"Ho conosciuto Parwana, 4 anni, la testa inclinata di lato: era semplicemente troppo debole e stanca per fare altro"

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19/01/2022

Sam Mort è Responsabile Comunicazione e Advocacy per l’UNICEF Afghanistan. Spesso viaggia nel paese per parlare con i bambini e le loro famiglie. Questo testo è un estratto del suo "Diario dall'Afghanistan".



Di recente ho viaggiato verso Herat, nella parte occidentale dell’Afghanistan, per visitare alcuni centri sanitari. Lì ho incontrato una consulente della nutrizione che cura i bambini affetti da malnutrizione severa acuta. Questi bambini rischiano di morire se non ricevono aiuto.

Mi ha detto che sono aumentati di circa il 30% i casi di malnutrizione infantile severa acuta negli ultimi mesi. I bisogni nutrizionali dei bambini sono aumentati nel momento in cui il paese ha dovuto affrontare crisi multiple e complesse: dalla siccità e l’impennata dei prezzi dei generi alimentari alla diffusione di malattie prevenibili, come diarrea acquosa acuta, meningite e polio. Oltretutto, essendo uno dei paesi più dipendenti dagli aiuti al mondo, il congelamento dei fondi dei donatori ha paralizzato servizi sociali vitali, come quelli educativi e sanitari.

Alla clinica ho incontrato una bambina di quattro anni di nome Parwana

Sua madre, Malika, l’ha portata a far visitare e l’ha fatta sedere su una sedia. Parwana non si muoveva. La sua testa era piegata da un lato, era seduta, accasciata in modo goffo, come se il cappotto invernale con cui era coperta la stesse sostenendo. Durante tutto il tempo della visita mi aspettavo che la bambina si guardasse intorno, curiosasse in giro. Quando la consulente le ha scoperto il braccio  l’unica cosa che mi veniva in mente era la sua somiglianza con un manico di scopa.

I suoi capelli erano a chiazze, cadevano in alcuni punti; la sua pelle era sfaldata e le sue guance vuote – tutti i segni di malnutrizione acuta grave. Parwana ha tenuto la testa piegata tutto il tempo, era semplicemente troppo debole e stanca per fare altro. Quando l’operatrice ha finito di visitarla mi ha detto che il suo peso era di 9,8 kg. Una bambina di quattro anni in salute avrebbe dovuto pesare il doppio.

Il dottore ha scritto a sua madre una ricetta per 28 pacchetti di cibo terapeutico pronto all’uso (RUTF) da ritirare in farmacia. Non appena ne ha ricevuto uno in mano, Malika si è seduta sul marciapiede, ha strappato l’angolo del pacchetto di pasta di arachidi, e ha esortato Parwana a mangiarla. La piccola ha iniziato a sorbirlo pian piano ma poco dopo ha sobbalzato per il dolore. Era fisicamente troppo doloroso per lei digerire anche quel dolce e morbido preparato super nutriente. Ha provato ancora e ancora.

Vedevo che le piaceva e desiderava mangiarla, ma in venti minuti è riuscita a malapena a ingoiare 5 o 6 morsi. È stata una scena straziante.

Dopo circa mezz’ora le è stato un po’ più facile nutrirsi e in una delle pause che spesso si prendeva tra un morso e l’altro, mi ha guardato per la prima volta.

La piccola ha iniziato a sorbire pian piano il RUTF ma poco dopo ha sobbalzato per il dolore. Era fisicamente troppo doloroso per lei digerire anche quel dolce e morbido preparato super nutriente.

Sam Mort racconta l'incontro con la piccola Parwana

Ho preso la sua mano e le ho detto “Sarai una ragazza in forze quando ci vedremo la prossima volta”

Parwana mi ha sorriso. Quando l’ho salutata ha agitato le sue dita in modo tenero, sottile. È stato un gesto così fragile eppure così significativo.

Il ricordo di Parwana resterà con me per molto tempo. Mi ha rammentato l’importanza di individuare al più presto tutti i bambini malnutriti. Se li troviamo, possiamo curarli. Il RUFT funziona.

Al momento in Afghanistan 24 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari, 13 milioni di loro sono bambini come Parwana. Lei è una dei 1,1 milioni di bambini sotto i cinque anni che rischiano di morire per malnutrizione acuta grave, su un totale di 3.2 milioni di bambini gravemente malnutriti.

Per questo l’UNICEF sta raddoppiando il numero di cliniche sanitarie e centri nutrizionali mobili, in modo da poter raggiungere più bambini nelle aree rurali; per questo stiamo raddoppiando il numero di consulenti per la nutrizione, affinché possano identificare i bambini a rischio e curarli prima che sia troppo tardi.

Per questo motivo stiamo portando sempre più forniture mediche e cibi terapeutici pronti all’uso. Perché funzionano!

Medici e infermieri in tutto l'Afghanistan, molti dei quali non vengono pagati da mesi, continuano a prendersi cura di chi ha bisogno, pur facendo i conti con le proprie ansie e difficoltà. Sono pieno di ammirazione e gratitudine per il loro altruismo. Sono i migliori.

Visiterò nuovamente Parwana a fine gennaio: voglio vederla guarire e sono orgogliosa che l'UNICEF faccia parte della sua guarigione. È per i bambini come lei che mi trovo in Afghanistan e lavoro con l’UNICEF. 

Sam Mort, Responsabile Comunicazione e Advocacy UNICEF Afghanistan

19/01/2022

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