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Salute

Medio Oriente, 34 milioni di bambini vaccinati nei paesi in emergenza

Ahmad, 1 anno, riceve una dose di vaccino trivalente MMR contro morbillo, parotite e rosolia) nell'ambulatorio del campo profughi di Azraq (Giordania). Ahmad e la sua famiglia sono originari di Aleppo (Siria) - ©UNICEF/UN0303616/Herwig
Ahmad, 1 anno, riceve una dose di vaccino trivalente MMR contro morbillo, parotite e rosolia) nell'ambulatorio del campo profughi di Azraq (Giordania). Ahmad e la sua famiglia sono originari di Aleppo (Siria) - ©UNICEF/UN0303616/Herwig
2 maggio 2019 – Dall'inizio dell’anno l’UNICEF - insieme con i governi, le Nazioni Unite e le ONG partner - ha raggiunto oltre 34 milioni di bambini con campagne di vaccinazione in paesi colpiti da guerre o che ospitano rifugiati in Medio Oriente e Nord Africa.
  • In Iraq, dove solo il 40% dei bambini riceve tutti i vaccini consigliati nel primo anno di vita, quest’anno oltre 8 milioni di bambini hanno ricevuto il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) e il vaccino orale contro la polio (OPV)
  • In Giordania, l’UNICEF sostiene la il Ministero della Salute nella campagna di vaccinazioni tuttora in corso nel campo profughi di al-Azraq per proteggere contro il morbillo 20.000 bambini siriani rifugiati di età compresa tra i 6 mesi e i 15 anni
  • In Libano, da giugno 2018 sono state realizzate attività di immunizzazione straordinaria in risposta a un’epidemia di morbillo e circa 161.000 bambini sono stati vaccinati
  • In Libia, nel dicembre scorso, 1,4 milioni di bambini sotto i 6 anni sono stati vaccinati contro la polio e oltre 2,6 milioni contro il morbillo
  • Nel Sudan all’inizio del mese scorso era stata lanciata una campagna di vaccinazioni contro la polio e il morbillo. Fino ad ora, sono stati raggiunti oltre 7,8 milioni di bambini con vaccini contro la polio e  dosi supplementari di vitamina A
  • In Siria, dall’inizio dell’anno, 2,4 milioni di bambini sotto i 5 anni hanno ricevuto vaccini antipolio
  • Nello Yemen, con la prima campagna nazionale del 2019, circa 12 milioni di bambini a rischio tra i 6 mesi e i 15 anni sono stati vaccinati contro morbillo e rosolia. Attraverso una campagna di vaccinazioni contro il colera, ora in corso in 3 distretti, sono stati raggiunti circa 600.000 bambini sotto i 15 anni. 

 

Epidemie in tempo di guerra 

I vaccini proteggono i bambini da malattie anche mortali e sono fondamentali per iniziare la vita in buona salute. Ma nelle aree di conflitto i bambini che hanno bisogno di vaccinazioni, hanno molte meno probabilità di potervi accedere.

In Medio Oriente 1 bambino su 5 vive in situazioni di crisi imputabili a un conflitto.
 
Quando un bambino non viene vaccinato, il rischio di diffusione delle malattie infettive aumenta per tutti quelli che lo circondano. Malattie da lungo tempo scomparse dalla regione, come la polio, sono ricomparse proprio a causa della guerra.

Ogni volta che si verifica un focolaio epidemico, tutti i bambini devono essere vaccinati con campagne vaccinali straordinarie, indispensabili per arrestare la diffusione delle malattie.

«La Settimana Mondiale delle Vaccinazioni che sta terminando rappresenta un monito per il diritto alla salute di ogni bambino
» ricorda Geert Cappelaere, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa. «Assicurare ai bambini cure sanitarie di qualità per crescere sani e forti è un imperativo morale. L’accesso all'assistenza sanitaria è un diritto fondamentale, non un privilegio.»

L’UNICEF coglie quest’opportunità per chiedere una serie di azioni immediate per raggiungere con i vaccini ogni bambino nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa
  • Tutte le parti in conflitto nella regione e coloro che possono esercitare un’influenza devono continuare a fare tutto il possibile per facilitare la distribuzione di vaccini e assicurare che le vaccinazioni attraverso i sistemi e le campagne di routine siano una priorità nazionale in tutti i paesi.
  • In situazioni di guerra, le parti in conflitto devono fornire accesso umanitario duraturo e incondizionato per raggiungere con vaccinazioni tutti i bambini, ovunque si trovino e a prescindere da chi controlli l’area in cui essi vivono. Laddove possibile, dev'essere consentita la modalità ‘porta a porta’.
  • Devono essere applicate tregue umanitarie, cessate-il-fuoco e "giornate di tranquillità" per consentire lo svolgimento in sicurezza delle vaccinazioni
  • Tutti gli attacchi contro strutture sanitarie - inclusi operatori sanitari, vaccinatori e strutture come depositi, celle frigorifere, centri per le vaccinazioni e per la prima assistenza sanitaria - devono cessare.
  • Proteggere in ogni momento la catena del freddo. I vaccini devono essere conservati a determinate temperature. Ogni danno alla catena del freddo riduce la potenza dei vaccini e i bambini vaccinati così non saranno protetti contro malattie prevenibili con un vaccino.

L'UNICEF prosegue nel suo impegno a raggiungere con i vaccini tutti i bambini nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa, grazie alla generosità dei suoi donatori, al supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dell’Alleanza Globale per le Vaccinazioni (GAVI), ai nostri partner sul campo, e al grande sforzo quotidiano di eroi sconosciuti come i milioni di volontari che collaborano alle campagne di vaccinazione nel mondo.