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Coronavirus, appello UNICEF da 1,6 miliardi dollari per i bambini colpiti dalla pandemia

Un'infermiera misura la temperatura di una bambina in uno dei 194 ambulatori e ospedali del Libano assistiti dall'UNICEF con beni e attrezzature per la lotta al COviD-19 - ©UNICEF/UNI317998/Choufany
Un'infermiera misura la temperatura di una bambina in uno dei 194 ambulatori e ospedali del Libano assistiti dall'UNICEF con beni e attrezzature per la lotta al COviD-19 - ©UNICEF/UNI317998/Choufany
12 maggio 2020 – L’UNICEF ha lanciato alla comunità internazionale un appello da 1,6 miliardi di dollari, necessari per finanziare la sua risposta umanitaria per i bambini colpiti dalla pandemia da COVID-19. 

La somma rappresenta un notevole incremento rispetto ai 651,1 milioni di dollari richiesti nell'analogo lanciato a fine marzo, e 
riflette le devastanti conseguenze socio-economiche della malattia e I bisogni crescenti delle famiglie colpite.
 
Mentre la pandemia entra nel suo quinto mese, i costi necessari per acquistare aiuti umanitari, per spedizioni e dazi e per prestare cure sul campo sono drammaticamente aumentati.
 
«La pandemia è una crisi sanitaria che sta velocemente diventando una crisi dei diritti dei bambini», ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF.
 
«Le scuole sono chiuse, i genitori senza lavoro e le famiglie sono sempre più sotto pressione. Mentre iniziamo a immaginare come può essere il modo post COVID, questi fondi ci aiuteranno a rispondere alla crisi, a riprenderci dalle sue conseguenze e proteggere i bambini dagli effetti a catena.»
 
L’accesso a servizi essenziali come cure mediche e vaccinazioni di routine è già stato compromesso per centinaia di milioni di bambini e questo potrebbe portare a un significativo aumento della mortalità infantile.
 
Allo stesso tempo, la salute mentale e l’impatto psicosociale di restrizione alla libertà di movimento, chiusura delle scuole e conseguente isolamento probabilmente aggraveranno i già elevati livelli di stress, soprattutto per i bambini vulnerabili.
 
Secondo uno studio dell’UNICEF circa il 77% dei bambini sotto i 18 anni nel mondo, o 1,8 miliardi, vivono in uno dei 132 Stati che hanno adottato qualche forma di restrizione alla libertà di movimento per contrastare l'epidemia.
 
I fattori di rischio per violenza, abuso e abbandono sono in crescita per i bambini che vivono in condizioni di libertà di movimento ristretta e declino socio-economico.
 
Le ragazze e le donne sono maggiormente esposte a rischi di violenza sessuale e di genere. In molti casi bambini rifugiati, migranti, sfollati interni e coloro tornati alle proprie case, stanno affrontando accesso ridotto a servizi e protezione e un’esposizione maggiore a xenofobia e discriminazione.
 
«Abbiamo visto le conseguenze della pandemia in paesi con sistemi sanitari più avanzati e siamo preoccupati per cosa potrebbe succedere nei paesi con sistemi più deboli e minore disponibilità di risorse,» ha continuato Fore. 
 
L’UNICEF sta concentrando la sua risposta alla pandemia sui paesi con crisi umanitarie pregresse – lavorando sulla prevenzione della trasmissione e per mitigare gli impatti collaterali su bambini, donne e popolazioni vulnerabili, soprattutto per quanto riguarda l’accesso a cure mediche, nutrizione, acqua, servizi igienico-sanitari, istruzione e protezione.

Finora l’UNICEF ha ricevuto 215 milioni di dollari a supporto dei suoi interventi di risposta alla pandemia. 

I fondi ancora necessari aiuteranno l’UNICEF consolidare risultati già raggiunti, fra i quali:
 
  • oltre 1,67 miliardi di persone raggiunte con messaggi di prevenzione al COVID-19 sul lavaggio delle mani e sulle corrette pratiche igieniche
  • oltre 12 milioni di persone raggiunte con aiuti essenziali in ambito idrico e igienico-sanitario
  • acquisto e distribuzione di 6,6 milioni di guanti sterili, 1,3 milioni di mascherine chirurgiche, 428.000 maschere filtranti N95, 291.000 camici, 13.000 occhiali e 63.500 visiere per operatori sanitari, 200 concentratori di ossigeno e 34.500 test diagnostici per il COVID-19, in 52 paesi a basso e medio reddito colpiti dalla pandemia
  • circa 80 milioni di bambini raggiunti con programmi di apprendimento a distanza
  • oltre 10,9 milioni di bambini e donne beneficiari di servizi sanitari di base in strutture sostenute dall'UNICEF
  • oltre 830.000 bambini, genitori e altre figure di riferimento hanno ricevuto supporto psico-sociale e per la salute mentale in ambito comunitario.


La nostra azione in Italia 

«Per dare un concreto sostegno agli operatori sanitari impegnati in prima linea nel nostro paese nella lotta al COVID-19, con due operazioni - effettuate il 30 marzo e il 27 aprile  - abbiamo consegnato alla Protezione Civile 55 pallet di aiuti UNICEF, che comprendono mascherine protettive N 95 e FFp2, guanti chirurgici e monouso, camici, tute integrali, disinfettanti; vogliamo ringraziare il Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri e la Protezione Civile per la grande disponibilità offerta» ricorda il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo
 
«Come UNICEF Italia stiamo promuovendo una campagna di raccolta fondi che ci vedrà impegnati in prima persona per affrontare questa emergenza anche nei prossimi mesi. In questo momento particolare abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Vi chiediamo di fare una donazione sul nostro sito www.unicef.it/coronavirus