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Congo, dopo l'ultima epidemia di Ebola 155 bambini sono rimasti orfani o separati dai loro genitori

Congo - Stefanie (con la maglietta rossa) e le sue sorelle rimaste orfane della zia morta per l'epidemia di Ebola© UNICEF/UN0237336/Nybo
Congo - Stefanie (con la maglietta rossa) e le sue sorelle rimaste orfane della zia morta per l'epidemia di Ebola© UNICEF/UN0237336/Nybo
22 settembre 2018 – L’UNICEF e i suoi partner hanno identificato finora 155 bambini rimasti orfani o non accompagnati in seguito all’ultima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale.
 
Questo dato comprende i bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori, o le persone che se ne prendevano cura, a causa dell’Ebola, e anche coloro che sono rimasti non accompagnati mentre i loro parenti sono in isolamento nei centri di cura per l’Ebola.
 
I bambini che hanno perso un genitore a causa di Ebola sono a rischio di stigmatizzazione, isolamento o abbandono, in aggiunta all’esperienza di aver perso una persona amata o una persona che si prende cura di loro.
 
Questi bambini, insieme a coloro che sono rimasti soli mentre i loro genitori ricevono cure ospedaliere, sono particolarmente vulnerabili, e l’UNICEF è preoccupato per il loro benessere.
 
«La perdita di un genitore o di una persona cara può essere un’esperienza profondamente sconvolgente per un bambino», ha dichiarato Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo.
 
«Il nostro obiettivo è quello di proteggere e assistere tutti i bambini colpiti dal virus dell’Ebola. Mentre l’epidemia continua, continueremo a coordinarci con i nostri partner per assicurare il loro benessere fisico, emotivo e psicologico».
 
L’assistenza dell’UNICEF verso i bambini orfani e non accompagnati è mirata per andare incontro ai bisogni specifici del singolo bambino.
 
Un neonato che ha perso sua madre ha bisogni diversi rispetto a un bambino in età scolare. Il supporto dell’UNICEF a bambini orfani o non accompagnati include tipicamente assistenza psicosociale, cibo e aiuti materiali, e supporto per reinserirsi a scuola.
 
112 fra i bambini rimasti orfani o non accompagnati sono in età scolare e l’UNICEF e i suoi partner hanno lavorato per farli ritornare a scuola.
 
«Rientrare a scuola è essenziale per i bambini rimasti orfani o non accompagnati», ha dichiarato Rotigliano. «Porta stabilità, un senso di appartenenza alla comunità e speranza per il futuro».
 
I bambini sono fortemente colpiti dall’epidemia di ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo orientale, in particolare quelli rimasti orfani o non accompagnati.

Dall’inizio dell’epidemia di Ebola, l’UNICEF e i suoi partner hanno:
  • Formato 219 operatori psicosociali per identificare rapidamente i bisogni specifici dei bambini orfani e non accompagnati e fornire loro assistenza.
  • Fornito cibo e assistenza psicosociale ai 155 bambini rimasti orfani e non accompagnati nelle aree colpite di Beni, Mangina, Makeke e Butembo.
  • Fornito materiali scolastici e uniformi per i 112 bambini in età scolare rimasti orfani e non accompagnati a causa dell’Ebola e pagato le loro rette scolastiche.
  • Impiegato sette nutrizionisti per assistere i bambini rimasti orfani e non accompagnati nei centri di cura per l’Ebola.
  • Sensibilizzato 3.163 dirigenti scolastici e insegnanti in 326 scuole per supportare il reinserimento dei bambini colpiti dalla malattia e per evitare la stigmatizzazione.
L’UNICEF continua a individuare e seguire i bambini colpiti dal virus Ebola e ad aumentare la sua risposta con l’evolversi dell’epidemia.


   Tags:  congo , Ebola