Oltre la malattia e la guerra: Alisia, un'adolescente ucraina, progetta un futuro migliore
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Quando la psicologa ha chiesto ad Alisa, 13 anni, di disegnare un fiore, lei ha disegnato un cactus verde e spinoso, con tanti piccoli boccioli in fiore.
Sua madre Anna non era sorpresa: Alisa, che convive con un tumore alla colonna vertebrale nell’Ucraina afflitta dalla guerra, è determinata a vivere a qualsiasi costo.
“Rappresenta ciò che è lei” dice Anna, 34 anni.
“Bella, forte e allegra. Attraversa tutte le difficoltà e il dolore con un sorriso, e sostiene anche me. Apprezza quello che faccio”.
Operazioni in tempo di guerra
Da quando ha ricevuto la diagnosi di tumore spinale, poco prima dell'inizio della guerra su vasta scala, Alisa ha iniziato ad avere problemi a camminare.
“Adesso devo subire delle operazioni” racconta la ragazza, che vive insieme ai familiari a Kharkiv. “Ci siamo spostati in diverse città perché a Kharkiv non è possibile fare l’operazione: i dottori se ne sono andati. Ho già subito altre 6 operazioni”.
Il prossimo intervento di Alisa è in programma per quest'estate a Ivano-Frankivsk, ma lei cerca di vedere il lato positivo in ogni cosa.
Da una parte la guerra ha significato bombardamenti e distruzione ma, dall’altra parte, non avrei visto tutte queste zone dell’Ucraina in così poco tempo, non avrei incontrato così tante persone, non avrei trovato nuovi amici.
Alisia, 13 anni, racconta delle numerose città visitate per curarsi
Nonostante il suo ottimismo, come tutti i bambini ucraini, anche Alisa sente l’impatto a lungo termine della guerra. È stata costretta a cambiare scuola cinque volte e a trasferirsi a causa dei devastanti bombardamenti su Kharkiv.
La guerra le ha portato via la possibilità di studiare e di curarsi.
Peggio di tutto però, le ha portato via persone care.
“Mio fratello, lo zio di Alisa, è morto in guerra” spiega Anna. “Se lo ricorda bene. Ha anche scritto un tema, di recente, su di lui. Dopo quell’evento, è cresciuta molto in fretta. È stato difficile per lei realizzare che un momento era qui e il momento dopo non c’era più. Anche lui era una persona molto positiva. Forse Alisa ha ripreso da lui”.
Un luogo sicuro dove imparare
Alisa è stata aiutata da uno psicologo del Liceo di Kharkiv presso il centro educativo 'Obdarovanist', inaugurato con il supporto dell'UNICEF. Il centro, situato in un rifugio ben attrezzato, è uno dei pochi luoghi dove i bambini del distretto possono sentirsi al sicuro.
“Sono davvero grata per questi programmi nel liceo” dice Anna. “Sono stati davvero d’aiuto. Alisa ha lavorato molto con gli psicologi che si trovano qui. Perché a causa dell’amore e delle emozioni noi genitori a volte non riusciamo a spiegare le cose come farebbe un professionista. E sono felice che abbia non solo il mio supporto ma anche quello di altri”.
Come tutti i bambini in età scolare a Kharkiv, Alisa non può seguire le lezioni per ragioni di sicurezza. Quindi quando sono iniziati i corsi di recupero nel liceo, nel settembre 2023, Anna è stata tra le prime a iscrivere la figlia.
Due volte a settimana, bambini di diverse fasce d’età, dalla terza alla decima classe (bambini dagli 8 ai 16 anni), hanno l’opportunità di seguire lezioni di matematica e ucraino. Grazie a queste lezioni, Alisa è migliorata in matematica e nelle altre materie scientifiche.
Spera un giorno di poter diventare architetta, per poter ricostruire Kharkiv quando la guerra sarà finita.
Mi sono piaciute talmente tante cose che non saprei scegliere. Abbiamo parlato di elettricità, scattato foto, e mi è piaciuto molto anche fare le candele. Era tutto interessante.
Alisia racconta, entusiasta, dei corsi seguiti all'interno del centro educativo
Alisia e tutti i bambini dell'Ucraina incarnano la speranza
“Kharkiv è una città eroica, una città da amare” racconta la ragazza, “Certo, ogni giorno qui vola qualcosa (ci sono bombardamenti continui) ma ci nascondiamo sempre. E possiamo andare nel rifugio del liceo in ogni momento, aspettando che fuori non sia più pericoloso. Ma qui sono a casa. E l’architettura è davvero bella. Purtroppo, ci sono anche tanti edifici danneggiati. Ma quando diventerò architetta, li ricostruirò tutti”.
Tutte le operazioni a cui è sottoposta Alisia sono con anestesia totale e, dopo ognuna, deve sottoporsi ad un periodo di riabilitazione. “Sogno davvero che questa sia l’ultima” ci dice.
Per molti adolescenti come lei, la guerra mette a rischio anche la possibilità di curarsi. Per questo l’UNICEF è al fianco dei bambini in Ucraina portando medicinali, ambulanze, kit chirurgici e concentratori di ossigeno, insieme a acqua potabile, coperte e forniture essenziali per sopravvivere all’inverno.
Allo stesso tempo, sosteniamo l’accesso all’istruzione e alla protezione con kit scolastici e spazi a misura di bambino e collaboriamo con il governo per aiutare a recuperare l'apprendimento perduto e costruire le competenze e il capitale umano necessari per il futuro del paese.
Guardandola, ti viene voglia di vivere. E pensi che non ci sia niente di troppo spaventoso, anche quando sei in guerra.
Anna, 35 anni, parla con orgoglio di sua figlia