Sudan: un attacco con droni al mercato di Ar Rahad, nel Kordofan settentrionale, provoca vittime e feriti tra i bambini

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22/07/2026

Un attacco con droni sferrato ieri contro un mercato di Ar Rahad, nel Kordofan settentrionale, ha causato, secondo le notizie, la morte di almeno due bambini e il ferimento di altri sei, di età compresa tra i sei e i 14 anni. Secondo le notizie, sono stati uccisi anche quattro adulti e più di 20 persone sono rimaste ferite. Questo ultimo attacco ci ricorda in modo crudo il bilancio mortale che il conflitto continua a mietere tra i bambini in tutto il Sudan. I mercati sono luoghi in cui le famiglie si riuniscono per acquistare cibo, guadagnarsi da vivere e rispondere ai bisogni primari. Non dovrebbero mai diventare luoghi di morte e devastazione.

La recente escalation ad Al Obeid e nei dintorni ha attirato l’attenzione internazionale, e le notizie che giungono dal Kordofan settentrionale continuano a essere profondamente allarmanti. Al Obeid fa parte di una crisi molto più ampia che colpisce i bambini in Sudan. Il tragico attacco ad Ar Rahad è un promemoria devastante del fatto che i bambini rimangono a rischio ben oltre le aree attualmente sotto i riflettori. Le comunità di Dilling e Kadugli nel Kordofan meridionale, alcune zone del Darfur settentrionale e le aree colpite dal conflitto in espansione nel Nilo Azzurro continuano a dover affrontare grave insicurezza, sfollamenti e crescenti necessità umanitarie.

Ovunque il conflitto si estenda, sono i bambini a pagare il prezzo più alto. Gli attacchi ripetuti non solo causano vittime, ma danneggiano e distruggono case, scuole, strutture sanitarie, reti idriche e mercati, privando i bambini dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dell’alimentazione, di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari sicuri, e costringendo un numero sempre maggiore di famiglie ad abbandonare le proprie case. Gli attacchi stanno inoltre aggravando la paura, l’esposizione a eventi traumatici e l’incertezza per innumerevoli bambini e famiglie.

Infine, gli attacchi e l’insicurezza lungo le vie di rifornimento cruciali stanno ostacolando gli spostamenti del personale umanitario e il trasporto di beni essenziali, mentre i crescenti rischi operativi stanno limitando l’accesso ad alcune delle comunità con i bisogni più urgenti. Ogni bambino ucciso o ferito è uno di troppo. L’UNICEF esorta tutte le parti a proteggere i civili e le infrastrutture civili, a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario e a consentire e agevolare un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli ai bambini e alle comunità bisognose.”


Dichiarazione di Sheldon Yett, rappresentante dell’UNICEF in Sudan

22/07/2026

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