Nota di sintesi sull'Audizione del Presidente dell'UNICEF Italia Nicola Graziano presso la Commissione Cultura del Senato sull'indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica
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La povertà educativa è una delle dimensioni che qualificano la povertà minorile. La povertà educativa si definisce come l’assenza di eque opportunità nel percorso di apprendimento che, sin dalla prima infanzia, può condurre i bambini verso un divario economico- sociale-culturale difficile da colmare in seguito.
La povertà educativa minorile è un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto economico, sociale, familiare in cui vivono le persone minori di età. Non è solo legata alle cattive condizioni economiche, ma investe anche la dimensione emotiva, la socialità e la capacità di relazionarsi con il mondo. Ed è questa multidimensionalità che dobbiamo mantenere non soltanto nell’analizzare la situazione, ma anche nel dare risposte politiche efficaci.
Anche in risposta alla povertà educativa, dispersione e abbandono scolastico, l’UNICEF considera necessario valorizzare la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, non solo all’interno di ogni ambito in cui essi esprimono la loro personalità, ma anche nell’ambito di definizione delle politiche pubbliche e di elaborazione delle norme.
La povertà educativa è una delle dimensioni che qualificano la povertà minorile intesa come l’assenza di uguali opportunità nel percorso di apprendimento che, sin dalla prima infanzia, può condurre i bambini verso un divario economico, sociale e culturale difficile da colmare in seguito.
Conclusioni e proposte
Si ritiene imprescindibile reperire risorse adeguate da utilizzare per politiche di investimento nel campo della formazione e dell’educazione, con specifico riferimento ai diritti dei bambini/ e dei ragazzi/e, per poter conquistare uno sguardo politico più ampio, con una prospettiva di sviluppo e investimenti per le giovani generazioni.
Condividendo una lettura multifattoriale delle cause che possono dar luogo alla povertà educativa, alla dispersione e all’abbandono scolastico, l’UNICEF contribuisce concretamente, con la sua attività, alla ricerca di soluzioni fondate su un approccio multidisciplinare.
Per questo è importante garantire l’attuazione di quanto già previsto dai Piani Nazionali dedicati: il Piano Nazionale di Azioni ed Interventi per i soggetti in età evolutiva e il Piano Nazionale Garanzia Infanzia (che prevede misure quali servizi educativi zero-sei anni, mense scolastiche e prolungamento del temo pieno, sviluppo dei patti educativi di comunità, favorire pratiche inclusive in età scolastica e promuovere opportunità di inserimento socio-lavorativo per i minorenni e giovani con background migratorio nei percorsi di transizione verso l’età adulta).
Un altro passo essenziale per la piena realizzazione, senza alcuna discriminazione, dei diritti dei bambini in Italia è il completamento del processo sancito dalla riforma del Titolo V, Parte II della Costituzione della Repubblica italiana (art.117) e recentemente avviato, ovvero quello della determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Tale processo contribuirà ad eliminare le diseguaglianze esistenti da Regione a Regione nell’offerta e nell’accesso a servizi essenziali, sia in termini di qualità che di quantità. Un’attenzione particolare e costante andrà inoltre accordata ai minorenni più fragili, appartenenti a gruppi a rischio di maggiore vulnerabilità e discriminazione, dai minorenni con disabilità, a quelli provenienti da contesti migratori, da quelli appartenenti a minoranze etniche a chi vive nelle zone più deprivate di opportunità. Questo, intraprendendo azioni che aiutino a realizzare, non solo enunciare, il principio di equità ed eguaglianza sancito dall’Art. 3 della Costituzione italiana, sia in termini formali che sostanziali.
Un impegno condiviso per garantire diritti e opportunità
Alla luce dell’analisi svolta, sul tema oggetto dell’Indagine, l’UNICEF Italia ritiene necessario:
- rafforzare nell'educazione e nell’istruzione la pianificazione e il monitoraggio;
- sostenere politiche a favore dei bambini e dei minorenni in condizioni di svantaggio;
- rafforzare la spesa pubblica attraverso l'utilizzo di strumenti analitici, il dialogo politico e il supporto tecnico, investendo in servizi sociali, educativi, sanitari e culturali di qualità;
- migliorare la collaborazione del sistema educativo e scolastico con altri settori, come la protezione sociale, la salute, la cultura, le arti, lo sport e il lavoro;
- sostenere il riconoscimento degli apprendimenti in contesti educativi non formali e informali;
- promuovere la creazione di Patti educativi di comunità con la partecipazione dei minorenni;
- rafforzare i dispositivi formali di partecipazione nelle scuole e gli spazi per nuove forme di ascolto e partecipazione, in tutti i contesti di vita dei bambini e dei ragazzi;
- definire linee di indirizzo nazionali per l’individuazione degli elementi essenziali delle Comunità educanti che garantiscano la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze;
- promuovere l’implementazione dei Piani nazionali dedicati ai bambini e agli adolescenti, una pianificazione più efficace, accompagnata da un costante monitoraggio e una valutazione dei risultati raggiunti nel tempo.
Perché solo attraverso un impegno consapevole, costante e condiviso, che garantisca il coinvolgimento di bambini e adolescenti, potremo davvero ottenere quel cambiamento strutturale che bambini e adolescenti hanno il diritto di veder realizzato.