Strage di civili in Congo, 5 ragazze tra le vittime: l'UNICEF condanna l'escalation del conflitto etnico

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06/06/2020

L'UNICEF denuncia l'attentato che il 3 giugno scorso ha causato la morte di 16 persone, tra cui 5 ragazze sotto i 15 anni, nella provincia dell'Ituri, nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC).
 
«Condanniamo con la massima fermezza questo attacco contro bambini innocenti. Essi non dovrebbero mai pagare il prezzo di spregevoli atti di violenza. Chiediamo a tutte le parti del conflitto di rispettare i diritti delle donne e dei bambini» dichiara Edouard Beigbeder, Rappresentante dell'UNICEF nella RDC.
 
Secondo i resoconti verificati dall'ONU, l'attacco ha avuto luogo a Moussa, un villaggio nel distretto di Djugu, a nord della capitale dell'Ituri Bunia. Le 16 vittime erano ritornate nel villaggio dopo esserne state sfollate e sono state uccise con armi da fuoco e da taglio. Decine di civili sono fuggite da Moussa e si sono rifugiate nei villaggi vicini.
 
Dall'inizio dell'anno oltre 300 civili sono stati uccisi dalle violenze in corso nella provincia dell'Ituri. Solo tra aprile e maggio l'UNICEF ha ricevuto più di 100 denunce di gravi violazioni dei diritti dei bambini nella regione: stupri, uccisioni, ferimenti, attacchi armati contro scuole e centri sanitari.
 
Il mese scorso l'UNICEF ha avvisato che la situazione nell'Ituri si sta rapidamente deteriorando e ha invitato la comunità internazionale e il governo congolese ad agire rapidamente per evitare una crisi che costringerebbe a fuggire e a mettere in pericolo un numero ancora maggiore di bambini.
 
Oltre 200.000 persone, per la maggior parte bambini, sono fuggite dall'inizio dell'anno, a causa dell’intensificarsi delle violenze nelle zone di Djugu, Mahagi e Irumu (tutti centri abitati nella provincia dell'Ituri). I fuggitivi hanno trovato ospitalità presso comunità locali o in campi di accoglienza gravemente sovraffollati a Bunia e dintorni.
(fine del comunicato)


Le ragioni del conflitto nell'Ituri

La strage di Moussa rientra nel quadro delle violenze interetniche in corso nella provincia orientale dell'Ituri dal dicembre 2017, e che vede come principale protagonista la milizia CODECO (Coopérative pour le Développement du Congo), formata in massima parte da elementi del gruppo etnico Lendu.

Il conflitto ha per oggetto il controllo della fertile terra della regione, e vede contrapposti i coltivatori Lendu ai pastori del gruppo Hema,
 
La forza di peacekeeping delle Nazioni Unite nella RDC (MONUSCO) ha da tempo denunciato i gravissimi crimini commessi dalla milizia CODECO, responsabile di reiterati assalti alla popolazione inerme, esecuzioni sommarie, decapitazioni e di un largo ricorso alla violenza sessuale.
 
Secondo le più recenti stime dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) nell'Ituri, afflitto da una instabilità ormai pluridecennale, vi sono attualmente 1,2 milioni di sfollati. In totale, sono 5 milioni gli sfollati nell'intero paese.
 

06/06/2020

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