Migranti, due gemelle di un anno sono disperse, presumibilmente morte, al largo di Lampedusa mentre il ciclone Harry si abbatte sul Mediterraneo
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Due gemelle di un anno della Guinea risultano disperse, presumibilmente morte secondo le recenti ricostruzioni, al largo delle coste di Lampedusa, in Italia, dopo che l'imbarcazione sovraffollata su cui viaggiavano è stata messa a dura prova dal ciclone Harry che si è abbattuto nel Mediterraneo.
Le nostre più sentite condoglianze vanno ai familiari e a tutte le persone colpite da questa tragedia.
Le due bambine viaggiavano in un’imbarcazione di ferro, lunga appena 9 metri, partita da Sfax, in Tunisia, mercoledì 21 gennaio. Dopo quasi due giorni di navigazione in condizioni difficili, 61 persone - una delle quali è poi morta - sono state salvate dalla Guardia Costiera italiana.
Quest'ultimo incidente evidenzia non solo i rischi estremi - e prevenibili - che corrono bambine, bambini e famiglie quando attraversano il Mediterraneo, ma anche la disperazione di queste famiglie nel voler raggiungere un luogo più sicuro.
Dati UNICEF: il Mediterraneo resta una delle rotte più letali per i bambini
Secondo un'analisi dell'UNICEF del 2025, circa un bambino al giorno muore o scompare nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale dall'Africa all'Europa. La scomparsa delle due gemelle è l'ultimo caso evitabile di annegamento di minorenni durante la traversata del Mediterraneo in cerca di sicurezza:
- Il 18 ottobre 2025, una donna in gravidanza è morta e più di 20 persone sono scomparse, tra cui diversi bambini, quando una piccola barca in vetroresina si è rovesciata al largo delle coste di Lampedusa.
- Il 14 agosto 2025, un neonato e almeno altre 25 persone sono annegate quando due imbarcazioni che trasportavano più di 90 persone si sono rovesciate al largo di Lampedusa.
- Il 30 giugno 2025, una madre è morta e il suo bambino è scomparso dopo che una barca di ferro lunga 15 metri che trasportava più di 100 persone è naufragata al largo delle coste di Lampedusa,
- Il 26 gennaio 2025, un naufragio al largo delle coste di Lampedusa ha ucciso due bambini, lasciandone un terzo disperso.
- Il 31 dicembre 2024, più di 20 persone sono scomparse quando la loro piccola barca è affondata al largo delle coste di Lampedusa. Tra i sette sopravvissuti c'era un bambino di otto anni la cui madre è risultata dispersa, presumibilmente morta.
- L'11 dicembre 2024, una bambina di 11 anni è stata trovata a galleggiare da sola in mare, indossando un giubbotto di salvataggio fatto di tubi di pneumatico, dopo che altri 44 passeggeri della sua barca erano annegati, compresi suo fratello e suo cugino. Non aveva acqua potabile né cibo. Un medico ha stabilito che è rimasta in acqua per almeno 12 ore. L'imbarcazione è affondata durante una tempesta dopo essere partita da Sfax, in Tunisia.
- Il 28 novembre 2024, due bambini e due donne sono annegati dopo che la loro barca ha urtato contro gli scogli ed è affondata al largo dell'isola di Samos, in Grecia.
- All'inizio di settembre 2024, circa 20 persone sono morte quando la loro piccola barca di legno si è rovesciata “ripetutamente” nelle acque al largo della costa di Lampedusa. Le persone sono rimaste aggrappate al lato della barca mentre i loro familiari, tra cui tre bambini, annegavano intorno a loro.
Questo elenco non è esaustivo. Molti naufragi non lasciano superstiti o non vengono registrati. Ciò significa che il numero reale di persone, comprese persone di minore età, che sono morte o scomparse è praticamente impossibile da verificare - e probabilmente è molto più alto.
Azioni urgenti per prevenire nuove tragedie nel Mediterraneo
L'UNICEF chiede ai Governi di utilizzare il Patto sulla migrazione e l'asilo per dare priorità alla protezione dei bambini, ciò include anche garantire percorsi sicuri e legali per la protezione e il ricongiungimento familiare, operazioni coordinate di ricerca e soccorso, sbarchi sicuri, accoglienza comunitaria e accesso ai servizi di asilo.
Chiediamo inoltre maggiori investimenti nei servizi essenziali per i bambini e le famiglie che arrivano attraverso rotte migratorie pericolose, tra cui il sostegno psicosociale, l'assistenza legale, l'assistenza sanitaria e l'istruzione
Infine, si chiede ai Governi di affrontare le cause profonde della migrazione e sostenere l’integrazione delle famiglie nelle comunità di accoglienza, garantendo la tutela dei diritti di bambine, bambini e adolescenti in ogni fase del loro percorso
Dichiarazione di Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore UNICEF risposta migranti e rifugiati in Italia