Fiammata di attentati contro le scuole in Camerun

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07/11/2020

L'UNICEF denuncia l'allarmante aumento degli attacchi armati contro scuole e centri di formazione nel Nord-ovest e nel Sud-ovest del Camerun: dalla ripresa dell'anno scolastico, meno di un mese fa, ci sono state molteplici segnalazioni di rapimenti, aggressioni sessuali e uccisioni che hanno avuto come bersaglio studenti e insegnanti.

Il bilancio di una serie di attacchi contro scuole nelle località di Kumbo, Fundong e Limbe è di almeno 6 studenti e 11 insegnanti rapiti, locali scolastici incendiati e un numero imprecisato di studenti e personale scolastico sottoposti a molestie e umiliazioni.

Questi ultimi eventi fanno seguito al gravissimo attacco avvenuto lo scorso 24 ottobre a Kumba, nella regione sudoccidentale del paese, dove sono stati uccisi 9 studenti, i più giovani dei quali di appena 9 anni, e molti altri sono rimasti feriti.

«Questi attacchi sono inaccettabili: le scuole sono luoghi di apprendimento in cui i bambini dovrebbero sentirsi al sicuro e protetti» commenta Marie-Pierre Poirier, Direttrice UNICEF per l'Africa occidentale e centrale.
«Chiediamo a tutte le parti coinvolte di tutelare tutti i bambini, nelle scuole e nelle comunità, e a sostenere i principi della Dichiarazione sulle Scuole Sicure, che impegna a cessare gli attacchi militari contro scuole infrastrutture educative e personale scolastico.»

Secondo i dati verificati dall'UNICEF, nel 2019 ci sono stati 35 attentati contro le scuole in Camerun. Quest'anno sono stati finora registrati 17, un calo che però può essere attribuito alla lunga chiusura delle scuole a causa della pandemia di COVID-19, tra marzo e giugno.

«Oltre 1,1 milioni di bambini non frequentano la scuola in Camerun. Si prevede che questo numero aumenterà, poiché famiglie e comunità hanno paura di mandare i bambini a scuola per timore che siano attaccati durante il tragitto da casa a scuola o mentre sono a lezione» sottolinea Poirier.
«I bambini del Camerun meritano di meglio. Ogni occasione mancata di imparare oggi, impedirà ai bambini di realizzare il loro pieno potenziale domani, e di diventare cittadini attivi e produttivi del futuro.»

07/11/2020

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