Fore (UNICEF): un cessate il fuoco globale per lottare contro la pandemia

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16/04/2020

17 aprile 2020 - 250 milioni di bambini nel mondo vivono in aree di conflitto. Ciascuno di essi ha bisogno che le parti in lotta accolgano l’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite a deporre le armi per un cessate il fuoco globale in risposta alla pandemia di COVID-19.

Ognuno di questi bambini ha bisogno di essere finalmente al sicuro dalla violenza bellica.

Le parti in guerra non riusciranno a contrastare l'epidemia finché continuano a combattere fra loro. Eppure, a quasi un mese dall’appello del Segretario Generale dell'ONU, conflitti violenti continuano a imperversare in Afghanistan, Burkina Faso, Libia, Mali, Siria, Ucraina e Yemen, solo per citarne alcuni.

Per i bambini prigionieri di questo incubo ad occhi aperti, un cessate il fuoco potrebbe significare la differenza fra la vita e la morte.

Un cessate il fuoco a livello globale proteggerebbe i bambini dal rischio di essere uccisi, feriti o costretti a fuggire dalle proprie case, interromperebbe gli attacchi contro infrastrutture civili di vitale importanza  come ospedali, acquedotti e impianti fognari e aprirebbe alle popolazioni più vulnerabili l'accesso all’assistenza sanitaria – servizio fondamentale nella lotta a un'epidemia.
 
Inoltre, creerebbe l'opportunità di negoziare con le diverse parti la smobilitazione dei bambini e ragazzi arruolati da eserciti e gruppi armati.
 
Certamente ci sono notizie positive: in 11 Stati le parti in conflitto si sono accordate per una cessazione delle ostilità durante la pandemia. Tuttavia, bisogna fare molto di più per il bene dei bambini coinvolti dalle guerre in corso.
 
 

Quattro punti per una tregua umanitaria

1) Tutte le parti di ogni conflitto dovrebbero stabilire e rispettare degli accordi di cessate il fuoco: questo è il punto principale e irrinunciabile.

2) Istituzioni e gruppi che controllano un determinato territorio dovrebbero consentire un accesso senza restrizioni per il personale umanitario, in modo da poter raggiungere i bambini e le famiglie con servizi essenziali come alimentazione, assistenza sanitaria, protezione, acqua e servizi igienico-sanitari.

Tale accesso potrebbe anche essere utilizzato per riparare infrastrutture civili che potrebbero essere state colpite da attacchi armati, per proteggere in modo migliore le popolazioni dalla diffusione del COVID-19.

3) Forze e i gruppi armati non devono impedire la distribuzione di aiuti umanitari o impedire alla popolazione civile di accedere ai servizi di cui ha bisogno. A tutti i civili sotto il controllo del governo o di gruppi di opposizione deve essere permesso di ricevere l’assistenza indispensabile per sopravvivere e stare in salute.

4) Le parti di ogni conflitto dovrebbero scarcerare ogni minorenne in detenzione per avere preso parte ad azioni militari o per altre ragioni di sicurezza nazionale. 


Forze e gruppi armati dovrebbero inoltre smobilitare i bambini dalle loro fila. Come sempre, l’UNICEF è pronto ad assistere le autorità nel predisporre la smobilitazione dei minorenni in armi, identificando soluzioni sicure.
 
Mentre parliamo i combattimenti continuano, e fa lo stesso anche la silenziosa marcia del COVID-19 verso i bambini e le popolazioni nella morsa dei conflitti.
 
Un cessate il fuoco globale sarebbe un esempio di cooperazione e solidarietà per la lotta al COVID-19 - una pandemia che minaccia l'intera umanità, a cominciare dai sggetti più vulnerabili.
 
Una tregua di tutte le guerre migliorerebbe sensibilmente le nostre possibilità di sconfiggere la malattia in tempi più brevi, e getterebbe le basi per una pace stabile e duratura. E questo significherebbe moltissimo per i bambini e per il loro futuro.
 
(Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell'UNICEF)

16/04/2020

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