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Crisi economica e infanzia, in Italia un bambino su 4 è povero

La sociologa Chiara Saraceno durante il suo intervento al Convegno - ©UNICEF Italia/2011/A.Longobardi
La sociologa Chiara Saraceno durante il suo intervento al Convegno - ©UNICEF Italia/2011/A.Longobardi

Oggi si è svolto presso la sede nazionale dell'UNICEF il convegno "La crisi la pagheranno i bambini?", al quale hanno preso parte esperti del mondo della ricerca, dell'associazionismo e del sindacato, chiamati a dare una risposta all'inquietante e provocatorio quesito contenuto nel titolo dell'evento.

Ripubblichiamo volentieri l'articolo dell'ANSA che fotografa i passi salienti della prima parte del convegno.

Per una visione più completa, trovi qui tutti gli interventi del seminario.

 

«La crisi la paghiamo tutti, ma non c'è dubbio che avrà un riflesso sui bambini e sugli adolescenti. Stiamo ipotecando il futuro dei ragazzi». L'UNICEF Italia chiede che «chiunque resti o arrivi al governo ci porti fuori da questa situazione difficile

«Bisogna porre il tema in maniera molto più forte di quanto si è fatto in passato», ha detto il Presidente del Comitato Italiano per l'UNICEF, Vincenzo Spadafora. La povertà dei minori è in aumento anche nel breve periodo, osserva l'UNICEF, che ha posto la questione nel seminario "La crisi la pagano i bambini?".

Nell'arco di soli tre anni, dal 2007 al 2010, - calcola l'Istat - i bambini che vivono in famiglie relativamente povere sono passati da 1.655.000 a 1.876.000  (+ 18,2%), quelli che vivono in povertà assoluta sono aumentati da 482 mila a 653 mila (il 6,3%).

Risultato: mediamente un bambino su quattro vive o rischia una condizione di povertà, in famiglie che del tutto o in parte non sono in grado di acquisire "beni essenziali" (nel paniere Istat dei consumi) come abbigliamento o libri.

«Abbiamo visto un crescente disinteresse e la mancanza di fondi capaci di cambiare la rotta», ha sottolineato Spadafora. «Anche sui territori dove ci sono Comuni virtuosi non si ottengono risultati. I progetti non vengono finanziati per i tagli che sono stati fatti, soprattutto agli Enti locali

Chiara Saraceno, sociologa ed ex presidente della Commissione sulla povertà, evidenzia come il sostegno finanziario contro la povertà dei minori «non è mai riuscito a entrare nell'agenda della politica italiana, di destra e di sinistra».

Infatti, «gli unici soggetti cui lo Stato riconosce un sostegno sono gli anziani, con la pensione sociale».

Invece «anche dal punto di vista utilitaristico non contrastare il malessere dei bambini è miope, perché ha effetti di lungo periodo maggiori, sulla salute, sulla scolarità: chi è povero da bambino ha un altissimo rischio di rimanere povero. Secondo l'OCSE il 60% del reddito da adulto dipende dalla famiglia di origine

Il Comitato ONU sui Diritti dell'Infanzia, nelle ultime osservazioni sul nostro Paese, ha sollecitato lo Stato ad intensificare il suo impegno con "una revisione sistematica di programmi e politiche" e "aumentando il sostegno finanziario a favore delle famiglie a basso reddito con figli, assicurando che sia esteso anche alle famiglie straniere".

(©ANSA)