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Città amiche dei bambini

Al via a Colonia il summit delle "Città amiche dei bambini", a confronto sindaci e giovani da tutto il mondo

Pakinam Piccioli e Tobia Camorri, i due volontari Younicef che rappresentano i giovani italiani al Summit di Colonia - ©UNICEF Italia/2019/S.Rosati
Pakinam Piccioli e Tobia Camorri, i due volontari Younicef che rappresentano i giovani italiani al Summit di Colonia - ©UNICEF Italia/2019/S.Rosati

15 ottobre 2019 – Quasi un terzo dei circa 4 miliardi di abitanti del pianeta che vivono in ambiente urbano sono minorenni, e si stima che entro il 2050 quasi 7 bambini su 10, nel mondo vivranno in una città o una metropoli.

Da oggi a venerdì 18 ottobre l’UNICEF promuove a Colonia (Germania) il primo Summit Internazionale delle Città Amiche dei bambini e degli adolescenti (Child-Friendly Cities Summit), che riunisce più di 550 tra sindaci, leader locali, esperti, tecnici, bambini e giovani di oltre 60 paesi di tutto il mondo per discutere approcci innovativi per migliorare l'applicazione dei diritti dei bambini a livello locale.

Per l’Italia partecipano due tra le municipalità impegnate con l’UNICEF nel percorso di "Città amiche dei bambini" quali Prato – presente rappresentata dal suo primo cittadino Matteo Biffoni, anche delegato nazionale dell'ANCI [Associazione Nazionale Comuni Italiani] per l’immigrazione - e Palermo – presente con l’Assessore comunale alle Culture e alla Partecipazione democratica Adham Darawsha.

«Dal 1996, l'UNICEF sostiene città e comunità nel tradurre la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia – della quale quest’anno ricorrono i 30 anni dall'approvazione - in risultati pratici, significativi e misurabili per i bambini attraverso il programma Città amiche dei bambini» afferma il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.

«Da allora, il programma ha continuato a crescere e ad oggi, raggiunge circa 30 milioni di bambini in 40 paesi – Italia compresa - con una significativa ricaduta anche nella realizzazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. È con grande piacere che annuncio che a Colonia, come membri dello Youth Advisory Board, partecipano due volontari del gruppo YOUNICEF [il movimento di volontariato giovanile dell'UNICEF Italia]: Pakinam Piccioli, 18 anni, di Calci (Lucca) e Tobia Camorri, 17 anni, di Cortona (Arezzo). 

Come Comitato Italiano per l'UNICEF abbiamo lavorato con molto impegno per contribuire a costruire il Summit internazionale, un’occasione importante di confronto e scambio di buone pratiche tra le città impegnate nel mondo a costruire contesti urbani che garantiscano benessere per i bambini e i giovani.»

Parola d'ordine: partecipazione

Alla cerimonia inaugurale i partecipanti al Summit di  Colonia hanno sottolineato la necessità di una maggiore partecipazione dei ragazzi per creare città e comunità più adatte ai bambini e ai giovani.

«Bambini e ragazzi dovrebbero avere maggiori opportunità, come qui al vertice di Colonia, per attirare l'attenzione sul diritto a essere ascoltati. Se non ora, quando?» ha rimarcato in conferenza stampa Jess, studentessa tedesca di 17 anni. 

Il suo appello riflette le opinioni espresse in un sondaggio realizzato prima del vertice dall'UNICEF tramite la piattaforma digitale U-Report con il coinvolgimento di 91.000 giovani dai 14 ai 35 anni, di oltre 100 Stati diversi.

Oltre metà di coloro che hanno partecipato al sondaggio hanno dichiarato di non avere sufficienti  opportunità di influenzare le decisioni riguardanti la propria vita e di ritenere che le proprie  opinioni non siano prese in considerazione dalle proprie  città e comunità.

I risultati del sondaggio faranno parte del "Manifesto dei ragazzi e dei giovani" che sarà presentato ai sindaci venerdì 18 ottobre, ultimo giorno del Summit.

«Noi siamo il futuro, quindi dobbiamo crescere in un ambiente accogliente. Il modo migliore per far sentire liberi e felici i bambini e i giovani è iniziare a risolvere i problemi delle loro città e lasciare loro una parola nel processo. Non si può costruire niente di buono se non si dà loro la possibilità di farne parte» spiega Aissatou, studente dicottenne della Guinea.

«Mentre celebriamo i 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, guardiamo anche a ciò che dobbiamo fare per continuare a tradurre i diritti in risultati» conclude Gary Stahl, Direttore della Private Fundraising and Partnerships Division (PFP) dell'UNICEF.

«Le politiche, i programmi e le decisioni locali riguardano direttamente i bambini e i giovani, ma troppo spesso non riflettono le loro voci, esigenze, priorità e diritti. Non possiamo costruire un futuro più sostenibile senza investire in coloro che lo porteranno avanti.»

«Il vertice delle città amiche delle bambine e degli adolescenti offre un'opportunità unica per promuovere attivamente i diritti dei bambini e dei giovani nelle loro città e comunità» aggiunge Henriette Reker, sindaco di Colonia, città ospitante del Summit. 

«In qualità di sindaci, dobbiamo garantire che i diritti dei bambini facciano veramente parte della vita nelle nostre città. I sindaci, i leader locali e la società civile devono cooperare per gettare le basi necessarie affinché le città e le comunità possano soddisfare i diritti e i bisogni dei nostri cittadini più giovani. Insieme possiamo realizzare il punto di svolta che garantirà che i diritti dei bambini siano veramente parte della vita nelle nostre città.» 

Le città e le comunità sono motori fondamentali per la realizzazione dei diritti dei bambini. Il loro impegno attivo è essenziale se le politiche, i servizi e le strutture che utilizzano o che li riguardano, devono riflettere e affrontare le loro preoccupazioni, idee e priorità.