interessano l’area.

«Dopo aver guardato in faccia e ascoltato le voci di coloro che sono coinvolti in questa tragedia, trovo inaccettabile - oggi e in questa epoca – di confrontarmi con queste storie di sofferenza e disperazione» ha dichiarato Youssou N'Dour.

«Ci deve essere un’attenzione forte e assoluta su quanto sta succedendo ai bambini nel Corno d'Africa. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere nel rispondere alle necessità urgenti di questi bambini e per fare tutto ciò che è necessario per impedire che questo accada di nuovo».

L’ambasciatore UNICEF ha incontrato ieri alcuni rifugiati somali che vivono nei campi di Dadaab, nel Kenya nord-orientale. Proprio all'inizio di questa settimana, l'ONU ha annunciato che il numero di persone colpite dalla carestia in Somalia è salito a 750.000, il doppio rispetto al mese di luglio.

Durante la sua visita nei campi profughi, Youssou N'Dour ha visto in prima persona come vengono curati i bambini gravemente malnutriti, gli sforzi per portare avanti le vaccinazioni e le scuole che questa settimana hanno aperto.

«Sono fiducioso che le agenzie umanitarie stanno facendo tutto il possibile per raggiungere coloro che hanno bisogno di aiuto» ha aggiunto Youssou N'Dour. «Abbiamo la responsabilità di fare ogni sforzo per far sì che ogni bambino possa essere raggiunto, che le loro necessità immediate siano soddisfatte, la loro salute tutelata e siano protetti da ogni male».

L'artista senegalese ha sottolineato la necessità di uno sforzo collettivo, coinvolgendo i leader africani e le comunità locali, per evitare il ciclo annuale di siccità e malattie nella regione.

«Con le risorse e le conoscenze disponibili al mondo d’oggi, trovo intollerabile vedere queste emergenze che si verificano ciclicamente» ha concluso.

«Le nazioni africane, i loro leader, le comunità, insieme ai leader mondiali, devono dare priorità a soluzioni durature. Ciò significa rafforzare la capacità di governare, in modo che siano fatti i giusti investimenti nei servizi di base, si tuteli la pace, le persone non siano più costrette ad abbandonare le proprie case, l'ambiente naturale sia protetto, la vita sia resa sostenibile e le comunità locali, da cui emergerà  il processo di cambiamento, siano rafforzate».

06/09/2011

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