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Rapporto umanitario UNICEF 2019, 41 milioni di bambini da salvare

Mamarofik (a destra), 41 anni, ha portato sua figlia di 18 mesi Rajidabibi, in un centro nutrizionale ambulatoriale sostenuto dall'UNICEF nel campo Khaung Doke Khar a Sittwe, nello stato di Rakhine © UNICEF/UN0155427/Mercado -  -
Mamarofik (a destra), 41 anni, ha portato sua figlia di 18 mesi Rajidabibi, in un centro nutrizionale ambulatoriale sostenuto dall'UNICEF nel campo Khaung Doke Khar a Sittwe, nello stato di Rakhine © UNICEF/UN0155427/Mercado - -
Nello "Humanitarian Action for Children 2019" il resoconto degli interventi realizzati nel 2018 e gli obiettivi per l'anno in corso: 3,9 miliardi di dollari la stima dei fondi necessari

29 gennaio 2019 – L’UNICEF ha lanciato oggi il suo nuovo Rapporto sull'intervento umanitario, ("Humanitarian Action for Children") che contiene gli impegni volti a fornire nell'arco del 2019 a 41 milioni di bambini in 59 paesi del mondo l'accesso ad acqua, nutrizione, istruzione, salute e protezione. 

L'appello rivolto alla comunità internazionale ammonta complessivamente a 3,9 miliardi di dollari
 
Sono 34 milioni i bambini che vivono in situazioni di guerra o disastri naturali e che hanno urgente necessità di misure di protezione. Fra loro,  6,6 milioni vivono nello Yemen, 5,5 milioni in Siria e 4 milioni nella Repubblica Democratica del Congo
 

Bambini nelle emergenze, i dati da ricordare 

Queste sono le principali crisi umanitarie che hanno colpito i bambini nell'anno appena trascorso. 

I 5 maggiori appelli all'interno del Rapporto umanitario UNICEF per il 2019 riguardano:
  • la crisi in Siria, con interventi per 904 milioni di dollari a beneficio dei rifugiati siriani e delle comunità che li ospitano nei vari paesi del Medio Oriente (Egitto, Giordania, Libano, Iraq e Turchia) e azioni per 319,8 milioni all'interno della Siria stessa
  • Yemen (542,3 milioni di dollari) 
  • Repubblica democratica del Congo (326,1 milioni di dollari)
  • Siria (319,8 milioni di dollari)
  • Sud Sudan (179,2 milioni di dollari).
 

Nei primi 10 mesi del 2018 l’UNICEF ha:

  • fornito sostegno psico-sociale a 3,1 milioni di bambini e di loro genitori o tutori
  • garantito accesso all'acqua potabile per 35,3 milioni di civili
  • assicurato istruzione (formale e non) per 5,9 milioni di bambini
  • vaccinato 4,7 milioni di bambini contro il morbillo
  • salvato da morte per malnutrizione acuta grave 2,6 milioni di bambini
 
Nel 2019 l’UNICEF, insieme alle organizzazioni partner, ha come obiettivo:
  • fornire sostegno psicosociale a 4 milioni di bambini e di persone che si prendono cura di loro 
  • fornire accesso all'acqua potabile a circa 43 milioni di persone
  • raggiungere 10,1 milioni di bambini con istruzione di base formale e non formale
  • vaccinare 10,3 milioni di bambini contro il morbillo
  • curare 4,2 milioni di bambini da malnutrizione acuta grave

 

L'importanza della protezione

I bambini che sono continuamente esposti a violenze o conflitti rischiano di vivere un vero e proprio stato di stress tossico – una condizione che, senza il giusto sostegno, può incidere negativamente e in modo permanente sul loro sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo.
 
Molti bambini vittime di guerre, sfollamento e altri eventi traumatizzanti (inclusa la violenza sessuale) richiedono assistenza specializzata per essere aiutati ad affrontare e superare questi traumi.

Gli interventi dedicati alla protezione dell'infanzia - tutte le azioni finalizzate a prevenire o a rispondere ad abusi, abbandono, sfruttamento, traumi e altre forme di violenza - ammontano, all'interno dell'appello generale, a 385 milioni di dollari (fra cui 121 milioni riservati ai servizi di tutela per i bambini colpiti dalla crisi siriana.

«Oggi milioni di bambini che vivono in situazioni di conflitto o disastri subiscono terribili livelli di violenza, stress e trauma» commenta Henrietta Fore, Direttore dell’UNICEF. «L’impatto che hanno i nostri servizi di protezione dell'infanzia non sarà mai abbastanza enfatizzato. 

Se i bambini non hanno luoghi sicuri in cui giocare, se non possono essere riuniti alle loro famiglie, se non ricevono supporto psico-sociale, non possono guarire dalle cicatrici invisibili causate dalla guerra.»
 
L’UNICEF opera in modo che la protezione dell'infanzia sia centrale in tutte le aree del suo intervento umanitario, come l'acqua, l'igiene, l'istruzione e tutte le attività inerenti la sfera della salute e del benessere dei bambini.
 
 

Fondi insufficienti

Purtroppo, la carenza di finanziamenti da parte della comunità internazionale, il crescentespregio del diritto internazionale umanitario da parte dei protagonisti dei conflitti e il diffuso diniego dell’accesso umanitario limitano gravemente le possibilità di intervenire a protezione dell'infanzia, per l'UNICEF come per le altre organizzazioni umanitarie..
 
Nella Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, l’UNICEF ha ricevuto solo un terzo dei 21 milioni di dollari previsti dall'appello umanitario del 2018, mentre in Siria è mancato circa un quinto dei fondi.
 
«Fornire a questi bambini il sostegno di cui hanno bisogno è fondamentale, ma senza azioni internazionali coerenti e condivise, molti continueranno a esserne esclusi» ribadisce Manuel Fontaine, Direttore dei programmi di emergenza dell’UNICEF. «La comunità internazionale deve impegnarsi a finanziare la protezione dei bambini nelle emergenze.»


https://www.unicef.it//doc/8833/rapporto-emergenze-2019.htm

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