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Nepal: 1,7 milioni di bambini da assistere, urgono 50 milioni di dollari

Un telo impermeabile fa la differenza, nelle primissime fasi del post-terremoto, soprattutto quando piove. Foto scattata a Phutung, villaggio nel Nepal centrale - ©UNICEF/NYHQ2015-1057/Nybo
Un telo impermeabile fa la differenza, nelle primissime fasi del post-terremoto, soprattutto quando piove. Foto scattata a Phutung, villaggio nel Nepal centrale - ©UNICEF/NYHQ2015-1057/Nybo
29 aprile 2015 - Secondo l’UNICEF, circa 1,7 milioni di bambini hanno urgente bisogno di aiuto nelle aree più colpite dal terremoto in Nepal

L’UNICEF ha lanciato un appello per raccogliere 50,35 milioni di dollari per portare assistenza umanitaria ai bambini e alle loro famiglie che devono affrontare rischi sempre più grandi per la diffusione delle malattie. 

L’appello dell’UNICEF è parte di un più ampio appello delle agenzie ONU: 415 milioni di dollari necessari per garantire l'intervento umanitario in Nepal per i prossimi 3 mesi. Il terremoto di magnitudo 7,9 ha ucciso almeno 5.000 persone e ne ha lasciate ferite oltre 9.700. 

Decine di migliaia di senza tetto sono costrette a risiedere all'aperto, in accampamenti improvvisati nella vallata di Kathmandu e nelle altre aree coinvolte dal sisma.

Più dell’80% delle strutture sanitarie nei 5 distretti maggiormente colpiti sono state gravemente danneggiate, e le cure sanitarie vengono effettuate all’esterno.

274 scuole su 323 sono state lesionate o completamente distrutte, circostanza che impone la necessità di allestire quanto prima degli spazi di apprendimento temporanei che consentano di ripristinare quel senso di normalità tanto prezioso per i bambini vittime di catastrofi come questa.

«La vita di tantissimi bambini è stata sconvolta, ora essi hanno un disperato bisogno di aiuti di prima necessità: acqua, un rifugio e servizi igienici, cure mediche» afferma Tomoo  Hozumi, Rappresentante UNICEF in Nepal.
 
«Senza scorte di acqua potabile, le malattie veicolate dall'acqua rappresentano un enorme pericolo per i bambini. Molte famiglie devono lottare anche solo per proteggersi dal sole e dalle piogge. E i loro bisogni non potranno che aumentere, nei prossimi giorni, man mano che riceveremo informazioni più precise dalle aree remote non ancora accessibili, e l’intera portata del disastro sarà più concreta.»

L’UNICEF sta lavorando febbrilmente con le organizzazioni partner per garantire aiuti umanitari. 
 
Tende, kit igienici, tavolette per la potabilizzazione dell’acqua e secchi sono stati inviati a Gorkha (epicentro del terremoto) dove la presenza di cadaveri insepolti rischia di far scoppiare focolai epidemici. Aiuti sono stati inviati anche a Kavre e Dhading.
 
Stiamo distribuendo compresse per la potabilizzazione dell’acqua, secchi e kit igienici a Bhaktapur dove è stimato che solo 1 persona su 5 abbia accesso ad acqua potabile.
 
Stiamo distribuendo acqua con autobotti nei 16 accampamenti informali che sono stati creati nella valle di Kathmandu. I nostri team stanno inoltre identificando e assistendo i bambini che sono rimasti  separati dalle loro famiglie e assistendo con supporto psicologico i bambini sfollati che hanno subito traumi. 
 
Per questa emergenza, UNICEF Italia e World Food Programme (WFP) Italia hanno lanciato un numero solidale per donare 1 euro da rete mobile e 2 euro da rete fissa: è possibile donare con un SMS al 45596 da cellulare TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile e CoopVoce o chiamata allo stesso numero da rete fissa da Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e TWT.  



 
 
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"Leggi la scheda informativa sull'intervento umanitario dell'UNICEF in Nepal (aggiornamento: 29 aprile 2015) "

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   Tags:  Nepal