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La nostra missione? Azzerare mortalità materna e neonatale

Emi, 8 anni, vive a due giorni di cammino dall'ospedale di Kailahun (Sierra Leone), dove è arrivata trasportata su un’amaca dalla sua famiglia - ©UNICEF Italia/2018/Blasi
Emi, 8 anni, vive a due giorni di cammino dall'ospedale di Kailahun (Sierra Leone), dove è arrivata trasportata su un’amaca dalla sua famiglia - ©UNICEF Italia/2018/Blasi

Abbassare il tasso di mortalità infantile: una sfida che sembra impossibile ma che, in realtà, possiamo affrontare e vincere, come mi dimostrano nell’Ospedale di Kailahun, al confine con la Guinea e la Liberia

Un ospedale “modello”, fra i più attrezzati e moderni della Sierra Leone, appena ristrutturato dall’UNICEF grazie ad un importante contributo arrivato proprio da alcuni donatori italiani

Un ospedale a cui mancano ancora l’elettricità (“per operare in urgenza anche di notte”), incubatrici e personale medico a sufficienza, ma che già in pochi mesi dall’avvenuta ristrutturazione ha fatto nascere centinaia di bambini conseguendo un importante traguardo: zero decessi tra madri e neonati durante il parto. 

«L’obiettivo è arrivare a fine anno senza aver nessuna perdita legata al parto o alle sue complicanze» ci racconta con orgoglio la capo ostetrica, mentre snocciola i dati inerenti ai bambini curanti, le mamme assistite, i parti realizzati in questi primi mesi.
 
Dati incredibili se si pensa che la Sierra Leone è anche il paese con il più alto tasso di mortalità materna al mondo (1.360 decessi su 100.000 bambini nati vivi).
 
Dati che ci dimostrano che non dobbiamo arrenderci e che il contributo di tutti è davvero prezioso – dal donatore italiano all’ ostetrica locale. Dati che si trasformano in nomi, storie e sorrisi.

Mamme e bambini nell'ospedale di Kailahun - ©UNICEF Italia/2018/S.Blasi

Mamme e bambini nell'ospedale di Kailahun - ©UNICEF Italia/2018/S.Blasi


E qui si torna alle belle opportunità. 

Ovvero non solo le opportunità che l’UNICEF offre ai bambini, in tutto il mondo, garantendo loro cure, scuola, protezione, futuro. Quelle opportunità che ognuno di loro merita, anzi, di cui ha diritto. 

Ma soprattutto la bella opportunità di contribuire a tutto ciò. Un’opportunità alla portata di tutti.
 
Perché la forza dell’UNICEF sono le persone che ne fanno parte, ovunque si trovino e qualsiasi sia il proprio ruolo. 

La forza dell’UNICEF siamo tutti noi e la nostra voglia di cambiare le cose, mettendoci in gioco come possiamo, consapevoli di essere parte di una rete incredibile la cui potenza e il cui impatto dipendono dal contributo di ciascuno.

(Fine)