Libano, tra tregua e attacchi: l’impatto devastante sui bambini
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Il 17 aprile 2026 è stato annunciato un accordo per il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, dopo oltre un mese di bombardamenti che hanno avuto impatti devastanti sulla popolazione civile.
Tra le centinaia di bambini feriti c’è Ahmad, (in foto) 10 mesi, avvolto in una coperta sul letto dell’Ospedale Governativo Rafic Hariri, a Beirut, dove è stato ricoverato. Ahmad e suo fratello di 3 anni Khaled, sono rimasti feriti durante il bombardamento israeliano avvenuto lo scorso 8 aprile, quando un missile ha colpito la casa accanto alla loro, nella parte meridionale di Beirut.
L’attacco è stato uno dei circa cento segnalati in una finestra di tempo di 10 minuti tra Beirut, Bekaa e il sud del Libano.
L’intensificarsi delle ostilità continua a infliggere un tributo devastante e disumano ai bambini.
Khaled, 3 anni è ricoverato con il fratellino nell'ospedale di Beirut. Sono rimasti feriti durante il bombardamento israeliano avvenuto lo scorso 8 aprile, quando un missile ha colpito la casa accanto alla loro, nella parte meridionale di Beirut.
L’8 aprile 2026, mentre la notizia di un accordo regionale per il cessate il fuoco accendeva brevemente la speranza in tutto il paese, micidiali attacchi aerei israeliani hanno provocato la morte di 33 bambini e ne hanno feriti 153. Questo spargimento di sangue si aggiunge all’enorme numero di 172 bambini uccisi e 661 feriti dal 2 marzo.
L’UNICEF ha ricevuto segnalazioni di bambini estratti da sotto le macerie, mentre altri sono ancora scomparsi e separati dalle loro famiglie. Tanti hanno subito traumi, avendo perso i propri cari, le proprie case e ogni senso di sicurezza.
Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case a causa del conflitto, inclusi circa 415 mila bambini. Molte famiglie cercano rifugio in edifici pubblici, comprese le scuole. Altri dormono in auto o per strada. Sono state segnalate urgenti carenze di acqua, materassi, coperte e carburante, e il numero di sfollati continua ad aumentare di ora in ora.
Tra questi Jawad, 6 anni, and Youssef di 7, seduti insieme al padre Jihad nella scuola Omar Faroukh a Beirut dove hanno trovato rifugio insieme a molte altre famiglie sfollate.
Il dovere di proteggerli
Il diritto internazionale è chiaro e non ammette ambiguità: tutti i civili, compresi i bambini, devono essere protetti in ogni momento. Le parti in conflitto devono adottare tutte le precauzioni possibili per far sì che i civili e le infrastrutture siano tutelate e garantire un accesso umanitario sicuro, sostenibile e senza ostacoli a tutti.
In tutto il Libano l’UNICEF collabora con partner per assicurare la protezione dei minori e fornire supporto per la salute mentale e psicosociale dei bambini nei rifugi e nelle comunità colpite. Offriamo supporto per acqua, sanità e igiene in diversi rifugi, incluse le riparazioni e potenziamenti di impianti critici per l'acqua e le acque reflue. Consegniamo inoltre, forniture mediche essenziali nelle strutture sanitarie e stiamo espandendo i servizi sanitari mobili per raggiungere le popolazioni sfollate e portare in loco forniture nutrizionali.
Supportiamo le piattaforme per la didattica a distanza e distribuiamo materiali educativi ai bambini nei rifugi, costruendo spazi di apprendimento temporanei.
La gallery che segue documenta la missione sul campo di Ted Chaiban, Vice Direttore Esecutivo dell’UNICEF per l’Azione Umanitaria e le Operazioni di Fornitura, del 17 marzo 2026. Durante la visita ha incontrato famiglie sfollate e osservato il funzionamento dei siti di accoglienza e dei servizi offerti dallUNICEF.
Il 17 marzo 2026, in Libano, alcuni bambini giocano con dei giocattoli nella scuola Omar Faroukh a Beirut, dove centinaia di sfollati interni hanno trovato rifugio dopo essere fuggiti dalle violenze.
Questo cessate il fuoco deve essere rispettato
I bambini hanno bisogno di più di una semplice tregua nelle ostilità: hanno bisogno di una reale possibilità di riprendersi.
La ripresa richiederà tempo, dato che la distruzione diffusa di abitazioni, ospedali, scuole e infrastrutture limiterà l’accesso dei bambini ai servizi essenziali. Il ripristino dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria, dei sistemi idrici e di altri servizi di base è una priorità.
L’UNICEF invita tutti i paesi e i donatori a unirsi con urgenza a questi sforzi per garantire che i bambini abbiano accesso alla protezione, alle cure e alle opportunità di cui hanno bisogno per guarire, ricostruire le loro vite e raggiungere il loro pieno potenziale.











