In tutto il mondo, i bambini stanno affrontando livelli record di violenza, sfollamento e privazioni
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“n tutto il mondo, i bambini stanno affrontando livelli record di violenza, sfollamento e privazioni. Solo nel 2024, le Nazioni Unite hanno verificato oltre 41.000 gravi violazioni ai danni dei bambini. Si tratta del numero più alto mai registrato. Purtroppo, il 2025 mostrerà un andamento simile, evidenziando che i bambini continuano a pagare il prezzo di guerre che non hanno contribuito a scatenare.
Le parti in conflitto ignorano sempre più spesso le norme internazionali e le regole di guerra. Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui si combattono le guerre, rendendo gli attacchi più rapidi, più frequenti e più letali, specialmente nelle aree densamente popolate dove i bambini vivono, studiano e giocano.
Le armi esplosive sono ora responsabili di quasi il 70% delle vittime tra i bambini nelle zone di conflitto. In Sudan, da inizio anno, i droni armati da soli sono responsabili di quasi l’80% delle vittime tra i bambini segnalate.
Allo stesso tempo, i servizi essenziali sono sotto attacco. Scuole, ospedali, reti elettriche e sistemi idrici e alimentari non sono solo danni collaterali; vengono sempre più coinvolti nei conflitti.
Sappiamo che i bambini sono particolarmente vulnerabili alle interruzioni dei servizi sanitari e nutrizionali. Uno degli esempi più evidenti sono le sempre più frequenti crisi legate alla fame. Oggi, in 26 paesi, quasi 38 milioni di bambini hanno bisogno di un sostegno nutrizionale urgente, tra cui circa 10 milioni che soffrono di malnutrizione grave. Si tratta di bambini che rischiano di morire"
Conflitti e tagli ai fondi: 73 milioni di bambini a rischio nel 2026
"Le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, con l’aumento dei prezzi di cibo e carburante, non fanno che aggravare le difficoltà.
I bambini non soffrono solo la fame. Sono sempre più privi dei sistemi necessari a proteggerli dai pericoli, compresa la violenza sessuale. Nella Repubblica Democratica del Congo, al culmine delle violenze dello scorso anno, ogni 30 minuti veniva violentato un bambino.
Senza istruzione, i bambini perdono non solo l’apprendimento, ma anche l’accesso alla sicurezza, al sostegno e a un senso di normalità. A Gaza, dove il 90% delle scuole è stato danneggiato o distrutto, più di 650.000 bambini non frequentano la scuola da oltre due anni e mezzo.
Il sistema umanitario chiamato a proteggere i bambini è sottoposto a una pressione crescente. I finanziamenti si stanno riducendo. L’accesso è sempre più limitato. E gli stessi operatori umanitari sono oggetto di attacchi."
Il futuro dei bambini dipende da scelte che non possono più attendere
"Vorrei concludere con tre richieste chiare:
- In primo luogo, dobbiamo ripristinare il rispetto del diritto internazionale. Non possiamo permettere che la portata inaccettabile di gravi violazioni diventi la nuova normalità.
- In secondo luogo, abbiamo bisogno di finanziamenti flessibili e tempestivi per raggiungere immediatamente i bambini ovunque si trovino.
- In terzo luogo, non dobbiamo abbandonare i bambini che non rientrano nell’attuale risposta umanitaria, sempre più limitata. Ciò significa maggiori investimenti per sostenere i servizi essenziali da cui dipendono i bambini e affrontare le cause profonde delle crisi.
In definitiva, si tratta di una scelta: accettare un mondo in cui i bambini sono sistematicamente attaccati, sfollati e lasciati affamati, oppure agire insieme per proteggerli.
La vera misura della nostra risposta è se ai bambini viene data una reale possibilità di vivere, di imparare e di sperare in un futuro migliore.”
Dichiarazione di Catherine Russell, Direttrice Generale dell'UNICEF
all’incontro Dialogo umanitario Dialogo umanitario – Priorità umanitarie per i bambini nel 2026