Emergenze

Rifugiati e Migranti in Europa

Dal 2014 ad oggi sono più di 2,2 milioni le persone che hanno attraversato il mediterraneo in fuga da guerre, violenze e povertà, nella speranza di raggiungere l’Europa per una vita migliore.

Oltre 21.800, nel Mare Nostrum, vi hanno perso la vita. Molti, troppi, erano bambini, morti soli, o con le proprie madri o famiglie. Tanti erano giovani e adolescenti: ragazze e ragazzi che, il più delle volte, viaggiavano non accompagnati da familiari o adulti. 

Più di 95.000 persone, tra rifugiati e migranti, sono giunte in Europa nel 2020 - l'anno del COVID-19 - in condizioni spesso disastrose: uno su 5 era un bambino o un adolescente con meno di 18 anni. Più di 96.500 gli arrivi nell'anno in corso, di cui 1 su 5 minori. Spesso in fuga dai conflitti, insicurezza e povertà che colpiscono Medioriente e Nord Africa, Africa sub-sahariana e Asia centrale e meridionale, e la cui vulnerabilità è ora pericolosamente aggravata dal COVID-19. 

Oltre 58.500 i minori rifugiati e migranti presenti in Italia, Grecia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Montenegro e Serbia, i paesi oggi più colpiti dall’emergenza, nei primi 6 mesi del 2021. Molti dipendenti dall’assistenza umanitaria per la stessa sopravvivenza: tra questi, 11.250 minori stranieri non accompagnati (MSNA). 

In Italia, gli arrivi via mare sono triplicati nel 2020 rispetto al 2019, i MSNA aumentati del 178%: adolescenti che hanno intrapreso da soli la traversata del Mediterraneo, senza le loro famiglie o adulti che se ne prendessero cura. Oltre 52.465 gli arrivi al 31 ottobre 2021: 1 su 5 sono minori.

La crisi in numeri

2,2milioni

Rifugiati e Migranti in Europa dal 2014

96.500

Rifugiati e Migranti nei primi 10 mesi del 2021

1su 5

Bambini e adolescenti minori di 18 anni

La pandemia di COVID-19: l'impatto sui bambini rifugiati e migranti

Con la pandemia di COVID-19 che continua a sconvolgere paesi e continenti, l’emergenza dei rifugiati e migranti in Europa assume connotati ancora più complessi e di maggior rischio. La chiusura delle frontiere e i divieti alla circolazione disposti dai governi nazionali per fronteggiare l'emergenza COVID-19 hanno fortemente limitato la mobilità di rifugiati e migranti, con molti rimasti bloccati lungo i confini dei vari paesi, o in centri d’accoglienza sovraffollati e insediamenti informali, in condizioni precarie, quando non disastrose.

Una situazione che aggrava la pregressa vulnerabilità alle malattie respiratorie, per situazioni abitative di sovraffollamento, condizioni e misure igieniche e sanitarie inadeguate, nutrizione carente e stress psico-fisico elevato. La pandemia acuisce la vulnerabilità sia nell’immediato sia nel lungo periodo, tanto per la salute che per le generali condizioni di vita: per l’accesso limitato ai servizi essenziali, di carattere sanitario, di protezione e supporto psicosociale, educativi e di inclusione sociale.

Marzo 2020, Lockdown in Italia. Il primo paese in Europa. Anche nei momenti più drammatici i team mobili UNICEF-Intersos hanno svolto attività di prevenzione e assistenza per il COVID-19 negli insediamenti informali di Roma.

I lockdown e le chiusura delle frontiere hanno portato al congestionamento delle strutture di accoglienza, limitando l’accesso ai servizi, rendendo difficile l’adozione di corrette misure igieniche e di distanziamento. Per limitare la trasmissione del virus, l’UNICEF ha integrato l’assistenza ai rifugiati e migranti nei piani nazionali di risposta al COVID-19, anche attraverso misure di comunicazione del rischio e di coinvolgimento delle comunità locali. Benché le misure mirate di assistenza rimangano molteplici, anche attraverso piattaforme online, l'accesso ai servizi sul territorio è di fatto ostacolato dall’emergenza determinata dal COVID-19.

In un tale contesto, rifugiati, migranti e operatori di prima linea segnalano un aumento dei casi di violenza sui minori, delle violenze di genere e casi crescenti di stigmatizzazione e discriminazione: bambini e adolescenti, compresi i minori stranieri non accompagnati, con il COVID-19 si ritrovano ancor di più esposti a stress psicologico, abusi sessuali e violenze. 

L'emergenza in Italia

Dopo che l'accordo UE-Turchia del marzo 2016 e la chiusura delle frontiere balcaniche hanno drasticamente ridotto il flusso di rifugiati e migranti in arrivo in Europa attraverso il Mediterraneo orientale, la rotta del Mediterraneo centrale - dalla Libia all'Italia - è a lungo risultato la principale rotta per chi fugge da guerre, persecuzioni e disperazione.

Nonostante il Memorandum d'intesa tra Italia e Libia sul contrasto all'immigrazione illegale e al traffico di esseri umani, e le restrizioni legate al COVID-19, il numero di rifugiati e migranti giunti in Italia è triplicato nel 2020, con 34.154 arrivi contro i 11.471 del 2019, e addirittura aumentato del 178% quello dei MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati). Nei  primi 10 mesi del 2021, oltre 52.400 persone, tra rifugiati e migranti, sono arrivate nel nostro paese: 1 su 5 sono bambini o adolescenti con meno di 18 anni. 

Dal 2015 ad oggi

L'emergenza migranti e rifugiati attraverso il mediterraneo

Scoppia l’emergenza: l’ondata di migranti e rifugiati in Europa. In fuga dalle guerre in Siria, Iraq ed Afghanistan e da conflitti e povertà in Africa

Bambini in movimento lungo la rotta Balcanica verso Germania ed Europa centrale. Qui una famiglia accampata ad Idomeni, al confine con la Macedonia

Rifugiati e Migranti dall’Africa lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia. L'UNICEF Italia scende in campo per prestare soccorso

Il dramma dei rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia, in fuga da guerre e povertà in Africa nella speranza di arrivare in Europa dall’Italia

L’accoglienza dell’UNICEF in Italia di rifugiati e migranti: qui alcuni ragazzi coinvolti nel progetto di educazione all'imprenditoria UPSHIFT

Uno dei progetti di inclusione e partecipazione lanciati dall'UNICEF: qui uno dei laboratori socio-educativi di U-topia, rivolto a giovani italiani, migranti e rifugiati

Con la pandemia oltre alle costanti sfide legate al bisogno di protezione e inclusione sociale, l’UNICEF ha risposto anche ai bisogni specifici dei soggetti più vulnerabili, i minorenni e giovani al di fuori del sistema d’accoglienza

Attraverso il progetto "Akelius Platform" l'UNICEF supporta i bambini migranti e rifugiati in Serbia rendendo possibile l'accesso alle lezioni online e rafforzando le loro competenze linguistiche e digitali

L'azione dell’UNICEF

L’UNICEF attua un duplice approccio di risposta all’emergenza, combinando assistenza umanitaria e piani di sviluppo delle capacità delle controparti istituzionali, per la riforma delle politiche nazionali e il supporto tecnico ad autorità e partner locali, affinché bambini e donne vulnerabili abbiano un accesso sostenibile a misure di assistenza adeguate. A tale fine, sosteniamo programmi di risposta integrata in 6 paesi colpiti dalla crisi, intervenendo operativamente in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Bulgaria, Grecia e, dal 2016, in Italia.

Tra i risultati sostenuti, solo nel 2020 abbiamo raggiunto 30.477 minori con misure di protezione dell’infanzia di qualità, tra cui 9.515 MSNA. Abbiamo sostenuto l’istruzione ordinaria o informale di 22.805 tra bambini e adolescenti e l’educazione per la prima infanzia di 323 bambini piccoli, tra 3 e i 5 anni.  Un totale di 9.372 persone a rischio o vittime di violenze di genere sono state raggiunte con assistenza, 20.523 con informazioni chiave. Abbiamo assicurato supporto medico e nutrizionale a 3.000 bambini, e per la salute materna e infantile a 3.137 madri, con 1.441 bambini piccoli raggiunti con visite mediche e vaccinazioni e 5.344 minori con servizi per l’acqua, l’igiene e aiuti di primo soccorso, incluso contro il COVID-19. 

Dall’avvio della risposta all’emergenza, a fine 2015, e la fine del 2020, abbiamo protetto e assistito in Europa oltre 351.000 minori tra bambini tra bambini e adolescenti, attraverso una vasta gamma di interventi integrati per la loro salute, protezione e inclusione sociale. Per il 2021, il nostro Appello d’Emergenza mira ad assistere 228.000 persone, tra cui 78.000 minori, compresi 8.100 MSNA, 26.950 minori con istruzione, 25.500 persone contro le violenze di genere e 183.200 con informazioni per l’accesso ai servizi disponibili.

La risposta in Italia

Dal 2016 operiamo nel nostro Paese sulla base di un accordo con le istituzioni italiane, attraverso un Piano di Risposta integrata fondato sulla strategia della One UNICEF Response, per un’attuazione congiunta dei programmi per i migranti in Italia. L’UNICEF Italia guida a livello nazionale le attività di advocacy con le istituzioni italiane, di sensibilizzazione sociale, la comunicazione con i Media e l’opinione pubblica, le attività di raccolta fondi rivolte alla società civile. L’UNICEF Internazionale, attraverso un’unità basata a Roma, guida i programmi d’attuazione diretta degli interventi in Italia.

Grazie a questa sinergia, solo nel 2020 abbiamo assistito in Italia 20.936 minori con misure di protezione, inclusi 1.114 MSNA con assistenza personalizzata, formando 1.077 operatori di prima linea sulle misure di protezione. Contro le violenze di genere, abbiamo raggiunto 1.459 tra vittime o persone a rischio, 20.523 con informazioni sui servizi esistenti, e 525 operatori sociali con relativa formazione. Per l’istruzione informale, abbiamo assistito 927 minori, e altri 5.928 ragazze e ragazzi con attività di partecipazione e inclusione sociale.

Per la risposta al COVID-19, nonostante la crisi drammatica del 2020 in Italia, abbiamo raggiunto 2.389 giovani con screening medici e oltre 2.833 con kit di prodotti d’igiene e decontaminazione, informando 163.000 persone con messaggi adattati alle diverse lingue e culture, e fornendo a 1.250 giovani opportunità di formazione, partecipazione e inclusione sociale.

Per il 2021, continueremo a garantire supporto a oltre 6.000 bambini e adolescenti con interventi di protezione, inclusione e partecipazione, formando oltre 2.000 operatori e continuando nell’azione di informazione e sensibilizzazione sociale.

Grazie alla generosità dei donatori italiani, dal 2016 ad oggi abbiamo sostenuto la risposta d’emergenza in Europa con 9.492.282  euro, di cui 5.217.495 per gli interventi in Italia: 1.117.495 euro i fondi già stanziati nel 2021 per il nostro paese.

Pagina aggiornata al 9 novembre 2021 

Documenti disponibili

Rifugiati e Migranti in Europa e Italia - Aggiornamento 34, 16 aprile 2021pdf / 4.14 Mb

Download

Programmi per i bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia - Rapporto annuale, 25 marzo 2021pdf / 2.91 Mb

Download

Appello per i Rifugiati e Migranti in Europapdf / 299 kb

Download

Salva i bambini con 9 euro al mese: 800 90 00 83

Chiama