Emergenze

Bambini in fuga

Senza casa, senza famiglia, senza radici: pur sempre bambini

Milioni di bambini sono in fuga. Molti sono costretti ad abbandonare la propria casa a causa di guerre o calamità provocate dai cambiamenti climatici. Altri hanno lasciato la propria terra e i loro cari a causa di povertà e mancanza di opportunità, nella speranza di trovare una vita migliore. Troppi, affrontano pericoli, privazioni e discriminazioni lungo il loro viaggio, o restano vittime di detenzione solo perché migranti.

Questo dramma, oggi, è sotto gli occhi di tutti per l’emergenza in Ucraina, causata da una guerra sconvolgente che in Europa ha generato la crisi dei rifugiati in più rapida crescita dalla Seconda Guerra Mondiale, di cui vittime sono al 90% donne e bambini.

I bambini rifugiati e migranti, o sfollati nei loro paesi, affrontano numerosi pericoli sia durante il viaggio sia quando giunti a destinazione, avendo poche possibilità, o nessuna, di muoversi lungo percorsi sicuri e regolari insieme alle proprie famiglie, e sempre più spesso in solitudine.

Violenza, abusi, sfruttamento e discriminazioni sono solo alcuni di questi pericoli. Restano senza un’educazione appropriata e cure mediche idonee e spesso non si sentono accettati nelle comunità di arrivo: può essere molto difficile imparare una nuova lingua e integrarsi in una nuova cultura. Queste difficoltà hanno effetti fisici e psicologici a lungo termine e impediscono ai bambini in movimento di sfruttare il loro pieno potenziale.

Oltre 36,5 milioni di bambini sotto i 18 anni sono in fuga da guerre e atrocità, il numero più alto mai registrato, e che ancora non tiene conto delle crisi del 2022, tra cui il dramma degli sfollati in Ucraina e dei rifugiati nei paesi di arrivo. Nel 2021, 12,5 milioni di bambini risultavano rifugiati e 1,2 milioni richiedenti asilo in paesi stranieri, 22,8 milioni sfollati nel proprio paese. Oltre 7,3 milioni i nuovi casi di sfollamento di minori a causa di disastri naturali. Molti altri bambini sono costretti a vivere da migranti internazionali, a causa della povertà: 36 milioni quelli con meno di 18 anni, su 281 milioni di migranti internazionali nel 2020.

Bambini sradicati da guerre e violenze (dati 2022 su statistiche 2021)

36,5milioni

I bambini in fuga nel mondo nel 2020

13,7milioni

Sono bambini rifugiati o richiedenti asilo

22,8milioni

Sono bambini sfollati nei loro stessi paesi

L'impatto del COVID-19

Il COVID-19 rappresenta una nuova ed ulteriore minaccia per i bambini in fuga da guerre, calamità e povertà. Le condizioni spesso fatiscenti in cui vivono, con accesso limitato all'acqua pulita, ai servizi igienico-sanitari e all'igiene, in luoghi spesso sovraffollati senza il minimo distanziamento di sicurezza, li rendono particolarmente vulnerabili mentre la disinformazione sulla diffusione del COVID-19 esacerba xenofobia e discriminazione di cui molti già soffrivano.

I lavoratori migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo, le persone sfollate e le loro famiglie vivono spesso nelle aree urbane più svantaggiate, o in campi d’accoglienza e siti abitativi di fortuna, dove l'accesso ai servizi essenziali era già limitato prima del Covid-19. Bambini migranti e rifugiati possono ritrovarsi anche confinati in centri di detenzione, separati dalle loro famiglie o vulnerabili per disabilità  e più difficili da raggiungere con informazioni accurate nella lingua che comprendono.

L'esclusione dai sevizi essenziali, incluse le vaccinazioni contro il COVID-19 avrà conseguenze a lungo termine sulla coesione sociale e sulla stabilità socioeconomica: non solo un rischio immediato per la salute delle comunità ma anche di xenofobia e discriminazione.

La crisi dei rifugiati siriani: tra le più gravi al mondo

La crisi dei rifugiati siriani resta tra le più gravi crisi al mondo in termini di popolazioni costrette ad abbandonare il loro paese, con più di 5,7 milioni di persone registrate come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto, tra cui 2,7 milioni di bambini. Se con i rifugiati si considerano le comunità che li ospitano nei vari paesi, sono più di 19,8 milioni le persone bisognose di assistenza: 6 milioni sono bambini e minori di 18 anni.

Senza alcuna conclusione in vista, le popolazioni rifugiate vivono tuttora in campi d’accoglienza, insediamenti di fortuna e tra le comunità ospitanti, con loro vittime della crisi in atto. Se con i rifugiati si considerano le comunità che li ospitano nei vari paesi, oltre 20,6 milioni di persone hanno bisogno assistenza: 5,8 milioni sono bambini e minori di 18 anni.

Ad acuire la vulnerabilità di bambini e famiglie, la pandemia di COVID-19, che compromette ulteriormente le possibilità di sostentamento, la salute e l'accesso ai servizi delle famiglie rifugiate e di quelle delle comunità ospitanti, aggravando insicurezza alimentare e povertà infantile, e pregiudicando coesione sociale e le generali condizioni dell’infanzia nei paesi colpiti.

L’UNICEF opera sia interventi d’emergenza in Siria sia per i rifugiati siriani nei paesi limitrofi; per alleviare le sofferenze di un conflitto che dura ormai da 11 anni. Per l’assistenza all’ondata di rifugiati giunti in Europa sin dal 2015 lungo la rotta del Mediterraneo orientale, operiamo attraverso programmi d’emergenza nei paesi europei ad alto e medio reddito.


L'UNICEF assiste sia i bambini e i minori rifugiati nei campi d’accoglienza, in sistemazioni di fortuna o in aree urbane, sia i bambini vulnerabili delle comunità ospitanti. Per il 2022 miriamo ad assistere 4,8 milioni di persone, di cui 3,4 milioni tra bambini  sotto i 18 anni: tra i nostri obiettivi, raggiungere 700.300 persone con acqua sicura e aiuti igienico-sanitari, fondamentali anche contro il COVID-19; 1,8 milioni di bambini per l’istruzione, 260.000 famiglie con sussidi di emergenza in denaro, 57.500 tra donne e bambini contro le violenze di genere.

L’Appello d’Emergenza per il 2022 prevede necessari 910 milioni di dollari per i bisogni immediati dei rifugiati siriani e delle comunità ospitanti, e per contrastare l’impatto della pandemia di COVID-19.

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RIFUGIATI SIRIANI - Appello d’Emergenza UNICEF per il 2022_Dicembre 2021pdf / 813 kb

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Libia: i bambini del paese, con quelli sfollati e migranti, i più vulnerabili

In Libia instabilità politica, conflitti armati e tribali, crisi economica ed impatto del COVID-19 alimentano una crisi umanitaria di cui popolazioni sfollate e migranti sono le vittime più vulnerabili, ora colpite anche dal COVID-19. Più di 803.500 persone, tra cui oltre 321.430  bambini sotto 18 anni, necessitano di urgente assistenza umanitaria.

I bambini e le loro famiglie sono vittime del rapido deterioramento dei servizi pubblici - in particolare quelli educativi e sanitari - dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei carburanti, della mancanza di alloggi e di mezzi di sussistenza, e dei notevoli problemi legati alla protezione della popolazione.

La Libia rappresenta inoltre un paese sia di destinazione sia di transito di rifugiati e migranti in fuga da guerre e povertà: almeno 598.000 nel 2021, di cui circa 59.800 minori, 12.000 dei quali non accompagnati. Rifugiati e migranti che sono particolarmente vulnerabili per rischi di protezione che corrono nel paese, inclusa la detenzione solo a causa dello status migratorio, e per la mancanza di accesso ai servizi sociali essenziali, incluso per il COVID-19.


L'UNICEF opera in Libia combinando strategia umanitaria, di sviluppo e di costruzione della pace, restando pronti a rispondere rapidamente a possibili nuove emergenze. Per il 2022 miriamo a raggiungere con assistenza umanitaria oltre 472.700 persone, tra cui 321.400 bambini e adolescenti sotto i 18 anni.  

Tra i nostri obiettivi vi è l’assistenza medica per oltre 120.000 donne e bambini e consultorio nutrizionale per 40.000 persone con in cura neonati e bambini con meno di 2 anni. Assisteremo 58.800 persone con quantità adeguate di acqua sicura, indispensabile anche per il COVID-19, e oltre 269.2500 tra bambini ed adulti con minori con sostegno psicosociale e per la salute mentale. Per i rifugiati e i migranti che arrivano dalla Libia nel nostro paese per raggiungere l’Europa, operiamo con programmi d’emergenza in Italia e nei paesi europei a medio ed alto reddito.

L’Appello d’Emergenza dell’UNICEF per il 2022 prevede necessari 55,4 milioni di dollari per la risposta alla crisi in Libia.

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LIBIA - Appello d’Emergenza UNICEF per il 2022_Dicembre 2021pdf / 927 kb

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Grecia, migranti siriani approdano all'isola di Lesbo

Haiti: fattori concomitanti di una crisi drammatica per l’infanzia

Il terremoto di magnitudo 7,2 del 14 agosto 2021 ha acuito ad Haiti una situazione umanitaria drammatica, caratterizzata da diversi e concomitanti fattori di vulnerabilità: crisi politica e socioeconomica persistenti, aumento dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione, violenza diffusa causata da bande criminali e sfollamento della popolazione, la pandemia di COVID-19, l’espulsione dei migranti haitiani dagli altri paesi americani, e i problemi legati alle migrazioni tra Haiti e Repubblica Dominicana. A causa dell’emergenza in atto, oltre 4,4 milioni di persone necessitano urgente assistenza umanitaria: 2,1 milioni sono bambini sotto i 18 anni d’età.

Oltre 2.200 i morti, 12.000 i feriti e 130.000 le abitazioni distrutte o danneggiate dal terremoto, con centinaia di migliaia di persone senza casa e in bisogno assistenza. Il sisma ha colpito un paese ancora sotto shock per l'assassinio del presidente Jovenel Moïse, il 7 luglio 2021, e teatro d violenze tra bande che hanno colpito 1,5 milioni di persone e causato lo sfollamento di 19.000. Il rimpatrio forzato d’oltre 10.000 migranti haitiani dai paesi americani, tra cui 2.000 bambini, ha aggravato ulteriormente una crisi dove la concomitanza di catastrofi naturali e COVID-19 acuiscono ancor più le sofferenze di bambini e famiglie in povertà estrema.


Per rispondere alla crisi, UNICEF interviene per garantire servizi essenziali idrici e igienico-sanitari, educativi, sanitari e nutrizionali, di protezione dell'infanzia e assistenza sociale, operando per la preparazione alle emergenze e la riduzione dei rischi di catastrofi . Per il 2022 il nostro obiettivo è fornire assistenza umanitaria a quasi 953.800 persone, di cui oltre 521.900 bambini sotto i 18 anni, compresa acqua sicura per 604.900 persone, cure mediche per 519.902 tra donne e bambini, diagnosi della malnutrizione per 327.800 bambini e materiale didattici per 125.566.

Per il 2022, l’Appello d’Emergenza dell’UNICEF stima necessari 97 milioni di dollari per rispondere all’emergenza in atto.


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HAITI - Appello d’Emergenza UNICEF per il 2022_Dicembre 2021pdf / 1.02 Mb

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Venezuela, un paese difficile per i bambini

Il Venezuela vive il settimo anno consecutivo di crisi economica, aggravata da iperinflazione, tensioni politiche, sanzioni economiche, crescente violenza, cui si sommano gli effetti del COVID-19. Per sfuggire a povertà e violenze, molte persone sono migrate all’interno del paese, altre 5,7 milioni sono emigrate all’estero, con una preoccupante perdita di professionisti, come operatori sanitari e insegnanti. In Venezuela, a pagare le conseguenze dell’emergenza in atto sono soprattutto i bambini: su 7 milioni di persone in bisogno di assistenza umanitaria 3,2 sono bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

Crisi in atto e restrizioni per il COVID-19 hanno causato un aumento del 2.190% dei prezzi dei generi alimentari, i servizi essenziali per l’assistenza medica, l’acqua e l’energia elettrica funzionano a stento, con una diffusa penuria di cibo, medicinali e combustibili. Un'epidemia di febbre gialla ha colpito il paese, e altre malattie prevenibili tramite vaccinazione, come il morbillo e la polio, rischiano di riemergere. Nelle condizioni attuali, 116.600 bambini sono a rischio Malnutrizione Acuta, 3/4 delle famiglie non ha regolare accesso all’acqua, mentre la chiusura delle scuole ha privati 6,9 milioni di bambini di istruzione e dei servizi vitali veicolati dalle scuole, come le mense scolastiche. Con le scuole chiuse, i rischi di sfruttamento, violenze, abusi e gravidanze precoci si sono moltiplicati.

Per il 2022, l'UNICEF sosterrà una risposta multisettoriale nelle aree più vulnerabili. Saranno promossi servizi integrati per bambini e adolescenti, in particolare in campo sanitario e nutrizionale, idrico e igienico-sanitario,  di protezione dell'infanzia e di prevenzione e risposta alla violenza di genere. Obiettivo dell’UNICEF è raggiungere 4,6 milioni di persone con assistenza umanitaria, di cui 2,6 milioni di bambini sotto i 18 anni. Tra i nostri obiettivi, assisteremo 3,5 milioni di persone con acqua sicura e 465.280 con consultorio nutrizionale per i bambini nei primi 2 anni di vita, assistendo sostenendo 160.200 tra bambini e persone con minori per la salute mentale e psicosociale. Oltre 1,3 milioni i bambini da raggiungere con materiale didattico, per il diritto all’istruzione.

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Rifugiati Rohingya e e disastri naturali in Bangladesh

Dopo la fuga di massa di centinaia di migliaia di persone dalle violenze in Myanmar nell’agosto del 2017, oltre 895.000 rifugiati Rohingya – in maggioranza donne e bambini - vivono in campi sovraffollati del distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh, dipendendo quasi interamente dagli aiuti umanitari. Da allora vivono in condizioni estremamente precarie, ora duramente aggravate dal COVID-19: il Bangladesh, uno dei paesi più densamente popolati del pianeta, è tra i primi 30 paesi  al mondo per numero di casi COVID-19.

Ad oggi, i Rohingya restano tra i più vulnerabili, con la pandemia di COVID-19, gli incendi ripetuti nei campi, i casi diffusi di diarrea acuta e colera, le alluvioni e le frane causate dalle piogge monsoniche che ne hanno ulteriormente aggravato le condizioni di vita, soprattutto per donne e bambini.

Ma in Bangladesh, un paese sconvolto da alluvioni e cicloni ricorrenti, acuiti dai cambiamenti climatici, è l’intera popolazione in bisogno di aiuto: più di 6 milioni le persone colpite dalle alluvioni causate ogni anno dalle piogge monsoniche, il 43,6% delle quali bambini sotto i 18 anni, oltre 173,7 milioni quelle bisognose d’assistenza umanitaria, inclusi 62 milioni di minori, quanto l’intera popolazione italiana. 

Per il 2022, l’UNICEF continuerà a fornire servizi salvavita per i bambini e le famiglie Rohingya, sostenendo le comunità che li ospitano. In tutto il paese, opereremo per mitigare l’impatto del COVID-19 e delle calamità naturali, a sostegno dei bambini e delle famiglie più vulnerabili.

Il nostro obiettivo è raggiungere con supporto umanitario 18 milioni di persone, tra cui 13,1 milioni di bambini sotto i 18 anni, tra cui i bambini rifugiati Rohingya. Tra i nostri interventi, vi è assicurare assistenza medica e 3,7 milioni di donne e bambini e acqua sicura  per 3,1 milioni di persone, fornire sostegno psicosociale e per la salute mentale a 10 milioni tra bambini e persone con minori, raggiungere 734.300 minori di bambini con materiale didattico individuale.

Per il 2022, l’Appello d’Emergenza dell’UNICEF stima necessari 317,2 milioni di dollari per la crisi complessa che colpisce il Bangladesh.

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Repubblica Democratica del Congo: un’emergenza tra le più complesse al mondo

Sconvolgente la portata e complessità dell’emergenza nella Repubblica Democratica del Congo a causa di povertà cronica, conflitti armati ricorrenti, malnutrizione acuta e gravi epidemie, tra cui ora il COVID-19. Oltre 27 milioni le persone bisognose d’assistenza umanitaria: 15,8 milioni sono bambini e minori di 18 anni.

Il paese è afflitto da moltitudine di crisi complesse e concomitanti. Oltre 5,5 milioni di persone, tra cui 3,2 milioni di bambini e 1,2 milioni di donne, sono sfollate, il 90% per i conflitti nella province orientali. Quasi la metà del paese è colpito da un’emergenza nutrizionale drammatica, con 1,6 milioni di bambini affetti da Malnutrizione Acuta Grave e in pericolo di vita. Ricorrenti le epidemie di Ebola, morbillo, meningite, colera e peste, che pongono ulteriore pressione sul già fragile sistema sanitario. Oltre 6,6 milioni le persone prive d’accesso ad acqua pulita e a servizi igienico-sanitari di base.

Con l'intensificarsi dei conflitti sono aumentate anche le gravi violazioni ai danni dell’infanzia - quali uccisioni, mutilazioni, reclutamento nei gruppi armati e attacchi contro scuole e ospedali – ed elevatissimi sono i casi di violenze di genere, di sfruttamento e di abusi sessuali. Nelle condizioni attuali, più di 4,4 milioni di bambini hanno urgente bisogno di protezione, 1,4 milioni di sostegno per l’istruzione.


Come UNICEF siamo in prima linea in tutto il paese per far fronte ai gravi bisogni umanitari della popolazione. Per il 2022, il nostro obiettivo è raggiungere con assistenza umanitaria 3,5 milioni di persone, tra cui 2,4 milioni di bambini sotto i 18 anni. Tra gli interventi, sottoporre a terapie di cura 538.400 bambini in pericolo di vita per Malnutrizione Acuta Grave, vaccinare 1,1 milioni di bambini contro il morbillo, assistere 1,5 milioni di persone con acqua sicura e 400.000 tra bambini e adulti con minori per la salute mentale e psicosociale. 

Per il 2022, l’Appello d’Emergenza dell’UNICEF stima necessari 356,4 milioni di dollari per una risposta multisettoriale e integrata, in soccorso dei bambini vittime della crisi umanitaria in atto. 

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Il piccolo Havugimana (5 anni), aspetta di essere visitato per malnutrizione nel centro sanitario di Kizimba, Nord Kivu.

Sud Sudan: tra conflitti, cambiamenti climatici e assenza di servizi

Il Sud Sudan vive crisi umanitarie molteplici e complesse, per gli effetti cumulativi di anni di conflitti, vulnerabilità croniche, servizi precari, siccità, insicurezza alimentare e nutrizionale, inondazioni ed epidemie, tra cui il COVID-19.  Gli effetti dei cambiamenti climatici continuano a ripercuotersi sulle vite, sui mezzi di sussistenza e sulle possibilità di accesso ai servizi della popolazione. A causa di crisi cicliche e prolungate, più di 8,3 milioni di persone bisognose di assistenza: 4,5 milioni sono bambini e minori di 18 anni. 

Circa il 75% di tutte le morti infantili sono dovute a malattie prevenibili tramite vaccinazione. Degli 1,4 milioni di bambini sotto i 5 anni gravemente malnutriti, quasi 313.400 bambini soffrono di Malnutrizione Acuta Grave e sono in serio pericolo di vita. Il numero di bambini senza accesso a scuola ha raggiunto i 2,8 milioni nel 2020, anche a causa del COVID-19. Più di 5,2 milioni di persone sono bisognose assistenza sanitaria di base, 5,9 milioni sono prive d’acqua sicura, 2,7 milioni tra bambini e persone con in cura minori necessitano servizi di supporto.

Per il 2022, l'UNICEF mira a raggiungere più di  6,3 milioni di persone in grave difficoltà, con particolare attenzione alle comunità più svantaggiate, tra cui 4,1 milioni di bambini sotto i 18 anni in condizioni di vulnerabilità: il 90% di quelli bisognosi di assistenza. Tra i nostri obiettivi vi è assistere con terapie salvavita 241.500 bambini con Malnutrizione Acuta Grave e in pericolo di vita ed oltre 2,9 milioni con vitamina A. Opereremo per assicurare a oltre 917.900 bambini l’accesso all’istruzione e a 1,4 milioni di persone forniture di prodotti e servizi igienico-sanitari essenziali.

L’Appello d’Emergenza dell’UNICEF per il 2022 prevede necessari 183,6 milioni di dollari per la risposta umanitaria in Sud Sudan.

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L'azione dell'UNICEF: per ogni bambino le giuste opportunità

Un bambino rifugiato è un bambino costretto alla fuga in un paese straniero, nella speranza, quando vi riesce, di ottenerne asilo. Un bambino sfollato è un bambino che ha dovuto abbandonare la propria casa, per cercare accoglienza e assistenza, seppur all’interno del suo paese. Guerre e violenze la causa prima, con le calamità provocate dai cambiamenti climatici che sempre di più sradicano i bambini dalle loro terre. Un bambino migrante è un bambino in fuga dal proprio paese per miseria e povertà, nella speranza di un futuro migliore, intraprendendo viaggi che spesso ne mettono a rischio vita e incolumità psicologica. Ma un bambino è sempre un bambino, ed è prima di tutto e soprattutto un bambino: dalla nascita all’adolescenza e sino alla maggiore età.

L’UNICEF lavora in tutto il mondo per assicurare ai bambini rifugiati, sfollati o migranti che i loro diritti siano rispettati. Forniamo aiuti umanitari salvavita nei campi profughi e sfollati. Allestiamo Spazi a misura di bambino, ovvero luoghi sicuri dove i bambini possano giocare e ricevere educazione ed assistenza, e centri per mamme e bambini, dove le madri possano nutrire i loro piccoli e le famiglie separate possano riunirsi. 

Assistiamo i governi nazionali e le istituzioni locali per leggi, politiche e servizi che siano inclusivi per tutti i bambini, e che si adattino alle loro esigenze specifiche, siano essi rifugiati, sfollati o migranti: sostenendoli non solo per la sopravvivenza, ma per crescere sani e sviluppare le proprie capacità, quali che siano le condizioni di vita precarie cui sono costretti.

Operiamo perché le famiglie possano riunirsi, e per porre fine alla detenzione dei bambini solo perché migranti, supportando le istituzioni per soluzioni alternative, basate sulla comunità e sulla famiglia. Lavoriamo con i governi, il settore privato e la società civile per offrire a bambini e giovani in movimento opportunità di inclusione all'avanguardia, coinvolgendoli, mobilitandoli e facendo sentire la loro voce. Raccogliamo, analizziamo e diffondiamo dati ed evidenze sulla situazione e le esperienze personali di bambini e giovani adolescenti in movimento, per informare le istituzioni e sensibilizzare le comunità che li ospitano.

Il "Global Refugee Compact": un patto per la Comunità Internazionale

Il  Global  Refugee  Compact è un trattato internazionale che pone le basi per una risposta più forte, più prevedibile e più equa alle grandi crisi dei rifugiati. Adottato nel 2018 offre alla Comunità Internazionale e ai paesi ospitanti una tabella di marcia per includere meglio i rifugiati nei sistemi nazionali, nelle società e nelle economie, per consentire loro di contribuire alle loro nuove comunità e di garantire il proprio futuro. 

I quattro obiettivi principali del Patto sono:

  1. allentare le pressioni sui paesi ospitanti;
  2. aumentare l'autosufficienza dei rifugiati;
  3. ampliare l'accesso al reinsediamento e ad altre soluzioni;
  4. sostenere le condizioni nei paesi di origine affinché i rifugiati tornino in sicurezza e dignità.


L'UNICEF è attivamente impegnato nel Global Compact on Refugees
e sta lavorando per contribuire a raggiungere i suoi obiettivi. Abbiamo documentato le buone pratiche del nostro lavoro in tutto il mondo a sostegno dei bambini e dei giovani rifugiati, così come quelle delle comunità ospitanti. 

Il "Global Compact for Migration"

Il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration è un accordo storico che per la prima volta riconosce che i bambini sono parte centrale per la gestione delle migrazioni, che dimostra che l'Agenda d'azione in 6 punti dell'UNICEF è praticabile e costituisce una cornice per dare applicazione all’accordo.

L'UNICEF ha partecipato attivamente ai 18 mesi di negoziati che hanno portato all’adozione del documento finale, nel dicembre 2018, anche facilitando la partecipazione attiva dei giovani migranti a questo processo. L'UNICEF opera per tradurre gli impegni che i governi hanno assunto per un cambiamento reale, e un impatto positivo nella vita dei bambini in movimento in tutto il mondo.

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Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migrationpdf / 482 kb

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L'azione dell'UNICEF: i risultati raggiunti

Nel 2020 l'UNICEF ha operato a livello globale per proteggere i diritti dei bambini rifugiati, sfollati e migranti attraverso programmi mirati in almeno 126 paesi. Tra i risultati raggiunti nel 2020 abbiamo assistito più di 3,2 milioni di famiglie in movimento con messaggi sulla prevenzione del COVID-19 e per l'accesso ai servizi esistenti.

Abbiamo fornito acqua sicura da bere, per cucinare e per l’igiene personale per oltre 2,6 milioni di famiglie in movimento, distribuendo aiuti essenziali per l’acqua e l’igiene. Abbiamo assicurato assistenza medica primaria per la salute materna e infantile di più di 900.000 bambini e donne in movimento, tra cui assistenza prenatale, parto e postnatale, attraverso il sostegno a operatori sanitari locali nelle comunità sostenuti e alle strutture sanitarie.

Più di 30.000 minori stranieri non accompagnati sono stati assistiti con programmi mirati e modalità di assistenza alternative, mentre oltre 4 milioni di bambini in movimento hanno avuto accesso all'istruzione ed oltre 2,3 milioni di bambini in movimento hanno beneficiato di apprendimento a distanza o su base domiciliare.


Pagina aggiornata al 17 giugno 2022

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