Igiene, questione di dignità umana oltre che di salute

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24/05/2011

4 maggio – Partiamo da Buba di buon ora, per fare rientro a Bissau, dove ci attende la giornata conclusiva del nostro viaggio. Questa volta, le scuole che vediamo ai bordi della strada sono piene, anzi pienissime. I bambini sono in classe già alle 7 del mattino, le scuole operano su più turni. E molti piccoli sono fuori dalle aule, a guardare dalle finestre i bambini che sono seduti tra i banchi. Per loro non c’è posto.

Dopo un paio di ore di viaggio, ci fermiamo al villaggio di Amdalai, nella regione Oio. Troviamo ad accoglierci Alfa, attivista dell’ong partner dell’UNICEF ADPP (Adjuda do pobres para los pobres).

In un ottimo inglese, Alfa ci racconta con entusiasmo il lavoro che ADPP realizza con il sostegno dell’UNICEF per lo sviluppo comunitario nella regione di Oio. L’UNICEF ha formato gli operatori di ADPP, ed ha anche finanziato la loro partecipazione ad incontri internazionali in altri paesi africani, dove vengono scambiate buone pratiche sul lavoro di sviluppo comunitario.

L’intervento nella comunità di Amdalai è cominciato  3 anni fa, con l’obiettivo di diffondere l’utilizzo delle latrine, la pratica del lavaggio delle mani, e l’attenzione allo smaltimento dei rifiuti. Il lavoro degli operatori comunitari è principalmente di sensibilizzazione e di animazione comunitaria, e tutta la questione dell’igiene personale e comunitaria viene presentata come un aspetto dignità umana, oltre che di salute.

Gli operatori iniziano l’intervento, che ha una prospettiva di medio periodo (alcuni anni) prendendo contatto con le figure leader: gli anziani. Ottenuto il sostegno degli anziani, gli operatori cominciano a parlare con i singoli gruppi: le donne, gli uomini, i bambini a scuola.

Realizzano delle azioni dimostrative di pulizia nel villaggio, per mostrare come cambia l’ambiente attorno alle persone quando viene prestata cura ed attenzione allo smaltimento dei rifiuti. A partire dalla scuola, realizzano semplici apparati per facilitare il lavaggio delle mani (nei villaggi non vi sono condutture d’acqua, né cisterne) e informano i bambini sull’importanza di questa pratica per la loro salute e il loro benessere.

Illustrano alle famiglie gli standard per la costruzione delle latrine (che hanno un diametro di 1,20 metri, 3 metri profondità, sono circondata da pareti di stuoia o legno o lamiera, e devono avere un secchio di acqua sempre a disposizione, oltre a sapone o cenere).

Insieme con Alfa e gli animatori comunitari ci spostiamo alla scuola di Amdalai. Ci mostrano la cisterna per raccogliere l’acqua durante la stagione delle piogge, realizzata dall’UNICEF insieme alle latrine e ai grandi lavabi con rubinetti. La cisterna è davvero preziosa: non solo consente che i bambini possano lavarsi le mani, ma evita loro di percorrere chilometri ogni giorno per attingere l’acqua per le loro famiglie. E questo funziona da incentivo per le famiglie a mandare i figli a scuola.

L’attenzione di Riccardo, che nella vita è un ingegnere idrico, viene colpita da un sistema di assi di legno e taniche di plastica. Adama - che a 10 anni frequenta ancora la prima elementare - ci mostra come si usa il sistema: la piccola lattina di alluminio viene immersa nelle taniche e lascia defluire l’acqua da alcuni buchi sul fondo, creando un effetto rubinetto.

Serve a mostrare ai bambini come potersi lavare le mani anche quando non c’è l’acqua della cisterna, ed è qualcosa di molto semplice che può essere replicato facilmente in tutti i villaggi. Questo tipo di sistema l’ADPP l’ha diffuso in 25 scuole. Entro l’anno, con l’aiuto dell’UNICEF, verrà realizzato in 100 scuole dei dintorni.

Per questa scuola l’UNICEF ha costruito le latrine, separate per maschi e femmine. La scuola ha anche una cantina scolastiche dove  - grazie al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite - viene cucinato il pasto giornaliero cui ogni bambino ha diritto. Inoltre, la scuola ha un orto scolastico, che serve sia a produrre vegetali per i pasti ma anche ad insegnare ai bambini importanti life skills che li aiuteranno da adulti.

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24/05/2011

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