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Coronavirus, allarme UNICEF: nel mondo a rischio vaccinazioni e assistenza sanitaria di base

Una mamma col suo bambino di 1 mese in attesa di ricevere il vaccino contro il morbillo a Nsele, nella Repubblica Democratica del Congo - © UNICEF/UNI308216/Brown
Una mamma col suo bambino di 1 mese in attesa di ricevere il vaccino contro il morbillo a Nsele, nella Repubblica Democratica del Congo - © UNICEF/UNI308216/Brown
26 marzo 2020 - In tutto il mondo, la pandemia di COVID-19 sta mettendo a dura prova i servizi sanitari, mentre gli operatori sanitari vengono destinati a sostenere la risposta.
 
Le misure di contenimento del virus e di distanziamento sociale stanno inducendo molti genitori a prendere la difficile decisione di rimandare le vaccinazioni di routine.
 
Inoltre, i farmaci iniziano a scarseggiare e le catene logistiche sono sotto pressione a causa dei problemi nei trasporti.
 
Le cancellazioni dei voli e le restrizioni commerciali da parte degli Stati hanno fortemente limitato l'accesso ai medicinali essenziali, compresi i vaccini.
 
Con il progredire della pandemia, i servizi sanitari di base, vaccinazioni incluse, rischiano ri essere interrotti, soprattutto in Africa, Asia e Medio Oriente, proprio dove sono maggiormente necessari.
 
A pagarne il prezzo più alto sarebbero i bambini appartenenti alle fasce sociali più povere, e quelli nei paesi colpiti da conflitti e disastri naturali.

Emergenza coronavirus: aiuti UNICEF per l'Italia e per il mondo

 
Come UNICEF siamo particolarmente preoccupati per ciò che può accadere negli Stati che già stanno combattendo contro focolai di morbillo, colera o poliomielite come l'Afghanistan, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia, le Filippine, la Siria e il Sud Sudan.
 
I focolai di COViD-19 graverebbero su servizi sanitari già in gravi difficoltà, oltre a causare ulteriori perdite di vite umane e sofferenze come effetto diretto dell'epidemia. 

Il nostro messaggio è chiaro: non possiamo permettere che gli interventi sanitari di primo livello siano penalizzati a seguito degli sforzi per affrontare l'epidemia di coronavirus.
 
L'UNICEF è impegnato a sostenere l'assistenza sanitaria di base e i servizi di vaccinazione nei paesi più colpiti, e a farlo in modo da limitare il rischio di trasmissione di COVID-19.
 
Stiamo lavorando senza sosta per garantire la disponibilità di adeguate forniture di vaccini nei paesi che ne hanno bisogno.
 
Siamo in stretta comunicazione con i fornitori globali di vaccini per garantire che la produzione non venga interrotta e che la fornitura sia gestita nel miglior modo possibile in queste difficili circostanze.
 
Stiamo anche fornendo un maggiore sostegno ai governi per continuare a fornire i vaccini durante la pandemia.
 
Nei giorni a venire, molti Stati potrebbero trovarsi nella condizione di rimandare temporaneamente le campagne di vaccinazione preventiva, nel timore che le vaccinazioni di massa contribuiscano alla diffusione del coronavirus e per applicare le misure di distanziamento sociale.
 
In questi casi, l'UNICEF raccomanda vivamente a tutti i governi di iniziare sin da ora una rigorosa pianificazione per riprendere con la massima intensità le attività di vaccinazione una volta che la pandemia sarà sotto controllo.
 
Questi piani dovranno concentrarsi sui bambini che avranno saltato le dosi di vaccino durante il periodo di forzata interruzione, dando la priorità ai bambini più poveri e vulnerabili.
 
Per distribuire con successo il vaccino contro il COVID-19, quando esso sarà finalmente disponibile, dobbiamo garantire che il meccanismo delle vaccinazioni rimanga solido, al fine di beneficiare tutti coloro che ne avranno più bisogno
 
La vaccinazione è un intervento sanitario salvavita. In qualità di maggiore acquirente e fornitore mondiale di vaccini, l'UNICEF continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere gli sforzi attuali e futuri dei governi in materia di immunizzazione.
 
(Dichiarazione del Direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta Fore)