Congo, al via la campagna di vaccinazione contro il morbillo

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10/07/2019

11 luglio 2019 – Gli operatori sanitari stanno avviando con urgenza una complessa campagna di vaccinazione contro il morbillo che punta a raggiungere 67.000 bambini in Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo nordorientale, una regione devastata da conflitti armati, che è attualmente anche il centro della seconda epidemia di ebola più mortale mai registrata.

Nella Repubblica Democratica del Congo quest’anno sono state segnalate almeno 1.981 morti causate da morbillo, oltre 2/3 delle quali fra bambini con meno di 5 anni.
 
Al 23 giugno, erano stati segnalati circa 115.000 casi sospetti di morbillo, molti di più rispetto ai 65.000 registrati in tutto il 2018. Ituri, una delle due province (l’altra è Nord Kivu) colpite dall’ebola dall’inizio dell’epidemia di circa un anno fa, ha registrato oltre 5.400 casi e 50 morti.

«Per le migliaia di famiglie che vivono in campi per sfollati sovraffollati e insalubri, la minaccia combinata di ebola e morbillo è senza precedenti», ha dichiarato il rappresentante dell’UNICEF in Repubblica Democratica del Congo Edouard Beigbeder. «
Abbiamo poco tempo per prevenire una potenziale ingente perdita di vite».
 
Le prime località in cui partiranno le vaccinazioni contro il morbillo sono 4 campi per sfollati a Bunia, Ituri, in cui c’è stato nelle ultime settimane un forte afflusso di famiglie costrette a fuggire a causa dei combattimenti.
 
Il confine di un campo, vicino all’ospedale di Bunia, è a meno di 100 metri da un centro di cura per l’ebola.
 
È anche a meno di 3 chilometri da zone di Bunia in cui si sono verificati 5 casi di ebola dall’inizio dell’epidemia, 2 dei quali nelle 3 settimane passate.

Si pensa che fino a 400.000 persone siano sfollate interne in Ituri, la maggior parte dei quali donne e bambini.
 
Molti vivono in circa 35 campi disseminati nella provincia, in un territorio virtualmente inaccessibile a causa dell’insicurezza.
 
I combattimenti fra i vari gruppi armati hanno danneggiato o distrutto fino a metà delle strutture sanitarie e le scuole nella provincia.

«Nella parte nordorientale della Repubblica Democratica del Congo c’è una delle peggiori crisi umanitarie di oggi.
 
Sia a causa del morbillo, dell’ebola o della realtà di vivere in un campo per sfollati, i bambini sono a grave rischio. Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli», ha dichiarato Beigbeder.
 
Le campagne contro il morbillo sono anche pianificate per le aree sanitarie di Tchomia e Nyankunde. All’8 luglio, si erano verificati 2.428 casi di ebola, con 1.641 morti, circa il 30% dei casi fra i bambini.
 
A causa dell’epidemia di ebola, la campagna di vaccinazione contro il morbillo deve prevedere misure extra per proteggere contro l’infezione e un triage meticoloso.
 
Gli operatori sanitari dovranno indossare camici per prevenire il contatto col sangue o altri fluidi corporei.
 
I team includeranno un ulteriore operatore sanitario che valuterà e indirizzerà ogni caso sospetto di ebola, controllerà le temperature e supervisionerà il lavaggio delle mani e altre misure di sicurezza.

Un ulteriore livello di complessità è rappresentato dal fatto che alcuni dei primi sintomi dell’ebola – febbre, rossore attorno agli occhi, diarrea – sono praticamente indistinguibili da quelli di morbillo, malaria o colera – tutte malattie diffuse, soprattutto in luoghi per sfollati fortemente congestionati.

10/07/2019

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