Pisa

14 maggio 2016 - Pisa. Spettacolo teatrale a sostegno dell'UNICEF nella Campagna "Bambini in Pericolo"!

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09/05/2016

9 maggio 2016 Il Comitato Provinciale UNICEF di Pisa sarà presente al Teatro Verdi di Pisa dove il 14 maggio 2016  alle ore 21 il Laboratorio Teatrale Il Carro di Tespi del Liceo Classico G. Galilei di Pisa mettera’ in scena lo spettacolo "Supplici" da testi di Eschilo, E. De Luca, A. Merini, N. Hikmet, M. Carlotto.

Lo spettacolo, incentrato sul tema delle migrazioni condivide la Campagna UNICEF "Bambini in Pericolo : “Non e' un Viaggio e' una Fuga." Bambini in fuga, via dall’inferno della guerra. Addio ai giochi, alla casa, agli affetti. Per centinaia di bambini, l’unica salvezza è la fuga. Li possiamo trovare, a volte da soli, al largo delle coste mediterranee, sulle rive, lungo le strade d’Europa. Sono impauriti, infreddoliti, spaesati esposti alle intemperie e alla minaccia dei trafficanti. Nei loro occhi si legge la paura. Sono bambini in pericolo, in fuga da guerre, sfruttati, derubati dell’infanzia. Sono bambini in pericolo che non hanno scelta e per i quali l'UNICEF lavora sia nei loro paesi d’origine come nei campi profughi, dove hanno origine grandi flussi migratori. E ancora nei paesi di transito dove allestisce spazi a misura di bambino e nei paesi di arrivo dove chiede alle istituzioni di garantire loro protezione e cura. 

Il Comitato UNICEF di Pisa ringrazia Il Liceo Classico Galilei per la grande sensibilità dimostrata verso il tema della tutela dei diritti umani dei minori e tutti coloro che sosterranno la campagna UNICEF “Bambini in Pericolo”.

Di seguito sono riportate le note di regia dello spettacolo “SUPPLICI” a cura del prof. Agostino Cerrai. “C’è bisogno di un pensiero profondo che dia salvezza” così riflette il re Pelasgo nelle Supplici di Eschilo : davanti ai drammi e ai mutamenti della Storia, davanti al volto di chi non può che chiedere e supplicare perché ha alle sue spalle solo l’orrore, c’è sempre solo bisogno di un pensiero profondo, etico, politico, religioso. Storie che tornano: quella delle Danaidi della tragedia eschilea, giunte attraverso il mare dall'Egitto per sfuggire ai cugini che vogliono costringerle al matrimonio, quella dei migranti del nostro tempo in fuga da guerra, fame, oppressione, quella di donne ancora oggi sottomesse al potere dei maschi, donne il cui grido di denuncia e disperazione non è dissimile da quello delle Supplici. Così, nel percorso drammaturgico che abbiamo messo in scena, Eschilo accoglie e dialoga con autori che narrano il nostro tempo e con testimoni che raccontano storie personali diventate universali, come quella di Malala Yousafzai. Nella loro fuga, le Supplici approdano ad Argo. E Argo le accoglie, nonostante questo possa voler dire guerra con l’oppressore egizio, perché chi fugge per salvaguardare la propria dignità e la propria libertà deve sempre essere accolto da qualsiasi nazione che si voglia dire civile. Chi arriva deve essere trattato come un qualsiasi cittadino, in modo che possa riacquistare la propria umana dignità.

09/05/2016

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