Afghanistan
L’Afghanistan sempre di più vive un’emergenza umanitaria senza precedenti che vede il sovrapporsi di crisi molteplici e concorrenti, tra insicurezza, instabilità politica ed economica, disastri naturali e sfollamento di popolazioni, nel quadro di una violazione sistematica dei diritti di donne e bambine. Nel paese, 21,9 milioni di persone versano in drammatico bisogno di assistenza umanitaria: di queste, 11,6 milioni sono bambini sotto i 18 anni d'età. Una crisi che il devastante terremoto di agosto non ha fatto che aggravare, con l’UNICEF ha immediatamente attivato la risposta sul campo, e che la guerra con il Pakistan e il conflitto in Iran vengono ad acuire drammaticamente.
Tra i paesi più esposti ai rischi climatici, rigidi inverni e disastri naturali come alluvioni, siccità e terremoti aggravano le condizioni di vita di bambini e famiglie, colpiti da un’instabilità economica persistente e da restrizioni crescenti per i diritti di donne e ragazze. In un contesto di elevata complessità, le criticità d’accesso ad acqua, igiene e servizi essenziali alimentano una malnutrizione infantile su livelli d’emergenza e rischi di epidemie, acuendo fortemente i pericoli di mortalità infantile.
Nell'emergenza in atto, 15,9 milioni di persone non hanno accesso ad acqua sicura e servizi igienico-sanitari essenziali, almeno 12 milioni sono prive di assistenza medica di base, 7,5 milioni necessitano supporto nutrizionale, con oltre 3,7 milioni di bambini affetti da Malnutrizione Moderata e quasi 1 milione in immediato pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave. Oltre 1,2 milioni le donne incinte o in allattamento a rischio per grave malnutrizione, in pericolo per la loro stessa sopravvivenza e quella dei loro figli, perpetuando il circolo vizioso della malnutrizione.
11,6milioni
Bambini bisognosi di aiuti e sostegno
21,9milioni
Persone in bisogno d’assistenza
15,9milioni
Persone in bisogno di acqua e igiene
Nel paese, 7,4 milioni di bambine e bambine necessitano servizi di protezione dell’infanzia, 7,1 milioni di sostegno per l'istruzione, in un contesto operativo ostacolato da crescenti impedimenti. Con una situazione in peggioramento, la presenza dell'UNICEF è fondamentale per fornire servizi essenziali e proteggere i più vulnerabili, incluso per la crisi del ritorno forzato dei rifugiati: oltre 2,2 milioni gli afgani rimpatriati nella prima metà 2025, che gli ultimi dati portano a 3 milioni nel corso dell’anno, ulteriormente sopraffacendo le capacità locali d'assistenza e amplificando le criticità esistenti. Una situazione che la guerra con il Pakistan e il conflitto in Iran e Medioriente non possono che aggravare.
La condizione di donne e bambini: in costante peggioramento
Le donne e le ragazze afgane subiscono gli effetti peggiori della crisi, con una mancanza di rispetto dei loro diritti in continuo aumento, restrizioni alle libertà fondamentali, di accesso ai servizi e della possibilità stessa di guadagnarsi da vivere. Semplicemente inconcepibile e sconcertante la decisione di vietare alle donne afgane di lavorare con l’ONU, UNICEF compreso.
Il divieto per le ragazze di accesso all’istruzione secondaria implica gravi rischi di apprendimento e protezione, rafforzando le disuguaglianze di genere preesistenti. Altrettanto preoccupante il divieto di studiare nelle facoltà di medicina, un altro colpo ai diritti di donne e ragazze, con conseguenze di vasta portata per la salute dell'intera popolazione afghana.
Le politiche e i provvedimenti che limitano l’inclusione e l’accesso di donne e ragazze ad opportunità e servizi, determinandone la progressiva esclusione dalla vita pubblica e sociale, di fatto violano i diritti umani fondamentali della metà della popolazione del paese, con effetti devastanti sulla società afghana e per le generazioni future.
Rimanere nel paese, per il bene dell’infanzia
Dopo la transizione politica in Afghanistan dell’agosto 2021, la risposta d’emergenza sul campo ha in gran parte evitato una catastrofe umanitaria. Ciò nonostante, la situazione rimane estremamente difficile, in primo luogo per donne e bambini.
Il contesto operativo in Afghanistan resta estremamente complesso, con ostacoli burocratici imposti dalle autorità di fatto talebane che sono aumentati, insieme a minacce e intimidazioni contro gli operatori umanitari - e alle restrizioni imposte alle operatrici - ostacolando la fornitura di servizi salvavita fondamentali.
I bambini non dovrebbero pagare il peggioramento della crisi con la loro infanzia. L’UNICEF, operativo nel paese sin dal 1949, rimane in prima linea nella risposta umanitaria in Afghanistan, continuando a sostenere l’accesso ai servizi di assistenza senza restrizioni e in linea con i principi umanitari. Il nostro obiettivo è ottenere risultati concreti per l’infanzia: dove ci sono bambini bisognosi, l'UNICEF è e rimane presente.
Nel corso di oltre 70 anni in Afghanistan, l'UNICEF ha costruito un rapporto di fiducia con le comunità locali, negoziando con tutte le parti in conflitto l'accesso ai più bisognosi, intervenendo per assicurare forniture salvavita nelle circostanze più difficili. Dalla presa del potere dei talebani, nell'agosto 2021, una serie di misure restrittive hanno progressivamente limitano le libertà fondamentali, soprattutto di donne e ragazze.
Attraverso una pianificazione dinamica delle contingenze, e la negoziazione di esenzioni ai divieti imposti al lavoro femminile, l'UNICEF opera nel paese con un ufficio centrale, 5 uffici di zona e 8 avamposti sul campo, per preservare ed estendere i programmi d’assistenza alla popolazione. Per raggiungere gli obiettivi posti nell’Appello d’Emergenza UNICEF per il 2026 necessitiamo di 949 milioni di dollari, per poter rispondere ai bisogni di oltre 12 milioni di persone in Afghanistan, di cui più di 6,5 milioni sono bambini sotto i 18 anni.
L’azione dell’UNICEF
I bisogni dei bambini afgani e delle loro famiglie sono senza precedenti. Per rispondere alla crisi, come UNICEF sosteniamo interventi umanitari dando priorità alle misure salvavita, per il potenziamento immediato dei servizi nutrizionali e di salute infantile, idrici e igienico-sanitari, educativi e di protezione dell'infanzia. Fondamentale è scongiurare il collasso dei sistemi essenziali, e salvaguardare i progressi faticosamente raggiunti negli anni, incluso per i diritti delle donne e delle bambine.
Tra gli obiettivi UNICEF per il 2026, nel settore della nutrizione opereremo per raggiungere con terapie salvavita 1,3 milioni di bambini con Malnutrizione Acuta Grave o Moderata ad alto rischio e 9,8 milioni con somministrazione di vitamina A, sostenendo 2,2 milioni di adulti con bambini piccoli attraverso programmi di consultorio sulla nutrizione nella prima infanzia.
Per la salute di bambini e famiglie, assisteremo con cure mediche di base più di 12 milioni di persone e 2 milioni di bambini con vaccinazioni contro il morbillo, incluso nelle emergenze. Per l’acqua e l’igiene, l’obiettivo è raggiungere 2,9 milioni di persone con acqua sicura, 2,3 milioni con servizi idrici e igienico-sanitari appropriati e 6,2 milioni con programmi di promozione dell’igiene.
Per la protezione dell’infanzia, assisteremo 150.000 tra bambini e adulti con sostegno psicosociale e per la salute mentale, dotando 2 milioni di persone di canali sicuri per segnalare sfruttamento e abusi sessuali. Oltre 220.000 tra donne, bambine e bambini saranno assistite contro le violenze di genere, 500.000 tra bambini e adulti contro i rischi di ordigni esplosivi.
Per l’istruzione di bambine e bambini, l’obiettivo è raggiungerne 5,6 milioni con programmi d’emergenza nelle scuole, 181.300 con attività educative su base comunitaria. Almeno 65.000 famiglie vulnerabili saranno assistite per la protezione sociale, 35.000 famiglie con sussidi in denaro d’emergenza. Oltre 10 milioni di persone saranno raggiunte con informazioni chiave sui rischi esistenti, 2,4 milioni tra bambini e adulti con iniziative di mobilitazione sociale per il cambiamento comportamentale.
Risultati raggiunti
Contro l’ultimo devastante terremoto che il 31 agosto 2025 ha colpito l’Afghanistan orientale, l’UNICEF ha immediatamente attivato la risposta sul campo, mobilitando risorse, personale ed aiuti d’emergenze per l’assistenza alle popolazioni colpite. Grazie al nostro coraggioso personale sul campo, incluso quello femminile afgano, nel corso del 2025 abbiamo fornito supporto medico a ben 20.837.394 persone tramite centri e operatori sanitari, con 11.043.818 bambini raggiunti con assistenza umanitaria integrata.
Nel 2025, abbiamo vaccinato 8.280.596 bambini contro il morbillo e, contro la malnutrizione, 611.897 bambini in pericolo di vita hanno ricevuto terapie di cura, 2.385.998 persone con bambini piccoli consultorio nutrizionale. Almeno 2.145.414 afgani hanno avuto accesso ad acqua potabile e per l’igiene, 2.674.164 a prodotti igienico-sanitari e per l’acqua, 1.803.939 persone a servizi igienici appropriati per le differenze di genere e 2.142.533 a programmi per l’igiene. Nel coso dell’anno, n totale di 188.709 tra adulti e bambini hanno ricevuto accesso ai servizi idrici e igienico sanitari installati in scuole, centri medici e nutrizionali.
Per la protezione dell’infanzia, abbiamo sostenuto 152.947 tra bambini ed adulti con minori con supporto psicosociale e per la salute mentale, 603.825 con educazione sui rischi di mine ed ordigni esplosivi, 197.184 tra uomini, donne e bambini contro le violenze di genere, almeno 423.549 persone con interventi di sensibilizzazione per la prevenzione di abusi e sfruttamento sessuale. Per il diritto all’istruzione, ben 3.730.089 bambine e bambini hanno ricevuto supporto d’emergenza nella scuola ordinaria, 442.011 hanno beneficiato di attività educative attraverso Scuole di comunità (CBS), Centri di recupero scolastico accelerato (ALC) e Spazi temporanei per l’apprendimento (TLS).
Contro i rischi posti da emergenze ed epidemie, nel 2025 abbiamo raggiunto 14.102.580 persone con informazioni salvavita, 3.596.207 con attività di sensibilizzazione e mobilitazione sociale per il cambiamento comportamentale. Almeno 291.989 persone sono state assistite con sistemi di riscontro sui bisogni della vita quotidiana, 20.758 famiglie con sussidi d’emergenza in denaro per il necessario contro il rigido inverno afgano e per altre esigenze primarie, 66.770 con assistenza sociale finanziata dall’UNICEF. Almeno 90.983 tra donne e ragazze hanno beneficiato di informazioni, servizi e formazione sulle condizioni di genere attraverso spazi protetti, 4.537 gli operatori di prima linea formati sull'inclusione di genere, 2.541 sulla prevenzione di abusi e sfruttamento e la documentazione dei casi.
Pagina aggiornata al 10 marzo 2026
AFGHANISTAN - Appello d'Emergenza UNICEF HAC 2026_Dicembre 2025pdf / 694 kb
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DownloadAFGHANISTAN - L'Azione Umanitaria dell'UNICEF_Agosto 2021pdf / 1.97 Mb
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