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Mozambico, 305.000 bambini senza scuola dopo il ciclone

Sonia (6 anni) riceve un kit didattico nella scuola elementare
Sonia (6 anni) riceve un kit didattico nella scuola elementare "12 Ottobre" di Beira (Mozambico), una delle tante in cui l'UNICEF sta distribuendo materiali scolastici di emergenza - ©UNICEF/UN0299184/Oatway
20 aprile 2019 – L’istruzione di oltre 305.000 bambini in Mozambico è stata interrotta a causa dei danni causati dal ciclone Idai che ha flagellato l'Africa sud-orientale alcune settimane fa.

Almeno 3.400 aule sono rimaste danneggiate o distrutte nelle regioni colpite dal ciclone, 2.713 delle quali nella sola provincia di Sofala

In alcuni casi, le scuole avranno bisogno di importanti operazioni di recupero dopo essere state usate come centri di accoglienza per le famiglie sfollate a causa dalla calamità. Le strutture scolastiche dovrebbero inoltre essere ricostruite con criteri che permettano loro di resistere ai futuri disastri naturali.

L’UNICEF invita le organizzazioni umanitarie partner a continuare a lavorare insieme per attuare soluzioni che consentano ai bambini di ritornare a scuola più velocemente possibile, a cominciare dalla creazione di spazi scolastici provvisori

Qualsiasi interruzione prolungata dell'attività educativa rischia di avere conseguenze devastanti sui bambini, nel breve come nel lungo periodo. L’istruzione è essenziale per aiutare i bambini a ritrovare un senso di normalità dopo un evento traumatico come il ciclone, ma lo è anche per il loro sviluppo e per il loro avvenire.
 
L’UNICEF teme anche che i danni alle infrastrutture scolastiche possano peggiorare i già bassi tassi di scolarizzazione e risultati dell'apprendimento del Mozambico.
 
Nel paese africano, meno del 20% dei bambini in età di scuola secondaria sono regolarmente iscritti. E le percentuali di abbandono scolastico potrebbero aumentare se le famiglie con terreni o mezzi di sussistenza colpiti dal ciclone saranno costrette a mandare i loro figli a lavorare, per arrivare a fine mese.
 
Anche gli insegnanti hanno sofferto a causa del disastro: è dunque fondamentale che ricevano il sostegno di cui hanno bisogno. L’UNICEF propone come soluzione provvisoria dei sussidi economici per gli insegnanti duramente colpiti dalla calamità, per aiutarli a rimettere insieme la propria vita e poter tornare a insegnare.
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner sono al lavoro per aiutare i bambini del Mozambico a tornare a scuola il più velocemente possibile.
 
Il nostro lavoro include:
  • distribuzione di materiali didattici e kit per lo sviluppo della prima infanzia,
  • creazione di spazi educativi provvisori
  • distribuzione di tende-scuola
  • riparazione degli impianti idraulici e igienici negli edifici scolastici lesionati
  • operazioni di pulizia e disinfezione delle infrastrutture scolastiche
  • formazione degli insegnanti sul supporto psico-sociale per i bambini.
 
I bisogni umanitari in Mozambico restano enormi, con circa un milione di bambini che hanno bisogno di assistenza.
 
L’UNICEF ha lanciato un appello umanitario da 122 milioni di dollari necessari per finanziare nei prossimi 9 mesi i suoi interventi di emergenza per bambini e le famiglie colpiti dal ciclone Idai e dalle sue conseguenze in Mozambico, Zimbabwe e Malawi.