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Famiglie e coronavirus, i risultati del questionario UNICEF

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22 giugno 2020 - Coronavirus e COVID-19, due parole per identificare un nemico microscopico che nel giro di poche settimane ha costretto la quasi totalità della popolazione mondiale a ridefinire il proprio stile di vita.

A livello globale, la pandemia ha fatto registrare oltre 9,5 milioni di casi confermati e 485.000 vittime.

Per proteggerci dal pericolo del contagio sono state messe in atto una serie di misure per garantire il distanziamento sociale, che nel periodo di massima allerta hanno portato, nella maggior parte dei Paesi colpiti, alla chiusura pressoché totale delle attività e delle possibilità di socializzazione (lockdown).

Nel nostro Paese oltre 8 milioni di alunni e alunne della scuola primaria e secondaria sono rimasti a casa, oltre ai bambini e alle bambine della fascia prescolare (sotto i 6 anni). 

Ci sono state nuove modalità di lavoro per i genitori che hanno usufruito dello smartworking, ma anche, per altri, la perdita improvvisa del lavoro stesso o l'obbligo di recarsi sul posto di lavoro per i cosiddetti lavoratori essenziali. E poi la paura del contagio e la sofferenza per la perdita o la malattia di una persona cara.

Come tutto questo ha influito sul benessere psicologico delle famiglie con figli minorenni in Italia?

A questa domanda ha tentato di rispondere una ricerca online promossa dall'UNICEF Italia in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.
 
L'indagine è stata condotta attraverso un questionario online attivo dal 21 aprile al 3 maggio 2020, nel pieno delle fasi finali del lockdown..

 

Leggi i risultati preliminari del sondaggio su Coronavirus e famiglie

 

Il questionario era rivolto a genitori con bambini di età compresa tra 18 mesi e 17 anni, per indagare le possibili ripercussioni in termini di salute mentale delle misure di contenimento.

In particolare l'indagine si è focalizzata sul benessere psicologico dei genitori e sulla sfera comportamentale di bambini e adolescenti.

Sono stati raccolti complessivamente 3.100 questionari, 2.473 dei quali correttamente compilati ai fini dell’indagine.

L’82,1% dei questionari sono stati compilati dalle madri, a possibile conferma degli indicatori nazionali che restituiscono una fotografia di cura della famiglia ancora sbilanciata sulla figura femminile.

I risultati preliminari evidenziano che:

  • le mamme mostrano, in generale, maggiori segnali di stress rispetto ai papà
  • si registrano quote significative di stress legate all'evento per i genitori con bambini più piccoli
  • le mamme riferiscono maggiori reazioni emotive negative in termini di depressione, ansia e stress
  • le mamme riferiscono un maggiore utilizzo di strategie di sostegno sociale (es. ricerca di informazioni), di orientamento trascendente (es. assenza di umorismo) o di negazione del fenomeno, modalità di fronteggiare lo stress che non concorrono propriamente al benessere psicologico delle madri stesse
  • i papà di bambini più piccoli hanno utilizzato più degli altri strategie attive, tese ad agire sul contesto per risolvere le difficoltà

Anche sulla base di questi primi risultati, l’UNICEF chiede che venga incentivata la possibilità per i genitori di usufruire di forme di sostegno psicologico accessibile e di qualità.

Quì altri risultati preliminari evidenziati della ricerca.  



 
 
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"Altri risultati preliminari evidenziati dalla ricerca"

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"Questionario "La vita in famiglia al tempo del coronavirus" - Risultati"

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