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Nutrizione

Crisi alimentare mondiale:emergenza globale

Crisi alimentare mondiale: è un'emergenza la protezione di donne e bambini

Un bambina sta mangiando il suo pranzo.   Sono 100 milioni in tutto il pianeta le persone che, secondo il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM), potrebbero precipitare nella fame a causa dell'attuale crisi alimentare.

I dati diffusi sull'aumento dei prezzi descrivono una situazione in netto peggioramento non solo rispetto al 2007, ma anche rispetto ai primi mesi dell'anno 2008. 

Secondo la FAO in un anno il prezzo del grano è aumentato del 130%, quello della soia dell'87% e quello del mais del 53%.

L'attuale prezzo del riso, il nutrimento principale per oltre la metà della popolazione mondiale, ha subito un aumento del 75% in due mesi.

E' il prezzo più alto degli ultimi 28 anni.

Le conseguenze di questi aumenti di prezzo sono tangibili in Europa, dove il costo della spesa ha avuto un aumento notevole, andando a ricoprire fino al 20% del salario annuo di un lavoratore medio. 
Molto più drammatica è la situazione per i paesi a basso reddito e meno sviluppati, dove la crescita dei prezzi aumenta la vulnerabilità dei bambini, dei malati di HIV e dei profughi. Le famiglie povere non hanno cibo per sfamarsi.

Ad esempio, in Senegal 1 kg. di riso costa attualmente un euro, mentre a marzo 2007 la stessa quantità poteva essere acquistata con 22 centesimi di euro.

In questo momento di grave crisi, la priorità dell'UNICEF è proteggere i soggetti più vulnerabili, come donne e bambini, agendo su dati certi e attivando strategie a breve e lungo periodo che tengano conto dei meccanismi che hanno innescato questo fenomeno.

Le cause della crisi

Ghana, un bambino con il suo piatto vuoto dopo il pranzo consumato nel cortile dell'asilo: qui viene assicurato un pasto caldo al giorno ai piccoli alunni  Un rialzo graduale dei prezzi degli alimenti sarebbe giustificato dall'aumento della domanda di cereali da parte della Cina e dell'India, le cosiddette "economie emergenti".
 
Quello che si sta verificando però ha le caratteristiche di un vero e proprio balzo improvviso, le cui cause sono imputabili a ben altri meccanismi economici.

Tra questi rientra sicuramente l'aumento del prezzo del petrolio degli ultimi anni, che ha innescato una forte domanda di cereali da trasformare in biocarburanti sostitutivi della benzina.

La produzione dei biocarburanti gode oggi di importanti sussidi sia da parte sia degli Stati Uniti che dell'Europa, tanto che per un produttore agricolo diventa più redditizio investire nella produzione di cereali destinati alla trasformazione in biocarburanti, piuttosto che all'industria alimentare.

Il paradosso dunque è che nonostante la forsennata crescita dei prezzi, nei paesi in via di sivluppo le colture cerealicole sono in aumento ma la popolazione locale non può beneficiare della produzione.

Mentre si studiano le strategie per formulare una risposta di lungo periodo a questo fenomeno, resta da fronteggiare l'emergenza-fame che ha assunto le dimensioni di uno "tsunami silenzioso", ed è necessario mettere in atto delle strategie che proteggano dalla denutrizione i soggetti più vulnerabili: i bambini.

L'UNICEF in azione

 L'UNICEF sta monitorando  l'impatto dell'aumento dei prezzi degli alimenti sullo stato di nurizione di donne, bambini e nuclei familiari.
 
Alla luce di queste valutazioni è allarmante il rischio che stanno correndo le famiglie povere, che spendono circa il 70% del loro salario per l'acquisto di cibo. A destare preoccupazione però è soprattutto  il pericolo che corrono i bambini già malnutriti, la cui situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi.
 
L'UNICEF stima che sono circa 20 milioni i bambini sotto i cinque anni che soffrono di malnutrizione, e questo numero potrebbe aumentare per effetto della crisi.

Un rapido sguardo sulle cause dell'attuale crisi dimostra come la denutrizione di cui soffrono questi bambini non sia una fatalità, ma una vera e propria ingiustiza.

Ecco perché è importante ribadire il diritto che ogni essere umano in generale, ed ogni bambino, hanno di avere accesso ad un alimentazione adeguata, prima condizione per il raggiungimento di un benessere psico fisico e per il godimento degli altri diritti umani fondamentali.

L'attuale crisi alimentare rende ancora più urgente l'incremento della strategia che l'UNICEF sta portando avanti da tempo per combattere la malnutrizione infantile.

Nelle azioni rivolte a questo fine rientra la promozione dell'educazione alimentare, dell'accesso all'acqua potabile, dell'allattamento al seno e dei micronutrienti, oltre allo sviluppo di un sistema di protezione sociale che riduca la vulnerabilità socio economica dei bambini.