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Appello umanitario per i bambini siriani, manca metà dei fondi

Centinaia di famiglie sfollate dall'offensiva turca nelle zone curde del nord-est della Siria hanno trovato rifugio in questa scuola della città di Tell Abyad - ©UNICEF/UNI223838/Alkasem
Centinaia di famiglie sfollate dall'offensiva turca nelle zone curde del nord-est della Siria hanno trovato rifugio in questa scuola della città di Tell Abyad - ©UNICEF/UNI223838/Alkasem
9 novembre 2019 – La carenza di finanziamenti da parte della comunità internazionale mette a serio rischio la prosecuzione delle operazioni umanitarie per i bambini siriani. A lanciare l'allarme è stata ieri Marixie Mercado, portavoce dell'UNICEF, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Ginevra.

Ad appena otto settimane dal termine dell'anno, l'appello umanitario 2019 dell'UNICEF per i bambini siriani risulta finanziato soltanto per il 53%: dei 295 milioni di dollari richiesti a inizio anno, ne sono stati donati solo 138

La carenza di fondi è oggi il principale ostacolo all'attività umanitaria della nostra organizzazione - ha affermato la portavoce - più ancora dei pericoli e delle difficoltà logistiche, che pure sono enormi.

Un esempio di come l'operatività sia stata garantita anche nelle condizioni più difficili viene dal nord-est della Siria, la regione del paese in cui vivono i bambini maggiormente vulnerabili del paese, recentemente colpita dalle conseguenze dell'offensiva turca contro le milizie curde,

Qui l'UNICEF è riuscita nel corso dell'anno a vaccinare oltre mezzo milione di bambini, a fornire sostegno psicologico e sociale a 150.000 bambini e consentito a oltre 100.000 alunni di prendere parte a programmi di istruzione formale. 

Ma qui come altrove, senza risorse aggiuntive diventerà arduo poter assicurare la continuità e l'ampiezza delle operazioni necessarie, in un paese in cui 5,5 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria

Se i fondi mancanti non arriveranno nelle prossime settimane, vi saranno inevitabili conseguenze sulla capacità dell'UNICEF di fornire risposta umanitaria ai bisogni dei bambini nel nord-est della Siria:

  • 1.700 bambini e ragazzi gravemente traumatizzati (inclusi quelli che hanno preso parte ad attività condotte da gruppi armati) non potranno ricevere l'assistenza specializzata di cui hanno bisogno
  • circa 170.000 civili in meno potranno essere raggiunti dalla campagna informativa sui rischi delle mine antiuomo e degli ordigni inesplosi - un pericolo che incombe su circa metà della popolazione in quest'area del paese, e che vede i bambini come i soggetti più esposti al rischio.
  • non sarà possibile assicurare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici per oltre 100.000 abitanti, né potranno essere condotti gli interventi necessari per migliorare le limitate fonti idriche per altre 300.000 persone
  • 55.000 bambini resteranno esclusi dalle vaccinazioni di routine e circa 140.000 tra donne e bambini non potranno beneficiare dei servizi consultoriali in ambito sanitario e nutrizionale
  • 70.000 alunni non potranno ricevere materiali didattici o frequentare le scuole temporanee, restando così esclusi dalle opportunità di istruzione informale.

In vista della stagione invernale, con il rapido calo delle temperature già in atto, l’UNICEF ha programmato di distribuire abiti pesanti a 578.000 bambini sotto i 14 anni, soprattutto a beneficio di quelli che vivono in campi per sfollati o in altre situazioni emergenziali.

Ad oggi tuttavia i fondi a disposizione coprirebbero il fabbisogno di soli 356.000 bambini, lasciandone fuori ben 222.000

«Stiamo affrontando enormi ostacoli pur di fornire assistenza di prima necessità ai bambini siriani» commenta Marixie Mercado. «È grave che la carenza di fondi sia uno di questi ostacoli. CI rivolgiamo ancora una volta alla generosità dei donatori internazionali, affinché il divario sia colmato.»