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COVID, un terzo degli alunni nel mondo esclusi dalla didattica a distanza

© UNICEF/UNI340679/Tesfaye
© UNICEF/UNI340679/Tesfaye
27 agosto 2020 – Secondo un nuovo rapporto dell'UNICEF pubblicato oggi, mentre i paesi di tutto il mondo sono alle prese con la riapertura delle scuole, «almeno un terzo degli alunni nel mondo non sono stati in grado di accedere all'apprendimento a distanza quando le loro scuole sono state chiuse a causa del COVID-19.» Ad affermarlo è il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo

«Almeno 463 milioni di bambini le cui scuole sono state chiuse a causa della pandemia non hanno avuto la possibilità di usufruire della didattica a distanza» sottolinea a sua volta il Direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta Fore.
 
«Il numero di bambini la cui istruzione è stata completamente interrotta per molti mesi rappresenta un'emergenza educativa globale. Le ripercussioni potrebbero essere avvertite nelle economie e nelle società per i decenni a venire.» 
 
Al culmine delle misure di lockdown a livello nazionale e locale, quasi un miliardo e mezzo di alunni e studenti sono dovuti rimanere a casa, con le scuole chiuse. 
 
Il rapporto evidenzia i limiti nell'erogazione della didattica a distanza e mostra le profonde disuguaglianze di accesso, con  significativi divari tra le diverse regioni.
 
Gli studenti dell'Africa subsahariana sono i più colpiti, con metà degli scolari che non sono attrezzati per seguire attività didattiche a distanza..  
 
Gli alunni appartenenti alle famiglie più povere e quelli che vivono nelle zone rurali sono di gran lunga più esposti al rischio di perdere le lezioni durante la chiusura delle scuole. 
 
A livello globale, il 72% degli alunni tagliati fuori dalla didattica a distanza sono quelli che vivono nelle famiglie più povere dei rispettivi paesi, percentuale che sale all'86% nei Paesi a reddito medio-alto.
 
Sempre a livello globale, tre quarti degli esclusi vivono in zone rurali.   

Più piccoli, più esclusi

Il rapporto rileva inoltre tassi di esclusione diversi a seconda delle fasce d'età. Gli alunni più piccoli sono quelli che probabilmente sconteranno maggiormente l'esclusione dalla didattica a distanza negli anni più critici del proprio sviluppo. 
 
Circa il 70% dei bambini in età prescolare - 120 milioni in numeri assoluti - non riesce ad essere raggiunto da forme remote di didattica, soprattutto a causa dei limiti dell'apprendimento online per i più piccoli, della mancanza di programmi specifici per questa fascia di età e della carenza di risorse nelle famiglie di appartenenza.
 
Ad essere esclusi sono il 29% degli alunni delle scuole primarie - 217 milioni in tutto - e circa il 24% degli studenti delle scuole secondarie di primo grado - 78 milioni -, mentre gli studenti delle superiori sono quelli meno esposti al rischio di rimanere tagliati fuori, con circa il 18% - 48 milioni in tutto - che non possiedono in casa le risorse tecnologiche per accedere alla didattica remota. 
 
Il rapporto utilizza un'analisi rappresentativa a livello globale sulla disponibilità in casa di tecnologie e strumenti per la didattica a distanza tra gli alunni delle scuole di ogni grado, con dati relativi a 100 paesi del mondo.
 
Tali dati includono l'accesso a televisione, radio e Internet e la disponibilità di programmi di studio distribuiti tramite queste piattaforme durante la chiusura delle scuole. 
 

Riaprire in sicurezza, recuperare il tempo perduto

I numeri del rapporto presentano un quadro preoccupante, ma la situazione reale è probabilmente anche peggiore.
 
Infattit, anche quando dispongono in casa di strumenti tecnologici adeguati, molti bambini e ragazzi potrebbero non essere in grado di sfruttare la didattica a distanza a causa di altri fattori, come dover svolgere faccende domestiche, essere costretti a lavorare per contribuire alla sussistenza familiare, non disporre di un ambiente idoneo per partecipare alle lezioni e studiare, o l'assenza di supporto nell'uso delle piattaforme e dei programmi, online o diffusi tramite altri mezzi.
 
L'UNICEF invita i governi a dare priorità alla riapertura in sicurezza delle scuole nel momento in cui si allentano le restrizioni del lockdown.
 
Qualora la riapertura non fosse possibile, l'UNICEF invita i governi a inserire nei piani di continuità scolastica forme di recupero scolastico per gli alunni che non hanno potuto usufruire dei tempi di istruzione a distanza.
 
Politiche e pratiche nella riapertura delle scuole devono prevedere una maggiore inclusività dei sistemi scolastici, che comprenda anche un allargamento nell'accesso alla didattica a distanza, soprattutto per i gruppi marginalizzati. I sistemi scolastici devono attrezzarsi per resistere meglio alle prossime situazioni di crisi.
 

Italia, riaprire in sicurezza e inclusività

Dichiarazione del presidente dell'UNICEF Italia Francesco Samengo

Questo nuovo rapporto evidenzia ancora una volta, se necessario, la crucialità dell'istruzione sulle opportunità di vita presenti e future di bambini e ragazzi.
 
Come tutte le crisi, il coronavirus ha avuto effetti ancora più drammatici sui più vulnerabili. Anche in Italia, dove, secondo l’ISTAT, vivono 1.100.000 bambine e bambini in povertà assoluta e solo il 6,1% vive in famiglie dove è disponibile un computer per ogni componente.
 
Ci auguriamo che gli sforzi messi in campo in questi mesi permettano la riapertura delle scuole in sicurezza, allo stesso tempo, nell'eventualità di nuove chiusure, bisognerà garantire un'attenzione speciale a bambini e adolescenti con disabilità, minorenni fuori famiglia o appartenenti a gruppi più vulnerabili.

Il quadro di riferimento sulla riapertura delle scuole, elaborato dall'UNICEF in collaborazione con UNESCO, UNHCR, World Food Programme (WFP) e Banca Mondiale, offre consigli pratici per le autorità nazionali e locali.
 
Le linee guida si concentrano sulla riforma delle politiche, sui requisiti di finanziamento, sulla messa in sicurezza delle attività scolastiche, sull'apprendimento compensativo, sul benessere, sulla protezione e sul raggiungimento dei bambini più esclusi. 
 
Nell'ambito della campagna globale "Reimagine", che mira ad evitare che la pandemia di COVID-19 si trasformi in una crisi di lungo periodo per bambini e adolescenti, specialmente quelli più poveri e vulnerabili, l'UNICEF chiede investimenti urgenti per colmare il divario digitale, raggiungere ogni bambino con la didattica a distanza e, cosa ancora più importante, dare priorità alla riapertura in sicurezza delle scuole.

 




 
 
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"Remote-Learning-Factsheet-English_2020"

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