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Mozambico, altri 368.000 bambini a rischio dopo il ciclone Kenneth

Bambini tratti in salvo da un contingente di soccorritori brasiliani nella città di Pemba (Mozambico), colpita dal ciclone Kenneth - ©UNICEF/UN0306047/De Wet
Bambini tratti in salvo da un contingente di soccorritori brasiliani nella città di Pemba (Mozambico), colpita dal ciclone Kenneth - ©UNICEF/UN0306047/De Wet

27 aprile 2019 – Altri 368.000 bambini in Mozambico sono a rischio e potenzialmente bisognosi di sostegno umanitario dopo che il paese africano è stato colpito dal ciclone Kenneth, la seconda calamità naturale in meno di sei settimane. 

Dona ora per i bambini colpiti dal ciclone Idai

Il ciclone si è abbattuto giovedì scorso sulla provincia costiera di Cabo Delgado, nel nord del paese, come tempesta di categoria 4. I meteorologi hanno avvisato che il lento movimento della perturbazione potrebbe provocare piogge intense per diversi giorni, mettendo le aree colpite ad alto rischio di inondazioni e frane.

Una delle maggiori preoccupazioni è rappresentata dall'alto numero di senzatetto, poiché in alcuni villaggi Kenneth ha distrutto fino al 90% delle abitazioni.

«Cabo Delgado non ha esperienza di cicloni e siamo molto preoccupati che le comunità della zona non siano state preparate a fronteggiare una tempesta di questa entità, che espone bambini e famiglie a una situazione di estrema vulnerabilità» commenta Michel Le Pechoux, vice Rappresentante dell'UNICEF in Mozambico.

«Il terreno è saturo di pioggia e i fiumi sono già gonfi: l'emergenza rischia di peggiorare a causa delle inondazioni dei prossimi giorni. Stiamo facendo tutto il possibile per avere disponibili sul campo operatori e rifornimenti che aiutino a tenere la popolazione in sicurezza.»

A Cabo Delgado l'UNICEF dispone di team di specialisti in salute, nutrizione, protezione dell'infanzia, acqua e servizi igienico-sanitari, e ha predisposto aiuti umanitari (inclusi kit sanitari e sostanze per disinfettare le scorte idriche) per accelerare la risposta all'emergenza. 

Al momento sono in corso missioni di valutazione, che nei prossimi giorni renderanno chiara la portata del disastro.

Questa è la prima volta nella storia che due potenti cicloni tropicali colpiscono il Mozambico nel corso della stessa stagione. 

Kenneth segue infatti il ciclone tropicale Idai, che ha colpito il paese il 14 marzo, lasciando dietro di sé oltre 600 morti e circa 1,850.000 persone bisognose di aiuto.

Complessivamente, nelle regioni centrali e settentrionali del Mozambico il numero di bambini bisognosi di assistenza umanitaria a seguito dei due cicloni di queste ultime settimane potrebbe salire a 1,4 milioni.


La minaccia della malaria

La malaria è la terza malattia killer dell'infanzia, a livello globale. E il Mozambico è uno dei 15 Stati in cui si concentra l'80% dei decessi per malaria nel mondo.

Dal 27 marzo oltre 14.800 casi di malaria sono stati segnalati nella provincia di Sofala, una delle zone del Mozambico più colpite dal ciclone Idai.

L'UNICEF e i suoi partner stanno intensificando gli sforzi per prevenire la trasmissione della malaria.

Si stima che nelle zone colpite dal ciclone Idai siano necessarie circa 1 milione di zanzariere: l'UNICEF ha finora acquistato 500.000 zanzariere trattate con insetticida e ne ha già distribuite oltre 116.000. 

Inoltre, scuole e centri sanitari sono stati trattati con disinfettanti e spray antizanzare nell'ambito di una campagna condotta dal Ministero mozambicano della Salute.

L'UNICEF ha lanciato alla comunità internazionale un appello umanitario da 122 milioni di dollari per finanziare nell'arco dei prossimi 9 mesi i suoi interventi di emergenza in favore di bambini e famiglie nelle zone di Mozambico, Zimbabwe e Malawi. 



   Tags:  mozambico , malaria