Con “Bee” l’UNICEF si connette alle emergenze

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14/12/2009

Dall'UNICEF un computer utilizzabile in tutte le condizioni ambientali, a basso costo e facile da riparare: è "The Bee" (ape), che permette agli operatori umanitari di comunicare in situazioni di emergenza

15 dicembre 2009 - Durante le emergenze umanitarie, la priorità dell'UNICEF è essere in grado di dare risposte immediate ai bisogni della popolazione, e fornire un flusso ben calibrato di aiuti.

Senza una stima delle effettive necessità della popolazione colpita da una crisi è impossibile organizzare l'invio e la distribuzione dei beni di prima necessità e monitorare le condizioni dei bambini e delle famiglie.

Per fare tutto ciò è indispensabile gestire una comunicazione in tempo reale con il mondo esterno: attività che nelle zone colpite da conflitti o disastri naturali, spesso prive di infrastrutture logistiche, vie di comunicazioni e persino di energia elettrica, può rivelarsi di estrema difficoltà.

Per superare questi ostacoli l'UNICEF ha messo a punto il computer portatile "The Bee" (ape), una unità telematica che consente agli operatori UNICEF di comunicare anche laddove un normale pc o notebook non potrebbe sopravvivere più di qualche ora.

The Bee può essere alimentato dall'energia elettrica, come qualsiasi computer. Ma se la corrente manca, il suo pannello fotovoltaico lo alimenta con l'energia solare, oppure (a volte anche il sole non c'è) con una semplice batteria per auto. E da quel momento, grazie alla sua capacità di ottimizzare i consumi, rimane operativa per ben 38 ore consecutive.

Può collegarsi ad Internet attraverso una rete Wi-fi, con il segnale satellitare, oppure con un telefono cellulare o persino con il trasmettitore radio FM incorporato.

Mentre i primi prototipi erano decisamente "ingombranti" e creavano problemi per il trasporto, oggi "The Bee" è diventato grande come un bagaglio a mano, ed è quindi facilmente trasportabile in aereo ed elicottero dagli operatori UNICEF che arrivano sul campo.

La sua tecnologia è completamente open source, cioè priva di restrizioni per la riproduzione e per il miglioramento del software. L'intero progetto è stato messo a punto dall'UNICEF in collaborazione con associazioni e agenzie di comunicazione africane e con la Columbia University.

Dopo i primi test, Bee è stato impiegato in Sudafrica e in futuro si punta a un miglioramento della sua tecnologia e a una maggiore diffusione nei paesi in emergenza.

14/12/2009

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