A 10 anni dall’inizio del conflitto, la crisi in Siria resta tra le più gravi emergenze al mondo. Portata, gravità e complessità dei bisogni umanitari rimangono vastissime, specialmente per i più vulnerabili, a causa delle continue ostilità in diverse aree del Paese: 13 milioni di persone necessitano assistenza, tra cui 6,1 milioni di bambini sotto i 18 anni; 2,6 milioni i minori sfollati all’interno del paese, 2,5 milioni quelli rifugiati nei paesi limitrofi. Dopo 10 anni di guerra, il 90% dei bambini è in disperato bisogno di assistenza umanitaria.

L'impatto socioeconomico della pandemia di coronavirus (COVID-19) sta colpendo in modo durissimo famiglie e bambini. Anni di conflitto hanno drasticamente ridotto l'accesso a cibo, acqua pulita e servizi di base, con le misure di contenimento del COVID-19 che ora limitano ancor di più l'accesso a vaccinazioni, istruzione, protezione e sostegno psicosociale.

Le popolazioni sfollate e quelle tornate alle terre d’origine, in particolare nel nordest e nel nordovest del Paese, sono particolarmente vulnerabili al COVID-19 e ad altre epidemie, per le condizioni di vita insalubri, il sovraccarico dei servizi sanitari, la scarsa copertura vaccinale.

Gravi violazioni dei diritti dell’infanzia e del diritto internazionale umanitario proseguono impunemente, con l’uccisione e il ferimento di moltissimi bambini, per l'uso indiscriminato di ordigni esplosivi in aree civili, la distruzione delle strutture sanitarie e scolastiche e il reclutamento di bambini nei gruppi armati: quasi 12.000 i bambini uccisi o feriti, più di 5.700 bambini reclutati nei combattimenti, alcuni con appena 7 anni d’età.

Quasi 6 milioni i bambini nati in Siria dall’inizio della guerra, nel marzo del 2011.

6,1milioni

Bambini bisognosi di assistenza umanitaria

10,7milioni

Persone senza accesso ad acqua sicura

8,1 milioni

Donne e bambini bisognosi di assistenza medica e nutrizionale

In Siria, la fornitura di assistenza umanitaria resta estremamente difficile a causa di combattimenti persistenti, delle condizioni di scarsa sicurezza e delle restrizioni alle possibilità di movimento.

Tra dicembre 2019 e agosto 2020, l’inasprirsi de ha causato lo sfollamento di 940.000 persone nel nord-ovest del paese - tra cui 194.000 donne e 566.000 bambini minori di 18 anni, che si aggiungono alle oltre 2,7 milioni di persone già sfollate, con abitazioni, ospedali, scuole e centrali idriche spesso bersaglio di bombardamenti indiscriminati. Il nordest del Paese rimane un ambiente operativo complesso, con i campi sfollati di Al-Hol, Al-Roj e Ruabak  interamente dipendenti dall'assistenza umanitaria, ma sempre più difficilmente raggiungibili.

Siria, famiglie vengono evacuate da una zona di guerra

Anni di conflitto in Siria hanno drasticamente ridotto l'accesso ai servizi essenziali: 8,1 milioni le donne e i bambini che necessitano di assistenza medica e nutrizionale; 10,7 milioni le persone che hanno bisogno di accedere ad acqua sicura e servizi igienico-sanitari, di cui 3 milioni in drammatico bisogno. In aggiunta, mezzo milione di bambini sono affetti da malnutrizione cronica e 137.000 bambini sotto i 5 anni da malnutrizione acuta, che aumenta il rischio di malattie prevenibili e persino il pericolo di morte. Più di 9,3 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare, con altri 2 milioni a
rischio, un aumento del 42% nel corso del 2020.,con il prezzo medio del paniere alimentare aumentato del 230%.

Le misure di contenimento dell’emergenza COVID-19 in Siria stanno limitando ulteriormente l'accesso ai servizi, in particolar modo a quelli per le vaccinazioni di routine, l’istruzione, di protezione, per la gestione dei casi individuali, per la salute mentale e di sostegno psicosociale. Nei paesi limitrofi che ospitano i rifugiati siriani, il COVID-19, unito ad altre crisi, ha causato la perdita di 8-15 punti percentuali nella crescita del PIL, in paesi già allo stremo.

In Siria, l’obiettivo dell’UNICEF è raggiungere 9,1 milioni di persone, di cui 5,5 milioni minori, tra i più bisognosi: 3,2 milioni di bambini con vaccini antipolio,1,8 milioni di donne e bambini con assistenza medica primaria, 960.000 tra bambini e donne in gravidanza e allattamento con micronutrienti, 13.500 bambini con malnutrizione acuta grave con terapie di cura. Per l’acqua e l’igiene, fondamentali contro il COVID-19, l’UNICEF fornirà a oltre 4,1 milioni di persone acqua sicura da bere, per l’uso domestico e l’igiene personale; 550.000 persone saranno assistite per il lavaggio delle mani. Nei paesi vicini che accolgono i rifugiati siriani, l’obiettivo dell’UNICEF (LINK APPELLO RIFUGATI) è supportare 4,8 di persone, di cui 3,8 milioni di minori, tra siriani e comunità ospitanti.

Il conflitto, e ora il COVID-19, complicano l'accesso ad istruzione servizi sociali: in Siria, 2,45 milioni di bambini non hanno accesso alla scuola, di cui il 40% sono femmine; 1 scuola su 3 è fuori uso perché distrutta, danneggiata, utilizzata come rifugio o per scopi militari. Oltre 7 milioni di bambini e insegnanti necessitano aiuto per l’istruzione, 5,7 milioni di minori di servizi di protezione: 2.600 comunità sono disseminate di esplosivi, con 11,5 milioni di persone a rischio, tra cui 3,1 milioni di minori. Donne e ragazze restano le prime vittime delle violenze di genere. In Siria, quasi l'80% della popolazione vive in povertà; nei paesi limitrofi, quasi 750.000 bambini rifugiati siriani in età scolare non frequentano la scuola, quasi 1 bambino su 3.

L’UNICEF fornirà assistenza per i servizi essenziali, a 1,7 milioni di  bambini per l’educazione nelle scuole ordinarie e 400.000 con istruzione informale. Per la protezione, 2,3 milioni di minori beneficeranno di educazione sui pericoli di ordigni inesplosi, 415.000 bambini e adulti di programmi per salute mentale e sostegno psicosociale. Più d 120.500 donne, ragazze e ragazzi saranno protette contro le violenze di genere, aiuti di primo soccorso, vestiario e coperte saranno distribuiti per proteggere 490.000 bambini e bambine dal rigido inverno.

L’azione dell’UNICEF

La risposta dell’UNICEF al complesso dell’emergenza siriana si attua attraverso i 3 centri operativi di Damasco, Gaziantep e Amman.

Nel settore Nutrizione, operiamo con servizi di assistenza e di prevenzione verso i soggetti maggiormente vulnerabili con particolare attenzione alle corrette pratiche di nutrizione infantile e nella prima infanzia e alla somministrazione di micronutrienti e per la prevenzione e terapia della malnutrizione acuta grave. Nel 2020, oltre 2,6 milioni di donne e bambini sono stati monitorati per la malnutrizione acuta grave.

Tramite il settore per la Sanità offriamo supporto alle vaccinazioni di routine e alle campagne straordinarie di vaccinazione contro polio e morbillo, visite mediche primarie nelle zone colpite dalla guerra e nei paesi limitrofi dove si trovano rifugiati siriani, e formazione degli operatori sanitari locali e dei volontari di comunità. Nel 2020, l’UNICEF ha vaccinato oltre 2,6 milioni di bambini siriani contro la polio e 481.694 con vaccinazioni di routine. Considerando gli interventi in Siria e nei paesi limitrofi che ospitano rifugiati siriani quasi 900.000 bambini sono stati raggiunti con vaccinazioni di routine o di  emergenza.

Iraq, una bambina rifugiata siriana viene vaccinata contro la polio

Nel settore Acqua e Igiene, la strategia umanitaria dell’UNICEF si concentra sul ripristino e sulla manutenzione delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, per potenziare gli interventi diretti a sostenere la resilienza delle popolazioni colpite. Nel 2020 abbiamo fornito accesso ad acqua pulita ad oltre 3,1 milioni di persone in Siria - 5,4 milioni di persone considerando anche i paesi limitrofi - grazie al potenziamento dei sistemi idrici, e quasi 906.500 hanno avuto acceso a servizi igienico-sanitari di base; oltre 1,4 milioni di persone sono state assistite con  prodotti igienico-sanitari essenziali anche per il COVID-19, incluso nelle aree difficili da raggiungere.

Nel settore Istruzione l’UNICEF lavora per assicurare un accesso equo all’educazione, favorendo opportunità di apprendimento alternative: nel 2020 più di 2,6 milioni di bambini hanno avuto accesso a programmi di istruzione ordinaria e informale. Considerando gli interventi in Siria e nei paesi limitrofi, più di 3,7 milioni i bambini sostenuti per l'accesso a programmi di istruzione ordinaria e informale.

Per la Protezione dell’infanzia, operiamo per favorire un accesso equo a servizi strutturati di anche per i bambini con disabilità, potenziando la qualità dei servizi di protezione a livello comunitario, sostenendo interventi di supporto psicosociale e migliorando nelle comunità locali la qualità dei servizi specialistici per i sopravvissuti a violenze, sfruttamento e abuso. Solo nel 2020 abbiamo fornito educazione sui pericoli delle mine a oltre1,2 milioni tra adulti e bambini  e assistenza psicosociale a più di 55.000.

Pagina aggiornata il 12 marzo 2021.

Documenti disponibili

Rapporto a 10 anni di guerrapdf / 2.75 Mb

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SIRIA - Appello d'Emergenza UNICEF per il 2021pdf / 346 kb

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Siria: la crisi in numeri. Dicembre 2020pdf / 345 kb

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