Allattamento: nuovo studio UNICEF e ISS sugli Ospedali Amici delle Bambine e dei Bambini durante la prima ondata del COVID-19

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07/07/2022

Secondo uno studio, condotto dall'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Italiano per l'UNICEF su 68 ospedali (di cui 26 già accreditati come Ospedali Amici dei Bambini, 14 in percorso, 28 interessati al percorso) della Rete che fa capo al Coordinamento del programma Insieme per l'Allattamento dell'UNICEF Italia, gli Ospedali già accreditati come Amici delle Bambine e dei Bambini hanno ottenuto risultati migliori rispetto agli altri, in alcuni standard OMS/UNICEF e secondo le linee di indirizzo dell'Istituto Superiore di Sanità, in vigore all'epoca dello studio , .

L'analisi ha indagato, relativamente alla prima ondata pandemica (marzo-aprile):

  1. l'aderenza ad alcuni standard della Baby-Friendly Hospital Initiative (BFHI) durante l'emergenza da COVID-19;
  2. le differenze nell'aderenza alle pratiche raccomandate dal processo di accreditamento della BFHI;
  3. come sono cambiate le pratiche clinico-assistenziali e quali sono state le sfide e i punti di forza nell'applicazione della BFHI

Secondo l'indagine:

  • L'essere Ospedale Amico riconosciuto era associato in maniera significativa alla presenza di una persona a scelta della madre durante il travaglio e al contatto pelle a pelle per almeno un'ora sia nelle donne positive asintomatiche o paucisintomatiche e sia nelle donne negative.
  • Il rooming-in (la permanenza del bambino o della bambina nella stanza della mamma fin dalla nascita e per tutto il tempo della degenza) ha raggiunto il 100% negli Ospedali Amici. Nelle strutture non in percorso, invece, questa percentuale arrivava all' 86,7% per le donne COVID positive che hanno fatto il taglio cesareo.
  • In alcuni casi, queste modalità assistenziali hanno portato ad un aumento dei parti di donne provenienti da altre aree, rendendo più complessa la gestione di un maggior numero di famiglie.
    La BFHI è un modello organizzativo e clinico strutturato, basato sull'evidenza, con un focus importante sulla collaborazione, coesione e creazione di una visione comune dell'assistenza centrata sulla triade madre-padre-neonato/a.


In un momento di dati scarsi o controversi, gli Ospedali Amici riconosciuti hanno tentato di mantenere gli standard OMS/UNICEF applicando le precauzioni COVID-19 per professionisti, professioniste, madri, padri e bambini e bambine. Le autrici dello studio sostengono l'idea che investire in una assistenza centrata sulla collaborazione, che includa tutti i gruppi di interesse rilevanti, contribuisca alla governance e sia un elemento essenziale di preparedness (preparazione alle emergenze). Tali indicazioni sono supportate anche dalla Operational Guidance on Infant and Young Child Feeding in Emergencies . Inoltre, lo studio ha rilevato che la separazione dal partner (dalle visite prenatali alla permanenza in ospedale dopo la nascita), è stata vissuta come un'esperienza "devastante". Ciò conferma che le indicazioni scientifiche, che allora come oggi raccomandano la presenza di una persona a scelta della donna durante tutto il percorso nascita, non sono da sole sufficienti e sono necessari maggiori sforzi per tradurle in pratica clinica.

L'articolo completo in inglese è consultabile a questo link:
https://www.iss.it/documents/20126/0/ANN_22_02_05.pdf

07/07/2022

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