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In Congo 2 milioni di bambini tornano a scuola nelle zone colpite da Ebola

Jacqueline Maga Znigire, vicedirettore della Volcano School of Goma, capitale della provincia del Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo, istruisce gli studenti che frequentano il primo giorno di scuola su come proteggersi dall'ebola.
6 settembre 2019 - Le scuole hanno riaperto i battenti per circa 2 milioni di bambini che vivono nelle comunità colpite dall'epidemia di Ebola nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), le scuole hanno riaperto.
 
«Qui il virus ha avuto un impatto devastante e distruttivo sulle famiglie e sulle comunità» afferma il Rappresentante dell'UNICEF nel paese africano Edouard Beigbeder«Garantire che questi bambini abbiano accesso ad ambienti scolastici sicuri, protettivi e accoglienti è la chiave per aiutarli a ritrovare la normalità e continuare ad apprendere».

Sono 6.509 le scuole primarie e secondarie situate nelle aree colpite dall'Ebola delle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu - 3.800 di esse in zone considerate a rischio elevato. La maggior parte di queste scuole hanno riaperto per il nuovo anno scolastico.

«All'inizio dello scorso anno scolastico, l'epidemia di Ebola era appena iniziata» aggiunge Fati Bagna Seyni, responsabile UNICEF per i programmi di istruzione nella crisi Ebola. 
«Molti genitori avevano paura di mandare i loro figli a scuola, temendo che potessero essere contagiati in classe..
 
Inoltre, agli insegnanti mancavano le informazioni e la preparazione necessarie per sensibilizzare gli alunni sui rischi della malattia o per prendersi cura dei bambini appartenenti a famiglie colpite dalla malattia. Da allora, molto è cambiato».

Nell'ultimo anno, l'UNICEF ha lavorato a stretto contatto con il Ministero dell'Istruzione congolese e con altri partner per mappare e fornire assistenza mirata a scuole, insegnanti, genitori e studenti nelle zone colpite.

L'attività include la fornitura alle scuole di termometri, articoli per l'igiene, serbatoi di acqua e cloro per il lavaggio delle mani, la formazione di presidi e insegnanti su tutte le azioni utili, dalle misure di prevenzione alla gestione dei casi in cui uno studente o un insegnante inizi a mostrare i sintomi dell'infezione.
 
Sono stati prodotti speciali materiali didattici, tra cui una guida illustrata che aiuta i maestri a insegnare ai bambini come si contagia la malattia e come prevenirla tramite buone pratiche igieniche.

Gli insegnanti hanno anche ricevuto una formazione in ambito psicologico, in modo da poter identificare e assistere un bambino vittima di stigmatizzazione o discriminazione oppure traumatizzato per la perdita dei propri cari, sia essa dovuta all'Ebola, ad altre malattie o ai conflitti armati che da molti anni affliggono la regione orientale del Congo.

Tra gli studenti che ritornano in classe ci sono anche centinaia di bambini e ragazzi rimasti orfani o sopravvissuti all'Ebola. 

In vista del nuovo anno scolastico, l'UNICEF e i suoi partner hanno valutato quali scuole hanno bisogno di ulteriori forniture sanitarie e igieniche, aggiornando le guide didattiche e i messaggi in base al feedback fornito dagli insegnanti, stampando nuovi poster e materiale informativo e aumentando la sensibilizzazione dei genitori e delle comunità per incoraggiare i bambini a tornare a scuola.

«Gli insegnanti informati sono incredibilmente preziosi per la risposta all'Ebola, perché sono rispettati e ascoltati» spiega ancora Bagna Seyni.
 
«I bambini imparano dagli insegnanti a prevenire la diffusione dell'epidemia e trasmettono questi messaggi ai propri genitori e nelle loro comunità. Insegnanti e bambini possono essere grandi amplificatori della prevenzione, è essenziale mettere a frutto questa capacità».
 
Ad oggi, l'UNICEF e i suoi partner hanno:
  • formato oltre 32.400 insegnanti su come insegnare ai bambini la prevenzione dall'Ebola e come rendere le scuole un ambiente protetto per i bambini
  • raggiunto 928.000 studenti con informazioni per prevenire la malattia
  • prestato sostegno scolastico (incluso pagamento delle tasse di iscrizioni, delle uniformi e di tutti i materiali scolastici) a 432 bambini sopravvissuti o resi orfani dall'Ebola
  • dotato quasi 2.350 scuole in aree ad alto rischio di postazioni per il lavaggio delle mani, termometri e articoli per l'igiene.