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Congo, oltre al morbillo,colera e malaria si aggiunge la minaccia del COVID-19

© UNICEF/UNI308360/Desjardins
© UNICEF/UNI308360/Desjardins
1 aprile 2020 – Nella Repubblica Democratica del Congo 9,1 milioni di bambini - circa 1 su 5 della popolazione sotto i 18 anni- hanno bisogno di assistenza umanitaria.
 
Secondo l’UNICEF il sistema di assistenza sanitaria nel paese è compromesso e necessita di supporto urgente a causa della diffusione di epidemie di morbillo e colera che uccidono migliaia di bambini, e della crescente minaccia del coronavirus, Covid-19.
 
Dall’inizio del 2019, un’epidemia di morbillo – la peggiore al mondo – ha ucciso più di 5.300 bambini sotto i 5 anni, mentre ancora persistono circa 31.000 casi di colera.
 
Adesso i casi di coronavirus, COVID-19, stanno aumentando velocemente, ponendo un’enorme sfida per un paese identificato come tra i più a rischio in Africa.
 
In un rapporto lanciato oggi, l’UNICEF afferma che gli attuali sforzi per contenere l’epidemia di Ebola nella parte orientale del paese hanno distolto attenzione e risorse da strutture sanitarie già deboli che adesso affrontano diverse malattie endemiche mortali.
 
Epidemie di malaria, morbillo e colera sono una minaccia letale in ogni parte del paese. Le comunità remote rurali sono particolarmente vulnerabili. Secondo il rapporto: 
 
  • Nel 2019 sono stati riportati circa 16,5 milioni di casi di malaria, con 17.000 morti. I bambini sotto I 5 anni sono quelli più gravemente colpiti.
  • I casi di morbillo sono aumentati tra il 2019 e il 2020, raggiungendo i 332.000 in tutto il paese e rendendo questa la peggiore epidemia nella storia della Repubblica Democratica del Congo. Dei 6.200 decessi registrati, l’85% circa erano bambini sotto I 5 anni.
  • Il colera è endemico, a causa di scarsi servizi igienico-sanitari e l’acqua sporca che molte famiglie utilizzano per bere e lavarsi. Il colera ha ucciso circa 540 persone nel 2019. I bambini rappresentano circa il 45% dei casi.
Nelle strutture sanitarie pubbliche, attrezzature, personale formato e fondi sono estremamente insufficienti.
 
Molte strutture mancano anche di acqua e servizi igienico-sanitari. I tassi di vaccinazione che già erano bassi, nell’anno passato sono diminuiti sensibilmente in diverse province.
 
Molti dei bambini più vulnerabili vivono in 3 province orientali colpite da conflitto e dall’epidemia di Ebola.
 
La violenza brutale di gruppi armati – compresi attacchi contro strutture sanitarie – ha costretto quasi 1 milione di persone ad abbandonare le proprie case solo nel 2019, rendendo ancora più difficile per i bambini l’accesso a cure mediche di base.
 
«Rafforzare il sistema sanitario di base in Repubblica Democratica del Congo è assolutamente vitale,» ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Repubblica Democratica del Congo.
 
«Se le strutture sanitarie hanno l’obiettivo di distribuire vaccini, alimenti e altri servizi essenziali, anche nelle aree remote del paese, rischiamo di vedere le vite e il futuro di molti bambini congolesi stravolto o distrutto a causa di malattie prevenibili.»
 
Nel rapporto, l’UNICEF chiede al Governo di destinare maggiori risorse ai servizi di assistenza sanitaria vitali per supportare le donne in stato di gravidanza, i neonati e i bambini piccoli e di dare priorità al rafforzamento delle vaccinazioni di routine.
 
L’UNICEF chiede ai donatori internazionali un impegno per diversi anni per supportare gli sforzi del governo per migliorare i servizi di assistenza sanitaria di routine e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili legati all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per proteggere meglio i bambini da malattie infettive.