Beirut, a 100 giorni dall’esplosione i bambini e le famiglie hanno ancora bisogno di sostegno

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10/11/2020

Secondo l’ultimo rapporto dell’UNICEF “Rising from Destruction. 100 days of UNICEF's response to the Beirut explosions and the road ahead for children and familie”, i bambini e le famiglie colpiti dalle esplosioni che hanno travolto Beirut 100 giorni fa hanno ancora bisogno di supporto, fondamentale per ricostruire le loro vite.

Cruciale per questo supporto è fornire ai bambini e alle famiglie colpite un sostegno psicosociale che permetta loro di elaborare i traumi subiti durante e dopo le esplosioni.

L'UNICEF ha raggiunto più di 33.000 persone attraverso una serie di interventi, tra cui 7.200 bambini, genitori e persone che si occupano di assistenza primaria ai bambini attraverso spazi a misura di bambino nelle aree colpite e incontri tra coetanei. 

«Fornire ai bambini e ai genitori un sostegno psico-sociale è un passo fondamentale per aiutare le persone a ricostruire le loro vite distrutte», ha dichiarato Yukie Mokuo, rappresentante dell'UNICEF per il Libano.   «Mentre le cicatrici immediate cominciano a guarire, grazie agli straordinari sforzi sul campo, le ferite profonde - visibili e invisibili - dei bambini e delle famiglie di un Paese che sta vivendo molteplici emergenze richiederanno una solidarietà, un impegno e un sostegno continui».

Tuttavia, visto il numero elevato di bambini, genitori e tutori che hanno ancora bisogno di sostegno, è necessario aumentare urgentemente i fondi per i programmi chiave, compresa la protezione dei bambini.  

Negli ultimi 100 giorni, l'UNICEF e i partner hanno: 

  • Fornito a più di 7.200 bambini, genitori e persone che si occupano di assistenza primaria servizi per la salute mentale e di supporto psicosociale attraverso spazi a misura di bambino allestiti nelle aree colpite e incontri tra coetanei;
  • Istituito un programma di trasferimento di denaro d'emergenza che sosterrà fino a 80.000 bambini e individui vulnerabili nel corso del prossimo mese. 
  • Fornito a più di 22.000 bambini sotto i 5 anni di età integratori alimentari essenziali, tra cui vitamina A, biscotti ad alto contenuto energetico e cibo d'emergenza; 
  • Ristabilito l'allacciamento alla rete idrica in 1.060 edifici, raggiungendo 20.765 persone in 4.080 famiglie;
  • Installato 4.882 serbatoi d'acqua, di cui 111 in tre ospedali fortemente colpiti a KarantinaWardiya e Geitaoui;
  • Distribuito ai partner forniture umanitarie essenziali e aiuti per la protezione e l'igiene contro il COVID-19 per un valore di 3,7 milioni di dollari, con circa l'80% dei rifornimenti acquistati in loco, a sostegno dell'economia libanese.
  • Si sono impegnati con i partner a sostenere la riabilitazione di 7 scuole e la fornitura di mobili e attrezzature per quasi 90 scuole. 
  • Coinvolto più di 1.800 giovani in una risposta a livello di comunità, incentrata sulla pulizia, sulla riabilitazione delle famiglie e sulla preparazione e distribuzione di pasti per le famiglie vulnerabili.
  • Fornito a 7.500 ragazze e donne assorbenti igienici o mini kit per l'igiene, compresi gli articoli per la prevenzione contro il COVID-19 e orientamento sul percorso di riferimento per la violenza sessuale e di genere;


«La risposta dell'UNICEF negli ultimi 100 giorni è stata salvavita, rapida ed essenziale», ha dichiarato Mokuo.   «Eppure, non possiamo riposare, e il nostro lavoro continua. Ricostruire Beirut e sollevare lo spirito del popolo libanese è un impegno a lungo termine.  L'UNICEF e i suoi partner hanno sostenuto migliaia di bambini e di famiglie colpite dall'esplosione, ma i bisogni rimangono acuti. Ringraziamo i nostri donatori - individui, governi, imprese - dal profondo del cuore. I loro sforzi e impegno ci aiutano a stare con i bambini, i giovani e le famiglie del Libano».

L'UNICEF ha ricevuto il 33% dei 50 milioni di dollari necessari per rispondere ai bisogni dei bambini e delle famiglie. Raggiungere un numero maggiore di bambini, giovani e famiglie richiederà un sostegno costante. 

Un aumento dei fondi consentirebbe all'UNICEF di diventare ancora più efficace nell'affrontare alcune delle crescenti sfide di protezione dell'infanzia in tutto il Paese, tra cui il sostegno a un maggior numero di famiglie che non possono permettersi il costo dei servizi essenziali, il contributo alla ricostruzione di un maggior numero di scuole, il miglioramento dei sistemi idrici domestici nelle aree colpite e l'offerta di formazione e opportunità di lavoro a un maggior numero di giovani che lavorano alla ricostruzione della loro città.

Hussein, di 12 anni, è un bambino che ha ricevuto questo tipo di sostegno. «Ho smesso di usare il colore sui disegni che faccio che mostrano la mia vita perché quel giorno tutto è cambiato.   Dopo l'esplosione, il mio mondo non ha più colore. L'esplosione ha fatto scomparire tutti i colori della mia vita. Tutto è cambiato», ha detto Hussein, che vive nel quartiere di Karantina, uno dei più colpiti.   Dieci settimane dopo, e dopo un continuo sostegno, la vita di Hussein e dei bambini come lui sta lentamente tornando a una parvenza di normalità. «Il colore è tornato di nuovo nella mia vita», dice. 

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10/11/2020

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