Dall'inizio del conflitto siriano, scoppiato nel 2011, la vita di oltre 7,5 milioni di bambini è stata completamente sconvolta. La guerra ha tolto loro la casa, la scuola e perfino la famiglia.

La portata, la gravità e la complessità dei bisogni umanitari rimangono vaste, in particolare per i più vulnerabili, a causa delle continue ostilità in diverse aree del Paese: secondo le stime della Nazioni Unite, 11 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, tra cui 4,7 milioni di bambini.

I bambini non hanno cibo, acqua pulita e spesso sono costretti a fuggire dalle loro case. Le popolazioni sfollate e quelle tornate alle terre d’origine, in particolare nel nord-est e nel nord-ovest del paese, risultano esposte a epidemie da malattie infettive a causa delle condizioni di vita insalubri, del sovraccarico dei servizi sanitari e della scarsa copertura vaccinale di routine. 

Nel Paese proseguono inoltre le gravi violazioni dei diritti dell’infanzia e del diritto internazionale umanitario, con l’uccisione e il ferimento di moltissimi bambini per l'uso persistente di ordigni esplosivi in aree civili, la distruzione delle strutture sanitarie e scolastiche e il reclutamento di bambini nei gruppi armati.

4,7 milioni

Bambini bisognosi di assistenza umanitaria

15,5 milioni

Persone senza accesso all'acqua potabile

3,1 milioni

Bambini bisognosi di assistenza nutrizionale

In Siria, la fornitura di assistenza umanitaria resta estremamente difficile a causa di combattimenti persistenti, delle condizioni di scarsa sicurezza e delle restrizioni alle possibilità di movimento.

Tra dicembre 2019 e marzo 2020, l’inasprirsi dei conflitti ha causato lo sfollamento di 1,4 milioni di persone in campi di fortuna, di cui l'80% donne e bambini. Abitazioni, ospedali, scuole e centrali idriche sono spesso bersaglio di bombardamenti indiscriminati: circa il 50% delle strutture sanitarie presenti nel paese sono parzialmente o totalmente non funzionanti.

Siria, famiglie vengono evacuate da una zona di guerra

Tra le forme più urgenti di assistenza alla popolazione vi è la nutrizione: all’interno dei confini siriani quasi 20.000 bambini sotto i 5 anni sono affetti da malnutrizione acuta grave e in serio pericolo di vita. Tra le mamme in stato di gravidanza e allattamento la situazione è altrettanto seria: nel nord-ovest della Siria una mamma su 3 è anemica, mentre in tutto il paese il numero delle donne malnutrite è raddoppiato rispetto al 2018.

Nei paesi limitrofi più della metà delle famiglie rifugiate in Iraq e l’11% di quelle in Libano a causa dei costi, della distanza e dell’indisponibilità dei servizi, ha difficoltà ad accedere all’ assistenza sanitaria. Particolarmente critica è la situazione dei bambini con disabilità fisiche o mentali: 2 bambini su 3 non hanno accesso ai servizi specialistici di assistenza di cui avrebbero bisogno.

In Siria le famiglie sono esposte a epidemie da malattie infettive a causa delle condizioni di vita insalubri, del sovraccarico dei servizi sanitari e della scarsa copertura vaccinale di routine. Secondo le stime dell'UNICEF e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 577.000 neonati hanno bisogno di vaccinazioni di routine e circa 320.000 bambini tra 1 e 5 anni non hanno ricevuto la necessaria copertura vaccinale. Inoltre, circa 15,5 milioni di persone necessitano accesso all'acqua potabile, e tra queste 6,2 milioni sono in estremo bisogno.

Anni di conflitto hanno drasticamente ridotto l'accesso ai servizi sociali essenziali: 2,1 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni non hanno accesso alla scuola e 1,3 milioni corrono il rischio di abbandonarla o di avere deficit di apprendimento. All’interno del Paese 2 scuole su 5 non possono essere utilizzate perché distrutte, danneggiate, utilizzate come riparo dalle famiglie sfollate o utilizzate per scopi militari. Per i bambini rifugiati in altri paesi la situazione è altrettanto incerta: 800.000 bambini in età scolare non hanno accesso alla scuola.

Spesso la continuità scolastica è compromessa dall’affacciarsi di situazioni estreme di povertà e di incertezza economica che inducono allo sfruttamento dei minori come i matrimoni precoci e il lavoro minorile, presente soprattutto nell’area di Deir el-Zor nella Siria Orientale e nella città di Al-Raqqa.

L’azione dell’UNICEF

La risposta al complesso dell’emergenza siriana dell’UNICEF si attua attraverso i 3 centri operativi di Damasco, Gaziantep e Amman.  Nel settore Nutrizione, operiamo con servizi di assistenza e di prevenzione verso i soggetti maggiormente vulnerabili con particolare attenzione alle corrette pratiche di nutrizione infantile e nella prima infanzia e alla somministrazione di micronutrienti e per la prevenzione e terapia della malnutrizione acuta grave.  

 Dal punto di vista sanitario offriamo supporto alle vaccinazioni di routine e alle campagne straordinarie di vaccinazione contro polio e morbillo, visite mediche primarie nelle zone colpite dalla guerra e nei paesi limitrofi dove si trovano rifugiati siriani, e formazione degli operatori sanitari locali e dei volontari di comunità.

Nel 2019 l’UNICEF ha vaccinato oltre 3,3 milioni di bambini siriani contro la polio e 750.000 bambini hanno beneficiato di vaccinazioni di routine o di campagne di vaccinazione d’emergenza contro il morbillo.

Iraq, una bambina rifugiata siriana viene vaccinata contro la polio

Nel settore Acqua e Igiene la strategia umanitaria dell’UNICEF si concentra sul ripristino e sulla manutenzione delle infrastrutture idriche e igienicosanitarie, per potenziare gli interventi diretti a sostenere la resilienza delle popolazioni colpite.

Nel 2019 abbiamo fornito accesso ad acqua pulita ad oltre 5,3 milioni di persone in Siria, Giordania, Libano e Iraq grazie al potenziamento dei sistemi idrici e quasi 2 milioni di persone hanno avuto acceso ad acqua potabile e a servizi igienico-sanitari di base.

Nel settore istruzione l’UNICEF lavora affinché sia fornito un accesso equo all’educazione, favorendo opportunità di apprendimento alternative: nel 2019 quasi 3 milioni di bambini hanno avuto accesso a programmi di istruzione ordinaria e informale, in Siria e nei paesi limitrofi. 

 Oltre ciò operiamo per favorire un accesso equo a servizi strutturati di Protezione dell’infanzia, anche per i bambini con disabilità, potenziando la qualità dei servizi di protezione dell’infanzia a livello comunitario, agevolando gli interventi di supporto psicosociale e migliorando la qualità dei servizi specialistici per i sopravvissuti a violenza, sfruttamento e abuso nelle comunità locali. Solo nel 2019 abbiamo fornito assistenza psicosociale a 1 milione di bambini in Siria e nei paesi limitrofi.

Documenti disponibili

Rapporto UNICEF - 9 anni di guerra in Siriapdf / 2.12 Mb

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SIRIA - Appello d'Emergenza UNICEF per il 2020pdf / 360 kb

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Siria: la crisi in numeri. Dicembre 2020pdf / 345 kb

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