Fore (UNICEF): gli impatti nascosti della pandemia più gravi del virus stesso

8 minuti di lettura

09/04/2020

Il mondo è unito in una battaglia comune contro un nemico invisibileMentre però il nostro sguardo è concentrato su come contrastare o curare il COVID-19, gli impatti nascosti della pandemia, le sue gravi conseguenze che dovremo affrontare in seguito, non sono ancora all’ordine del giorno. Questo atteggiamento deve cambiare.
 
Il problema non riguarda soltanto i bambini e i giovani che contraggono il coronavirus: il problema è che essi sono i soggetti che ne subiscono le conseguenze più dure.
 
Se non agiamo da subito per mitigare l’impatto della pandemia sui bambini, l'ombra del COVID-19 danneggerà in modo permanente il nostro futuro comune.

Secondo le nostre analisi, il 99% dei bambini e dei ragazzi sotto i 18 anni nel mondo (in tutto 2,34 miliardi) vivono in uno dei 186 Stati che stanno sperimentando varie forme di restrizione ai movimenti a causa del COVID-19. 
 
Il 60% dei bambini del mondo vive in uno degli 82 Stati che hanno attuato piani di chiusura (lockdown) totale (7%) o parziale (53%): in tutto, parliamo di circa 1,4 miliardi di giovani vite.
 
Sappiamo che in ogni crisi i soggetti più giovani e più vulnerabili soffrono in maniera sproporzionata. Questa pandemia non è differente. 
 
È nostra responsabilità prevenire le sofferenze, salvare vite e proteggere la salute di ogni bambino.
 
Dobbiamo inoltre assicurarci che le decisioni sulle misure di contenimento del COVID-19 includano la consapevolezza dei rischi e siano prese sulla base delle migliori evidenze disponibili, con l'obiettivo di minimizzare e prevenire danni collaterali, che siano adotate misure di mitigazione in modo che tale danno non sia duraturo.
 
Si deve innanzitutto resistere alla tentazione, in tempi di una potenziale recessione globale, di togliere priorità agli investimenti sul nostro avvenire.
 
Aumentare oggi gli investimenti su istruzione, protezione dell'infanzia, salute, nutrizione, acqua e igiene aiuterà il mondo a ridurre i danni causati da questa crisi e a evitare crisi successive. 
 
Il mondo tornerà ad aprirsi e, quando questo accadrà, la resilienza dei sistemi sanitari più fragili rappresenterà la misura di quanto saremo capaci a fronteggiare le minacce future.
 
I paesi e le comunità di tutto il pianeta devono cooperare per affrontare questa crisi. Negli ultimi due mesi abbiamo imparato a caro prezzo che, finché non ci sarà un vaccino, la presenza del coronavirus in qualsiasi luogo rappresenta una minaccia per chiunque. 
 
Dobbiamo rafforzare i sistemi sanitari e i servizi sociali dedicati all'infanzia e all'adolescenza, per perseguire le priorità dello sviluppo globale in ogni paese del mondo.
 
Questa settimana l’UNICEF lancia la sua Agenda per l’Azione globale per proteggere i bambini più vulnerabili.
 
L’Agenda ha 6 capisaldi:
  1. Mantenere i bambini in buona salute
  2. Garantire salute, acqua e igiene ai bambini più vulnerabili
  3. Assicurare la continuità dell'istruzione
  4. Sostenere le famiglie più vulnerabili per i bisogni di base e la cura dei figli
  5. Tutelare i bambini da violenza, sfruttamento e abusi
  6. Proteggere i bambini rifugiati, migranti e vittime di conflitti.

 

Senza azioni urgenti, questa crisi sanitaria rischia di diventare una crisi dei diritti dei bambini.

Soltanto lavorando insieme possiamo tenere milioni di ragazze e ragazzi in buona salute, al sicuro e in grado di continuare a studiare.

 

1. Salute

il COVID-19 ha il potere di sovraccaricare i fragili sistemi sanitari nei paesi a basso e medio reddito e minacciare molti dei traguardi raggiunti nella sopravvivenza dei bambini, salute, nutrizione e sviluppo degli ultimi decenni. 
 
Ma troppi sistemi sanitari nazionali stavano già combattendo. Prima della crisi del COVID-19, il 32% dei bambini nel mondo con sintomi di polmonite non sono stati portati presso una struttura sanitaria
 
Cosa accadrà se il COVID-19 colpirà con tutta la sua forza? 
 
Stiamo già assistendo all’interruzione dei servizi di vaccinazione, con una possibile minaccia di epidemie di malattie per le quali già esistono vaccini come la polio, il morbillo e il colera. 
 
Molti alti neonati, bambini e donne in stato di gravidanza moriranno per cause non legate al coronavirus se i sistemi sanitari nazionali, già sotto un’enorme pressione, diventeranno totalmente sovraffollati. 
 
Allo stesso modo, molti programmi per la nutrizione sono interrotti o sospesi, come lo sono i programmi di comunità per l’identificazione precoce e le cure dei bambini malnutriti. Dobbiamo agire adesso per preservare e rafforzare i sistemi sanitari e per la nutrizione in ogni paese del mondo.
 

2. Igiene 

Proteggere noi stessi e gli altri lavandosi le mani in modo corretto e attraverso pratiche igieniche non è mai stato più importante. 
 
Ma per molti bambini, i servizi sanitari e idrici di base non sono ancora garantiti. A livello globale il 40% della popolazione, 3 miliardi di persone, non ha ancora strutture per lavare le mani con il sapone e l’acqua a casa – e questo vale per quasi tre quarti della popolazione dei paesi più svantaggiati. Facciamo in modo che ogni famiglia, scuola e struttura sanitaria abbia i mezzi per un ambiente igienico e sano.
 

3. Istruzione

Un’intera generazione di bambini ha visto la propria istruzione interrotta. La chiusura delle scuole a livello nazionale ha interrotto l’istruzione di più di 1,57 miliardi di studenti – il 91% - a livello globale. 
 
Sappiamo da crisi precedenti che i bambini in età scolare, soprattutto le bambine, se non vanno a scuola per lunghi periodi hanno maggiori probabilità di non tornare in classe alla riapertura.
 
 La chiusura delle scuole elimina anche l’accesso ai programmi di nutrizione basati sulle scuole, con effetti negativi sui tassi di malnutrizione. 
 
Un’intera generazione di studenti potrebbe subire danni al loro apprendimento e potenziale. Raddoppiare i nostri impegni e i nostri investimenti per l’istruzione non è mai stato così urgente.
 

4. Economia e società

Gli impatti socio-economici del COVID19 saranno sentiti più duramente dai bambini più vulnerabili del mondo. 
 
Molti vivono già in condizioni di povertà e le conseguenze delle misure di risposta al COVID-19 rischiano di farli sprofondare ulteriormente nelle difficoltà. 
 
Mentre milioni di genitori lottano per mantenere i loro mezzi di sussistenza e il loro reddito, i governi devono aumentare le misure di protezione sociale - fornendo reti di sicurezza sociale e trasferimenti di denaro, proteggendo i posti di lavoro, lavorando con i datori di lavoro per sostenere i genitori che lavorano, e dando priorità alle politiche che mettono in relazione le famiglie con assistenza sanitaria, nutrizione e istruzione salvavita.
 

5. Violenza e sfruttamento 

Sappiamo da precedenti emergenze sanitarie che i bambini sono ad alto rischio di sfruttamento, violenza e abusi quando le scuole sono chiuse, i servizi sociali sono interrotti e il movimento è limitato. 
 
Ad esempio, la chiusura delle scuole durante l'epidemia di Ebola in Africa occidentale dal 2014 al 2016 ha portato a picchi di lavoro minorile, abbandono, abusi sessuali e gravidanze in età adolescenziale. 
 
E la forma più comune di violenza che i bambini affrontano si verifica in casa. Nella maggior parte dei Paesi, più di 2 bambini su 3 sono sottoposti a punizioni fisiche da parte di chi si prende cura di loro. 
 
Cosa succede quando questi bambini non possono uscire di casa, tagliati fuori da insegnanti, amici o servizi di protezione? 
 
E mentre milioni di bambini si rivolgono alla tecnologia digitale per un percorso verso il mondo esterno, come li teniamo al sicuro dai rischi e dalle potenziali conseguenze dannose online?
 
 Un movimento sociale per eliminare la violenza e gli abusi sui bambini, che rispecchi il movimento per eliminare la violenza subita dalle donne, è essenziale. Prima si metterà in moto, migliore sarà il nostro mondo.
 

6. Crisi umanitarie

I bambini che vivono in contesti di crisi umanitarie non devono essere dimenticati durante la risposta al COVID-19. 
 
Si pensava già che il 2020 sarebbe stato un anno in cui più persone che mai avrebbero avuto bisogno di assistenza umanitaria, e la vulnerabilità dei bambini nei paesi colpiti dalla crisi persisterà e probabilmente sarà ulteriormente aggravata dalle conseguenze di questa pandemia, esponendoli a un doppio pericolo. 
 
Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha lanciato un Piano globale di risposta umanitaria per COVID-19. 
 
Spetta alla comunità globale riunirsi a sostegno dei bambini più vulnerabili - quelli strappati alle loro famiglie e alle loro case - per sostenere i loro diritti e proteggerli dalla diffusione del virus.

Infine, difendere i bambini nel bel mezzo di questa crisi significa garantire la disponibilità e l'accessibilità di aiuti salvavita come medicinali, vaccini, servizi igienici e forniture per l'istruzione. 
 
L'attuale epidemia di COVID-19 sta esercitando una pressione sulla produzione globale e sulla logistica, e stiamo lavorando con le aziende per la produzione e l'approvvigionamento di prodotti di base con l'obiettivo di una distribuzione equa. 
 
Vogliamo sostenere i paesi - in particolare quelli con sistemi sanitari sotto pressione - ad avere pari accesso alle forniture per combattere COVID-19. 
 
Dobbiamo anche assicurarci che le restrizioni di viaggio, i divieti di esportazione e l'attuale pressione sulla capacità produttiva non ci impediscano di procurarci e spedire gli aiuti essenziali per sostenere i nostri interventi nei programmi sanitari, formativi, idrici e igienico-sanitari e a sostegno della nostra risposta umanitaria.
 
Mentre siamo concentrati, durante questo periodo di blocco, sulla preoccupazione immediata di mantenere noi stessi e i nostri cari in salute, dobbiamo anche ricordare i milioni di bambini che rischiano di diventare le vittime dimenticate di questa pandemia. Come sarà il loro mondo domani, e come sarà il loro futuro, è anche nostra responsabilità oggi.
 
(Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell'UNICEF)

09/04/2020

News ed Aggiornamenti

Chiama Ora il 800 91 42 49 e dona 9 euro al mese!

Chiama