Lionel Messi, il prodigio argentino che ha sconfitto le difficoltà della vita

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17/11/2009

Lionel "Leo" Messi, giovanissimo talento del Barcellona, è oggi considerato da molti il miglior giocatore al mondo e il legittimo erede di Diego Armando Maradona

Nel solo 2009 ha ricevuto il Pallone d'Oro quale migliore calciatore europeo, il premio Fifa World Player (era arrivato secondo nel 2007 e nel 2008), nonché il riconoscimento di capocannoniere e miglior giocatore della Champions' League - vinta contro il Manchester United nella finale di Roma.

Oggi Messi a soli 23 anni è una stella di prima grandezza dello sport internazionale, ma il successo non deve far dimenticare che la sua non è stata una vita priva di difficoltà. 

Sin da bambino Leo soffre di un'insufficienza ormonale, una malattia dalla quale non ha mai voluto farsi abbattere.

Nato a Rosario (Argentina), Messi approda molto giovane sui campi di calcio della sua città natale, mostrando un talento e una velocità fuori dal comune. Gioca per il Grandoli e per i Newell's Old Boys, ma non viene ingaggiato dal più celebre club argentino, il River Plate, che non si impegna a pagargli i farmaci per la sua carenza di somatotropina.

Per il padre di Leo, infatti, la ricerca di una squadra che lo recluti significa soprattutto garantire le costose cure per la sua disfunzione. 

Ma a soli diciassette anni si ritrova all'altro capo del pianeta, ingaggiato come punta dal Barcellona, una delle squadre più prestigiose del mondo.

Ne aveva fatta, di strada, da quando aveva lasciato la sua città natale a 13 anni per cercare una cura alla sua disfunzione!

 

Realizzando il proprio sogno

A Barcellona, Messi continua a trionfare sulle avversità, ottenendo un posto in prima squadra quando è  ancora molto giovane.  
 
Con una media di oltre un gol a partita, viene rapidamente innalzato al livello professionale. Nell'ottobre 2004 Leo compie il suo debutto in prima squadra, diventando il terzo titolare più giovane nella storia del team catalano.

In quella stagione Messi gioca nove partite, marcando il suo esordio in Champions' League con un gol un solo minuto dopo l'ingresso in campo, nella partita vinta dal Barcellona contro l'Albacete per 2 a 0.

Nel giugno 2005, dopo aver rifiutato di giocare con la Nazionale spagnola per poter realizzare il suo sogno di difendere i colori del suo paese natale, Messi diventa la star dell'Argentina under 20.
   
Quell'anno, guida con il suo talento l'Argentina alla vittoria nel Campionato del Mondo giovanile, disputato nei Paesi Bassi, vincendo sia la Scarpa d'oro quale miglior realizzatore (6 gol segnati) che il Pallone d'Oro quale miglior giocatore del torneo. 
 

All'apice del successo

 
Gli anni successivi sono un crescendo di successi e notorietà. Messi è ormai più che una promessa: per gli esperti e soprattutto per gli altri colleghi, è lui il più grande talento sui campi di gioco.  
 
Nel 2008, con la partenza di Ronaldinho al Milan, Messi indossa finalmente la maglia numero10 del Barcellona e la sua carriera tocca l'apice.

Messi ha rinnovato il suo contratto con il Barcellona, dove per la gioia dei tifosi "azulgrana" resterà fino al 2016.
 
L'investitura a Goodwill Ambassador dell'UNICEF nel marzo 2010 segue anni di progressivo "avvicinamento" all'organizzazione, della quale la società del Barcellona è generoso sponsor "al contrario" (il Barça ospita l'emblema dell'UNICEF sulla maglia e dona milioni di euro per i progetti per l'infanzia).
 
In occasione dei Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica Leo ha girato per l'UNICEF un nuovo spot in cui ribadisce il suo sincero impegno per i diritti dell'infanzia.

17/11/2009

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