Polina è cambiata. Le settimane trascorse nei sotterranei di Mariupol hanno lasciato su di lei cicatrici invisibili

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12/05/2022

Polina, 11 anni, ricorda poco della sua vita a Mariupol, Ucraina. L'ospedale dove è nata, l'asilo dove ha giocato da piccola e la scuola dove studiava sono stati distrutti.

Prima era capoclasse, aveva ottimi voti, buoni amici e un gran numero di passioni sempre nuove. Oggi, dopo aver passato un mese sottoterra, Polina è terrorizzata se viene lasciata sola in una stanza.

Ricorda un giorno, in particolare, che l'ha scossa profondamente.

"Ero nel seminterrato mentre mia madre e mia nonna erano al piano terra" ricorda la ragazza. "C'è stata un'esplosione così forte che ho perso l'udito. Il soffitto ha iniziato a cadere e io ho cominciato ad urlare. Le altre ragazze gridavano e piangevano come me, soprattutto una delle ragazze non riusciva a calmarsi, anche una volta che era tutto finito".

Polina e i suoi amici, mentre erano nel rifugio, inizialmente si esibivano in concerti per distrarsi un po'. Presto però, la situazione si è fatta insostenibile.

La fuga da Mariupol

Alla fine di marzo, Polina, sua madre Tetiana e sua nonna Natalia sono riuscite a fuggire da Mariupol, trovando rifugio nella regione di Vinnytsya.

Polina ora ha ripreso a studiare e socializzare, da remoto, con i suoi compagni di classe.

Per aiutare la figlia a superare la paura di restare sola, Tetiana si è avvicinata all'UNICEF per chiedere supporto. 

Da aprile, un team mobile interdisciplinare regionale sta lavorando nella regione di Vinnytsya con il supporto di UNICEF e della Fondazione Salute Pubblica Ucraina.  

Secondo gli psicologi del team, tutti gli adulti dovrebbero assicurarsi che i loro figli abbiano una routine quotidiana, con una successione regolare di apprendimento, esercizio fisico e riposo.

"Anche i giochi che si concentrano sul sentirsi sicuri, qui ed ora, o che aiutano a far uscire il loro "mondo" interiore all'esterno, sono molto utili" dice la psicologa del centro. "Per esempio, il "gioco delle tre cose" che un bambino può sentire, assaporare e annusare".

Il trauma psicologico è come una ferita, non lo si deve trascurare.

Tetiana, psicologa 

Per approfondire

Sin dal peggioramento della crisi a fine 2021, l'UNICEF ha potenziato i programmi di preparazione e risposta d’emergenza in Ucraina, rafforzando gli interventi umanitari e attivando una risposta multisettoriale con diversi partner sul territorio.

Da aprile, un team mobile interdisciplinare regionale sta lavorando nella regione di Vinnytsya con il supporto di UNICEF e della Fondazione Salute Pubblica Ucraina. Chiunque abbia bisogno di un supporto di tipo medico, sociale, psicologico o un consulto legale può contattare il team via telefono ai numeri +380678857107 o +390965241741, senza costi aggiuntivi.

12/05/2022

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