"Più di un kit, più di una crisi": a Kinshasa la mostra dell'UNICEF che racconta la resilienza della Repubblica Democratica del Congo

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24/06/2026

Dalle storie degli oggetti salvavita all'impegno dei giovani U-Reporter: si inaugura nella capitale della RDC, e online, un percorso fotografico e di storytelling per andare oltre la narrativa dell'emergenza e mostrare la forza di un Paese che costruisce il proprio futuro.

KINSHASA / ROMA – Raccontare la realtà della Repubblica Democratica del Congo (RDC) significa guardare in faccia una delle crisi umanitarie più complesse e dimenticate del pianeta. Ma significa anche dare voce a una terra di straordinaria resilienza, creatività e dignità. Parte da questa doppia urgenza "Più di un kit, più di una crisi", la campagna di comunicazione dell'UNICEF nata come progetto di storytelling online e ora trasformata in una mostra fisica a Kinshasa.
L'esposizione nasce per mostrare alla popolazione locale e al mondo intero che la RDC è molto più di quanto comunemente si racconti, e che il suo popolo è un protagonista attivo del proprio destino. E’ una terra di resilienza e creatività, di leadership e cambiamento, di abbondanza e ricchezza naturale. Molto più di un semplice destinatario di aiuti. È un Paese che affronta le crisi con dignità e che oggi cerca di assumere il controllo del proprio destino.


Dietro gli oggetti, le storie: cosa c'è in un kit d'emergenza?

Al centro della mostra c'è il valore reale degli interventi umanitari sul campo. Il percorso espositivo invita a esplorare gli oggetti di uso quotidiano, contenuti nei kit distribuiti dall'UNICEF: un telone, una tanica, le stoffe tradizionali (pagne), una pentola e del sapone.
Questi elementi, apparentemente semplici, cambiano significato quando vengono legati alle storie di chi li riceve:

  • diventano barriere contro le malattie, in un Paese che sta affrontando la peggiore epidemia di colera degli ultimi 25 anni.
  • rappresentano dignità per le famiglie costrette a fuggire dai conflitti nell'est del Paese, dove solo nel 2025 gli scontri hanno provocato oltre un milione di sfollati in soli tre mesi.

Attraverso il sito ufficiale della campagna (morethanakit.org/it), i visitatori “virtuali” possono ascoltare in prima persona le testimonianze dirette di chi vive l'emergenza ogni giorno, come Fatuma (Vicepresidente del campo di Kalendulwa), Chantale (sfollata a causa della guerra) ed Henriette Chigoho (una collega UNICEF impegnata nelle emergenze).

Dare voce a 9 milioni di giovani: il ruolo degli U-Reporter

La mostra di Kinshasa non è solo una testimonianza visiva, ma il frutto del lavoro coraggioso dei giovani congolesi. L'esposizione raccoglie infatti le voci, gli sguardi e i contributi degli U-Reporter, i membri della piattaforma digitale dell'UNICEF che in RDC conta ben 9 milioni di iscritti, la comunità più grande del mondo.
Gli U-Reporter non sono semplici osservatori della crisi. Utilizzando strumenti digitali innovativi, i giovani raccolgono le opinioni di bambini e adolescenti su salute, istruzione e diritti, mobilitando le proprie comunità per costruire un futuro in cui le nuove generazioni abbiano piena autonomia e capacità di incidere sul cambiamento.

U-Report è una piattaforma digitale indipendente, realizzata per favorire la partecipazione e l’espressione delle opinioni dei giovani su tematiche di loro interesse. Ideata e realizzata con il sostegno dell’UNICEF, dal suo lancio in Uganda (2011) a oggi U-report si è espansa in oltre 90 paesi, e conta oggi oltre 22 milioni di partecipanti (U-Reporters) nel mondo. Registrandosi in forma anonima e gratuita, gli iscritti (“U-Reporters”) partecipano attraverso i canali WhatsApp, Facebook, U-Report App e Telegram (vedi pagina ISCRIVITI) a sondaggi online, segnalano questioni per loro rilevanti e si confrontano su tematiche come i diritti umani, l’ambiente e il cambiamento sociale. La partecipazione alle attività è su base volontaria e può essere sospesa o interrotta in qualsiasi momento.

Un appello che non può attendere

All'inizio del 2026, la situazione nella Repubblica Democratica del Congo resta drammatica: si stima che 14,9 milioni di persone, tra cui 8 milioni di bambini, abbiano bisogno di assistenza umanitaria urgente. Le sovrapposizioni tra i conflitti armati e le epidemie di colera e la crescente emergenza ebola, rischiano di far collassare i sistemi sanitari e nutrizionali, già piagati da gravi carenze di finanziamenti.
Sostenere il lavoro dell'UNICEF in RDC non significa solo inviare aiuti d'emergenza, ma investire sulla forza e sul futuro dei milioni di giovani che, ogni giorno, scelgono di non arrendersi.
Scopri di più, ascolta le storie e sostieni i nostri interventi sul campo: visita il sito web morethanakit.org/it

Il ruolo dell'Unione Europea: attraverso il suo dipartimento per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario (DG ECHO) la UE ha finanziato gli interventi di risposta UNICEF nelle zone di conflitto dell’est della Repubblica Democratica del Congo. Il dipartimento (DG ECHO) della Commissione europea è stato creato nel 1992 come espressione della solidarietà europea nei confronti delle persone bisognose in tutto il mondo.

24/06/2026

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