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Bangladesh, 200.000 rifugiati rohingya minacciati dalle piogge monsoniche

Alcuni bambini rohingya guadano le acque che circondano il loro campo di Cox Bazar dopo una pioggia intensa portata dai monsoni - © UNICEF/UN0213967/Sokol
Alcuni bambini rohingya guadano le acque che circondano il loro campo di Cox Bazar dopo una pioggia intensa portata dai monsoni - © UNICEF/UN0213967/Sokol
14 giugno 2018 – La scorsa settimana le piogge torrenziali e i venti forti hanno colpito i campi e gli insediamenti di fortuna dei rifugiati rohingya.
 
L’UNICEF e i suoi partner stimano che 200.000 rifugiati rohingya – oltre il 50% dei quali sono bambini – attualmente siano minacciati dal duplice pericolo di inondazioni e frane, di queste 25.000 persone a più alto rischio.
 
La prima grande tempesta della stagione dei monsoni, arrivata nel Bangladesh sudorientale, sta mettendo a rischio la salute e la sicurezza di migliaia di bambini.
 
Le forti piogge hanno causato inondazioni e frane – secondo le notizie ricevute un bambino sarebbe morto a causa di una frana – mentre i forti venti hanno danneggiato o distrutto centinaia di rifugi, lasciando in questo modo le famiglie vulnerabili indifese agli agenti atmosferici.
 
Una rapida verifica, a seguito delle ultime piogge, ha mostrato che dei circa 10.000 rifugiati direttamente colpiti, oltre il 65% è stato colpito dal vento, più di 1 su 4 (il 27%) da frane e il 4% è stato colpito da acqua ristagnante o inondazioni forti.
 
Inoltre, secondo le verifiche in corso, si stima che 900 rifugi, 15 punti per la distribuzione di acqua, oltre 200 latrine, 2 strutture sanitarie supportare dall’UNICEF e 2 siti di distribuzione di cibo siano stati danneggiati o distrutti nei campi, creando ulteriori sfide per la popolazione colpita. Le operazioni di ripristino sono in corso.
 
«Migliaia di bambini e le loro famiglie vivono in rifugi in aree collinari senza alberi, rocce o arbusti che possano contenere i terreni sabbiosi – la maggior parte dei quali ora si sono trasformati in fango – mentre le piogge continuano a cadere e la falda freatica sale rapidamente», ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh.
 
«È di vitale importanza che i rifugiati nelle zone più vulnerabili possano spostarsi in luoghi sicuri, ma molte famiglie – che, negli ultimi mesi, hanno già affrontato diversi sconvolgimenti – sono riluttanti ad abbandonare le loro case di fortuna.»
 
Molte strade che portano ai campi sono allagate, mentre la principale strada militare che divide in due il più grande insediamento è stata chiusa a tutti tranne che ai veicoli medici.
 
Diversi centri per l’apprendimento e Spazi a Misura di Donne e Bambini sostenuti dall’UNICEF e dai suoi partner sono stati temporaneamente chiusi a causa del maltempo che ha colpito migliaia di donne e bambini.
 
L’arrivo delle piogge monsoniche nei campi ha incrementato i rischi per la salute, in particolare di malattie legate all’acqua come la diarrea acquosa acuta e il colera.
 
«Con l’intensificarsi delle piogge monsoniche, aumentano anche i pericoli per i bambini – le frane e le inondazioni possono causare non solo ferite, separazione o morte, ma anche malattie e la mancanza di accesso a servizi vitali che includono servizi sanitari e l’istruzione,» ha aggiunto Beigbeder. «È necessario supporto urgente per evitare che un’ulteriore catastrofe colpisca migliaia di bambini.»
 
Durante i mesi di giugno, luglio e agosto – picco della stagione dei monsoni – si prevede cadranno a Cox ‘sBazar più di due metri e mezzo di pioggia, mentre ulteriori piogge sono previste per la fine di questa settimana.
 
Negli ultimi mesi l’UNICEF e i suoi partner hanno lavorato per ridurre i rischi delle piogge monsoniche, attraverso il preposizionamento di aiuti umanitari – tra cui teloni e pannelli in ferro ondulato – pronti per essere utilizzati quando necessario.