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Nutrizione

10 cose da sapere sull'allattamento

Madagascar - ©UNICEF/UN0314180/Pudlowski
Madagascar - ©UNICEF/UN0314180/Pudlowski
1° agosto 2019 - Favorisce lo sviluppo cerebrale dei neonati. Protegge i bambini dalle infezioni. Riduce il rischio di obesità e altre malattie, riducendo i costi sociali e sanitari. Protegge le mamme che allattano dal cancro alle ovaie e dai tumori al seno.

L’importanza dell'allattamento per mamme e bambini è universalmente nota, ma le politiche di sostegno a questa pratica - come i permessi retribuiti o le pause sul luogo di lavoro per consentire alle lavoratrici di allattare - non sono ancora accessibili a tutte le donne, nel mondo.

«I vantaggi sanitari, sociali ed economici dell'allattamento al seno per la mamma e per il bambino sono ampiamente confermati e accettati nel mondo. Eppure, a livello globale quasi il 60% dei neonati non sono allattati in modo esclusivo fino al sesto mese di vita, come si dovrebbe» afferma il Direttore esecutivo dell'UNICEF, Henrietta Fore

«A dispetto di tutti questi benefici, in gran parte del mondo sul posto di lavoro si continua a negare alle mamme il sostegno di cui avrebbero bisogno. Occorrono maggiori investimenti per permessi retribuiti per entrambi i genitori, e altre misure di sostegno sui luoghi di lavoro per aumentare i tassi di allattamento a livello globale.»
 
 
1. Soltanto il 40% dei neonati vengono allattati 

il dato esatto è 41%, e identifica la percentuale dei bambini nati nel 2018 che sono stati nutriti esclusivamente con latte materno per i primi 6 mesi di vita, come raccomandato dall'OMS e dall'UNICEF.

Nei paesi in via di sviluppo più poveri (Least Developed Countries, LDC), questa percentuale sale al 50,8%. I tassi di allattamento più elevati si registrano in Ruanda (86,9%), Burundi (82,3%), Sri Lanka (82%), Isole Salomone (76,2%) e nell'arcipelago di Vanuatu (72,6%).
 
Gli studi evidenziano come i tassi di allattamento esclusivo al seno siano più alti nelle zone rurali che non in quelle urbane.

Fatoumata allatta i suoi gemellini di 3 mesi Zoumana e Karim, nella città di Korhogo (Costa d'Avorio) - ©UNICEF/UN0241735/Dejongh

Fatoumata allatta i suoi gemellini di 3 mesi Zoumana e Karim, nella città di Korhogo (Costa d'Avorio). In Africa i tassi di allattamento sono mediamente più alti che in Occidente - ©UNICEF/UN0241735/Dejongh

 

2. Cresce il benessere, cala l'allattamento

Negli Stati a reddito medio-alto, il tasso di allattamento esclusivo è crollato nel 2018 al 23,9%, in ulteriore calo rispetto al 28,7% del 2012. 


3. Allattare al lavoro funziona...

 
Intervalli regolari nel corso della giornata lavorativa per allattare o per estrarre il latte, un ambiente professionale favorevole e strutture adeguate aiutano le mamme a proseguire l'allattamento esclusivo nei primi 6 mesi di vita del bambino, e successivamente a integrare l'alimentazione con le quantità appropriate di latte materno.

Nel maggio 2017 la senatrice Larissa Waters (qui con la piccola Alia Joy durante un intervento) è stata la prima esponente politica ad allattare in un'aula parlamentare in Australia

Nel maggio 2017 la senatrice Larissa Waters (qui con la piccola Alia Joy durante un intervento) è stata la prima esponente politica ad allattare in un'aula parlamentare in Australia


4. ...ma le mamme lavoratrici vanno aiutate di più 
 
Globalmente, solo il 40% delle lavoratrici madri di neonati godono dei benefit minimi per la maternità.
 
Questa lacuna è ancora più pronunciata negli Stati dell'Africa, dove mediamente appena il 15% delle donne che lavorano usufruiscono di permessi per continuare ad allattare.
 
 
5. Permessi per allattare, un diritto ancora per poche
 
La Convenzione n. 183 (2000) dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) include tra i suoi standard "almeno 14 settimane di permessi per maternità retribuiti", raccomandando agli Stati membri di estendere questo periodo a 18 settimane, unitamente a un sostegno all'allattamento nei luoghi di lavoro.
 
Tuttavia, attualmente soltanto il 12% degli Stati nel mondo soddisfano questi requisiti.
 
Nelle sue più recenti (luglio 2019) linee-guida sulle politiche sociali "a misura di famiglia" l'UNICEF raccomanda ai governi di prevedere almeno 6 mesi di permesso retribuito per i genitori (inteso come durata complessiva per entrambi), di cui 18 settimane riservate alla madre, auspicando al tempo stesso che governi e aziende si adoperino per estendere ad almeno 9 mesi il periodo combinato dei permessi.


6. Maternità più lunga, maggiori probabilità per l'allattamento
 
Uno studio dell'UNICEF (novembre 2018) ha rilevato come la possibilità per la donna di usufruire di 6 o più mesi di permesso per maternità aumenti del 30% la probabilità che il bambino sia allattato al seno per tutto l'arco dei primi 6 mesi di vita.


7. L'allattamento salva la vita (anche alle mamme)

 
Si stima che estendere a ogni bambino l'allattamento al seno esclusivo nei primi 6 mesi di vita eviterebbe ogni anno 823.000 decessi infantili (0-5 anni)  e circa 20.000 decessi per tumore al seno.


8. Bisogna partire da subito


Nel 2018 meno della metà (43%) dei neonati, nel mondo, sono stati nutriti al seno entro la prima ora dalla nascita.
 
Il contatto immediato pelle a pelle e un inizio tempestivo dell'allattamento prevengono l'ipotermia del neonato, contribuiscono a rafforzare il suo sistema immunitario, favoriscono il legame madre-figlio, innescano da subito la produzione di latte materno e aumentano le possibilità che la mamma possa allattare nei mesi successivi, per tutto il tempo che desidera.

Lo Thi Khai, 20 anni, aiutata da un'ostetrica, allatta la sua bambina nata da meno di un'ora nell'ospedale principale della città di Dien Bien Phu (Vietnam). Lo Thi appartiene alla minoranza etnica Thai - ©UNICEF/UN0289049

Lo Thi Khai, 20 anni, aiutata da un'ostetrica, allatta la sua bambina nata da meno di un'ora nell'ospedale principale della città di Dien Bien Phu (Vietnam). Lo Thi appartiene alla minoranza etnica Thai - ©UNICEF/UN0289049


Per il neonato il latte materno non è solamente un alimento: è anche un'efficace medicina, perfettamente calibrata sui bisogni di ciascun bambino, che previene le infezioni della primissima infanzia.
 
Anche il cosiddetto "primo latte" (colostro) è ricco di anticorpi che proteggono il neonato da infezioni altrimenti letali.


9. Investire nell'allattamento conviene

Si calcola che raggiungere il tasso ottimale di diffusione dell'allattamento esclusivo nei primi 6 mesi di vita dei neonati, a livello globale, comporterebbe un risparmio (in termini di minori costi per i sistemi sanitari pubblici) di  circa 300 miliardi di dollari


10. Allattare in Italia, l'impegno dell'UNICEF

In Italia l'UNICEF promuove il programma "Insieme per l’Allattamento" per diffondere la cultura dell’allattamento materno e garantire a tutti i bambini una nutrizione adeguata e il miglior inizio di vita possibile.

Nel 2018, oltre 31.500 bambini, pari al 7% di tutte le 449.000 nascite avvenute nel nostro paese, sono venuti alla luce negli Ospedali riconosciuti da UNICEF e OMS "Amici dei bambini", beneficiando così dei migliori standard di assistenza in materia di parto e allattamento.

In Italia si contano a oggi, 28 Ospedali e 7 Comunità "Amiche dei bambini", 3 Corsi di Laurea riconosciuti "Amici dell’Allattamento" e oltre 750 Baby Pit Stop - spazi dedicati a tutte le famiglie in cui potersi prendere cura dei propri bambini.

Un particolare del Baby Pit Stop aperto nell'ottobre 2017 dal Comune di Torino e dall'UNICEF a Palazzo Civico, sede dell'amministrazione comunale del capoluogo piemontese - ©UNICEF Italia/2017/M.Trapanelli

Un particolare del "Baby Pit Stop" aperto nell'ottobre 2017 dal Comune di Torino e dall'UNICEF a Palazzo Civico, sede dell'amministrazione comunale del capoluogo piemontese - ©UNICEF Italia/2017/M.Trapanelli