Aleppo: 100mila bambini, tante bombe e nessun ospedale

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20/11/2016

21 novembre 2016 – È stata una settimana terribile per i bambini siriani, che stanno vivendo e morendo sotto ininterrotti bombardamenti di scuole, case e ospedali. 

Sono stati presi di mira ospedali ad Aleppo Est e a Idlib,  mentre gli attacchi contro le scuole ad Aleppo e Ghouta hanno causato la morte di 9 bambini.

Abbiamo visto un video di bambini che vengono medicati per principi di asfissia in un quartiere orientale di Aleppo. Poco dopo, abbiamo visto l’ospedale al-Bayan bombardato, con madri terrorizzate che portavano i loro figli in un sotterraneo, mentre i neonati venivano estratti dalle incubatrici per essere portati di corsa in salvo.

Non ci sono più ospedali operanti ad Aleppo Est, dove oltre 100.000 bambini sono rimasti intrappolati sotto uno stato d’assedio e forti bombardamenti e inoltre l’accesso a cibo e medicine è in diminuzione.
 
I bambini hanno bisogno di queste strutture per vivere: non dovrebbero morire negli ospedali o nelle scuole sotto le bombe. 
 
Ad Aleppo ovest sono state attaccate due scuole: otto bambini sono morti e molti sono rimasti feriti. In una scuola, una classe di quarta elementare stava facendo una lezione di danza nel momento in cui un colpo di mortaio è caduto nel cortile della scuola.
 
Una bambina è rimasta uccisa e almeno 15 sono stati i feriti nella scuola elementare al-Qarma, nel quartiere orientale di Ghouta, non lontano da Damasco, quando l’edificio è stato bombardato. I bambini, di appena 10 anni, erano a lezione di matematica. Altre due scuole sono state colpite a Idlib provocando il ferimento di tre bambini.
 
Nel 2016 le Nazioni Unite hanno documentato 84 attacchi contro edifici scolastici in Siria: i bambini uccisi sono stati 69, centinaia i feriti.
 
Le parti in conflitto devono cessare i bombardamenti su scuole, ospedali e altre infrastrutture civili. Sono azioni che violano il diritto internazionale, e possono essere considerate crimini di guerra.

Ci sono poche parole per esprimere la nostra indignazione. Ci domandiamo se a tutti i responsabili di queste azioni siano rimaste parole per giustificare simili orrori sui bambini.
 
 
(dichiarazione di Geert Cappelaere, direttore dell'ufficio UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa)

20/11/2016

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