Emergenze

Afghanistan

L'Afghanistan, da sempre uno dei luoghi più pericolosi per essere un bambino, vive oggi un’emergenza complessa e composita, entrata in una nuova fase, più drammatica ed insidiosa, dopo i rivolgimenti politici e socioeconomici che hanno sconvolto il paese nel 2021. Oltre 24,4 milioni di persone - più della metà della popolazione - hanno bisogno di urgente assistenza umanitaria: 12,9 milioni sono bambini sotto i 18 anni.

In un paese già colpito da quattro decenni di conflitti, calamità naturali ricorrenti, povertà cronica ed epidemie, ed ora dalla devastante pandemia di COVID-19, il livello di sofferenza è oggi pressocché senza precedenti.

L’emergenza che vive l’Afghanistan, prolungata negli anni, vede sovrapporsi crisi molteplici, con il paese che sta affrontando simultaneamente epidemie di morbillo, diarrea acuta, febbre dengue e COVID- 19, con 18,1 milioni di persone che necessitano di assistenza medica d’emergenza. Per l’insicurezza alimentare diffusa, nel 2022 oltre 8,7 milioni di persone verseranno in condizioni di grave insicurezza alimentare, mentre la Malnutrizione Acuta ha già superato la soglia di emergenza in 27 delle 34 province: 1,1 milioni i bambini in pericolo di vita, con 1 bambino su 2 sotto i 5 anni che nel 2022 si prevede sarà gravemente malnutrito. 

Senza interventi urgenti diretti a garantire l’accesso ai servizi essenziali, ogni giorno 112 bambini perderanno la vita nel corso del 2022. Una situazione drammatica, ora ulteriormente acuita dal grave terremoto del 22 giugno nell'est del paese.

La crisi in numeri

12,9milioni

Bambini bisognosi di assistenza umanitaria

1,1milioni

Bambini a rischio di malnutrizione acuta grave

18,1 milioni

Persone in bisogno di assistenza medica

L'impatto combinato di violenze e povertà, di sfollamento di popolazioni nel paese e flussi di ritorno dall’estero, delle conseguenze  del COVID-19 e di altre gravi epidemie, come della crisi alimentare e della malnutrizione, ricade soprattutto sui più vulnerabili: bambine e bambini, donne e ragazze, famiglie in condizioni di fragilità estrema. 

A causa della siccità, il 53% dei punti di rifornimento idrico risultano prosciugati in 3 diverse province e, nei centri urbani, 8 afghani su 10 sono costretti a consumare acqua contaminata, con 15,1 milioni di persone prive d’accesso ad acqua sicura.

Anche prima della pandemia di COVID-19, 4,2 milioni di bambini - il 60% bambine – non potevano andare a scuola ed ora altri 7,9 milioni di bambini rischiano di restarne esclusi. Gli effetti della drammatica emergenza in atto, combinati con la crisi socioeconomica, hanno inoltre pressocché cancellato i meccanismi di sostentamento esistenti, e accresciuto lavoro minorile e matrimoni precoci, con oltre 4,5 milioni tra bambini e persone con in cura  minori bisognosi di servizi per la salute mentale e di supporto psicosociale.

Rimanere nel paese, per il bene dell’infanzia

Le gravi violazioni sui minori sono in aumento, come il reclutamento di bambini da parte di forze e gruppi armati. Molti i bambini traumatizzati dopo aver assistito ad atrocità commesse contro i propri cari. Alti i rischi degli ordigni esplosivi, con le l'80% di tutte le vittime costituito da bambini, già prima dell’ultimo aggravamento della crisi.

I bambini non dovrebbero pagare il peggioramento della crisi con la loro infanzia. L’UNICEF, operativo da oltre 65 anni nel paese, rimane in prima linea nella risposta umanitaria ed è impegnato a restare in Afghanistan per produrre risultati per l’infanzia: dove ci sono bambini bisognosi, l'UNICEF è presente.


Nel corso di oltre 65 anni in Afghanistan, l'UNICEF ha costruito un rapporto di fiducia con le comunità; negoziato con tutte le parti in conflitto l'accesso ai bisognosi;  intervenendo per assicurare forniture salvavita nelle circostanze più difficili.

Attraverso una pianificazione dinamica delle contingenze, l'UNICEF ha rivisto la sua strategia di risposta e adeguato gli obiettivi, l'attuazione e le modalità operative per garantire che i programmi possano essere sostenuti nell’attuale situazione in rapida evoluzione. In base all’Appello d’Emergenza per l’Infanzia per il 2022 – il più grande rilasciato per un singolo paese - l'UNICEF necessita d’oltre 2 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni di oltre 24 milioni di persone in Afghanistan, la metà delle quali sono bambini con meno di 18 anni.

L’azione dell’UNICEF

I bisogni dei bambini afghani e delle loro famiglie sono senza precedenti. Per rispondere alla crisi, come UNICEF sosterremo interventi umanitari dando priorità alle misure salvavita, per il potenziamento immediato dei servizi nutrizionali e di salute infantile, idrici e igienico-sanitari, educativi e di protezione dell'infanzia, per prevenire il collasso dei sistemi essenziali e salvaguardare i progressi faticosamente raggiunti negli anni, incluso per i diritti delle donne e delle bambine.

Tra gli obiettivi dell’UNICEF per il 2022, da realizzare attraverso i nostri programmi d’emergenza sul campo, opereremo per la nutrizione infantile per raggiungere con terapie di cura 1,1 milioni di bambini con Malnutrizione Acuta Grave e per assistere con cure mediche più di 15,3 milioni di persone. Per l’acqua e l’igiene, essenziali anche per il contrasto al COVID-19, il nostro obiettivo è raggiungere 11,5 milioni di persone con acqua sicura e 9,2 milioni con forniture di prodotti e servizi igienico-sanitari essenziali.

Per la protezione dell’infanzia in Afganistan, miriamo a fornire a 4,2 milioni tra bambini e persone con minori sostegno psicosociale e per la salute mentale, ed assistere 1 milione di persone contro sfruttamento e abusi sessuali. Per l’istruzione delle bambine e dei bambini afghani, opereremo per il diritto allo studio e l’educazione prescolare di 7,5 milioni di minori, e per assistere con regolare formazione oltre 101.900 insegnanti, sia uomini che donne.

Questa bambina si trova presso il Community Based Education (CBE) di Miirwais Meena sostenuto dall'UNICEF. Grazie al progetto anche i bambini in comunità remote e sottoservite dove non esistono scuole formali possono ricevere un'istruzione.

Tra i risultati raggiunti nel 2021, abbiamo assistito con interventi salvavita 4.246.562 persone tra cui 3.180.003 bambine e bambini in disperato bisogno di aiuto, nonostante un anno in cui si è assistito a un aumento dei conflitti, a una gravissima siccità, molteplici epidemie e al ritiro delle forze internazionali, con una difficile transizione politica.

Nel corso dell’anno, abbiamo vaccinato 28,1 milioni di bambini contro la polio ed inserito in terapie di cura 320.523 bambini gravemente malnutriti ed in pericolo di vita. Un totale di 329.264 persone sono state raggiunte con acqua sicura e più di 648.031 con prodotti e servizi igienico-sanitari. Abbiamo assistito per la salute mentale e psicosociale più di 169.302 bambini e persone con minori, assicurando istruzione scolastica ed informale a 1.015.144 bambine e bambini. Nel 2021, più di 12,3 milioni di persone sono state assistite con informazioni sui servizi essenziali, nel drammatico caos dell’emergenza afghana,1,5 milioni mobilitate in attività sociali.

Pagina aggiornata al 24 giugno 2022
 

Documenti disponibili

AFGHANISTAN - Appello d’Emergenza UNICEF per il 2022_Dicembre 2021pdf / 1.06 Mb

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AFGHANISTAN - Appello d’Emergenza UNICEF per il 2021_Settembre 2021pdf / 994 kb

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AFGHANISTAN - L'Azione Umanitaria dell'UNICEF_Agosto 2021pdf / 1.97 Mb

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