Emergenze

Rifugiati e Migranti in Europa

Più di 2,4 milioni le persone che hanno attraversato il Mediterraneo dal 2014 ad oggi, in fuga da guerre, violenze e povertà, nella speranza di raggiungere l’Europa per una vita migliore. Oltre 23.700, nel Mare Nostrum, vi hanno perso la vita. Molti, troppi, erano bambini, morti soli, o con le proprie madri o famiglie. Tanti erano giovani e adolescenti che, il più delle volte, viaggiavano senza i familiari e non accompagnati da adulti. Oggi, al dramma degli arrivi dal Mediterraneo si aggiunge quello dei rifugiati ucraini a causa della guerra, in maggioranza donne e bambini.

Nel corso del 2021, oltre 165.500 persone sono giunte in Europa, di cui 23.000 bambini o minori di 18 anni, in condizioni spesso disastrose. Nei primi 9 mesi del 2022, gli arrivi sono stati più di 102.000, di cui oltre 21.600 minori, in fuga dai conflitti, insicurezza e povertà, che colpiscono Medioriente e Nord Africa, Africa Sub-Sahariana e Asia Centrale e Meridionale, e la cui vulnerabilità è ora aggravata dal COVID-19.

Nel 2021, l'allentamento delle misure di contenimento del COVID-19 ha permesso la ripresa dei flussi migratori. Al dicembre 2021, oltre 95.000 minori rifugiati e migranti risultavano presenti in Italia, Grecia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Montenegro e Serbia - i paesi più colpiti dall’emergenza - inclusi 16.900 minori separati dai genitori e non accompagnati da adulti.

L’Italia è il paese tra i più colpiti e che ospita il maggior numero di rifugiati e migranti in Europa: nel 2021 ha registrato più di 67.000 nuovi arrivi, il numero più alto dal 2017. Nei primi 9 mesi del 2022, gli arrivi sono stati più di 66.300 – di cui  11.900 minori – cui si aggiungono oltre 170.600 rifugiati ucraini, tra cui più di 49.000 bambini sotto i 18 anni.

La crisi in numeri

2,4milioni

Rifugiati e Migranti giunti in Europa dal 2014

165.500

Rifugiati e Migranti arrivati nel 2021

23.000

Bambini sotto i 18 anni arrivati nel 2021

La pandemia di COVID-19: l'impatto sui bambini rifugiati e migranti

Con la pandemia di COVID-19, l’emergenza dei rifugiati e migranti in Europa ha assunto connotati ancora più complessi e di maggior rischio.

La chiusura delle frontiere e i divieti alla circolazione disposti dai governi nazionali per il COVID-19 hanno fortemente limitato la mobilità di rifugiati e migranti, con molti rimasti bloccati lungo le frontiere, o in centri d’accoglienza sovraffollati e insediamenti informali, in condizioni precarie, quando non disastrose. La ripresa e l'aumento degli arrivi nel 2021 ha messo ulteriormente a dura prova la capacità dei paesi di assistere le popolazioni di rifugiati e migranti.

Ne conseguono condizioni che ne aggravano la pregressa vulnerabilità alle malattie respiratorie, le difficoltà d’accesso ai servizi igienico-sanitari, di assistenza medica e di protezione, e le opportunità di inclusione e apprendimento, con la pandemia che ne acuisce la vulnerabilità sia nell’immediato sia nel lungo periodo, tanto per la salute che per le generali condizioni di vita.

Marzo 2020, Lockdown in Italia. Il primo paese in Europa. Anche nei momenti più drammatici i team mobili UNICEF-Intersos hanno svolto attività di prevenzione e assistenza per il COVID-19 negli insediamenti informali di Roma.

Benché le misure mirate di assistenza rimangano molteplici, anche attraverso piattaforme online, l'accesso ai servizi sul territorio è di fatto ostacolato dall’emergenza determinata dal COVID-19.

I Lockdown e la chiusura delle frontiere hanno portato al congestionamento delle strutture di accoglienza, rendendo difficile l’adozione di corrette misure igieniche e di distanziamento. Le rigide misure di quarantena nei centri di accoglienza hanno creato ulteriori disagi psicosociali e inasprito le privazioni di cui soffrono bambini e adolescenti. Il distanziamento sociale ha ulteriormente limitato le opportunità educative in presenza, con la mancanza di dispositivi digitali e di connessione ad Internet che ha spesso impedito la didattica a distanza.

In tale contesto emergenziale, rifugiati, migranti e operatori di prima linea segnalano un aumento dei casi di violenza sui minori, delle violenze di genere e casi crescenti di stigmatizzazione e discriminazione: bambini e adolescenti, compresi i minori stranieri non accompagnati, con il COVID-19 si ritrovano ancor di più esposti a stress psicologico, abusi sessuali e violenze. 

L'emergenza in Italia

Dopo l'accordo UE-Turchia del marzo 2016 e la chiusura delle frontiere balcaniche, la rotta del Mediterraneo centrale - dalla Libia all'Italia - è a lungo risultata la principale via di fuga da guerre, persecuzioni e disperazione. 

Nonostante il Memorandum d'intesa tra Italia e Libia sul contrasto all'immigrazione illegale e al traffico di esseri umani, e le restrizioni legate al COVID-19, il numero degli arrivi in Italia è aumentato significativamente nel 2021: 67.040 i rifugiati e migranti giunti in Italia, un aumento del 95% rispetto ai 34.154 dell'anno precedente. Nei primi 9 mesi del 2022, gli arrivi in Italia sono risultati il 65% degli oltre 102.000 registrati sulle rotte del mediterraneo.

Nel 2021 l’Italia è risultato il paese che ospita il maggior numero di rifugiati e migranti in Europa, con 78.421 rifugiati e migranti presenti nel sistema di accoglienza italiano al dicembre 2021: tra questi, 12.284 bambini e minori non accompagnati. 

Dal 2015 ad oggi

L'emergenza migranti e rifugiati attraverso il mediterraneo

Scoppia l’emergenza: l’ondata di migranti e rifugiati in Europa. In fuga dalle guerre in Siria, Iraq ed Afghanistan e da conflitti e povertà in Africa

Bambini in movimento lungo la rotta Balcanica verso Germania ed Europa centrale. Qui una famiglia accampata ad Idomeni, al confine con la Macedonia

Rifugiati e Migranti dall’Africa lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia. L'UNICEF Italia scende in campo per prestare soccorso

Il dramma dei rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia, in fuga da guerre e povertà in Africa nella speranza di arrivare in Europa dall’Italia

L’accoglienza dell’UNICEF in Italia di rifugiati e migranti: qui alcuni ragazzi coinvolti nel progetto di educazione all'imprenditoria UPSHIFT

Uno dei progetti di inclusione e partecipazione lanciati dall'UNICEF: qui uno dei laboratori socio-educativi di U-topia, rivolto a giovani italiani, migranti e rifugiati

Con la pandemia oltre alle costanti sfide legate al bisogno di protezione e inclusione sociale, l’UNICEF ha risposto anche ai bisogni specifici dei soggetti più vulnerabili, i minorenni e giovani al di fuori del sistema d’accoglienza

Attraverso il progetto "Akelius Platform" l'UNICEF supporta i bambini migranti e rifugiati in Serbia rendendo possibile l'accesso alle lezioni online e rafforzando le loro competenze linguistiche e digitali

L'azione dell’UNICEF

L’UNICEF attua un duplice approccio di risposta all’emergenza in Europa, combinando assistenza umanitaria e sviluppo delle capacità delle controparti istituzionali, per la riforma delle politiche nazionali e il supporto tecnico ad autorità e partner locali, e un accesso sostenibile a misure di assistenza adeguate per bambini e donne vulnerabili. A tale fine, sosteniamo programmi di risposta integrata in 6 paesi colpiti dalla crisi, intervenendo operativamente in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Bulgaria, Grecia e, dal 2016, in Italia.

Tra le nostre priorità, l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), separati dalle famiglie o dagli adulti con cui viaggiavano, che vivono situazioni di precarietà e disagio psicologico, e particolarmente a rischio.

Per limitare la trasmissione del COVID-19, l’UNICEF ha integrato l’assistenza ai rifugiati e migranti nei piani nazionali di risposta alla pandemia, anche attraverso misure di comunicazione del rischio e di coinvolgimento delle comunità locali.

Per il 2022, il nostro Appello d’Emergenza necessita 42 milioni di dollari per assistere 253.400 persone, tra cui 79.700 bambini sotto i 18 anni: tra questi, 5.885 MSNA con misure di protezione e 33.490 minori per l’istruzione, 35.200 donne e bambini contro le violenze di genere, 132.430 tra minori ed adulti con iniziative di Comunicazione del rischio e coinvolgimento comunitario, anche per il COVID-19.

Tra i risultati sostenuti, nel 2021 abbiamo raggiunto 36.048 minori con misure di protezione dell’infanzia, tra cui 4.667  MSNA. Abbiamo sostenuto l’istruzione ordinaria o informale, incluso per la prima infanzia, di 22.645 tra bambini e adolescenti. Un totale di 24.491  tra adulti e minori sono stati assistiti contro le violenze di genere. Assistenza medica di base è stata assicurata a 21.528  bambini, incluso per le vaccinazioni, e 4.831 minori sono stati raggiunti con servizi per l’acqua e l’igiene e aiuti di primo soccorso. Un totale di 178.061 persone sono state coinvolte in iniziative sul cambiamento sociale e comportamentale, 87.315 sono state raggiunte con informazioni sui servizi essenziali.

La risposta in Italia

Dal 2016 operiamo nel nostro paese sulla base di un accordo con le istituzioni italiane, attraverso un Piano di Risposta integrata fondato sulla strategia della One UNICEF Response, per un’attuazione congiunta dei programmi per i migranti in Italia. L’UNICEF Italia guida a livello nazionale le attività di advocacy con le istituzioni italiane, di sensibilizzazione sociale, la comunicazione con i Media e l’opinione pubblica, le attività di raccolta fondi rivolte alla società civile. L’UNICEF Internazionale, attraverso un’unità basata a Roma, guida i programmi d’attuazione diretta degli interventi in Italia.

Grazie a questa sinergia, abbiamo sostenuto una mappatura delle buone pratiche sui servizi di supporto psicosociale e di salute mentale per minori stranieri non accompagnati e giovani migranti e rifugiati, la prima ricerca di questo genere condotta nel nostro paese. E per l’emergenza Ucraina, nel primo mese della risposta abbiamo raggiunto più di 1.900 bambini con le loro famiglie.

Tra i risultati del 2021, abbiamo assistito in Italia oltre 12.000 migranti e rifugiati, tra cui 7.000 bambini e adolescenti. Nel nostro paese, abbiamo raggiunto 5.198 minori con misure di protezione, inclusi 121 MSNA con assistenza personalizzata, formando 1.116 operatori di prima linea sulle misure di protezione. Contro le violenze di genere, abbiamo raggiunto 1.298  tra vittime o persone a rischio, 20.392  con informazioni sui servizi esistenti, 909 operatori sociali con relativa formazione. Visite mediche e vaccinazioni sono state assicurate per 1.340 bambini, istruzione informale per 2.381. Un totale di 5.894 persone sono state assistite con informazioni mediche chiave, incluso per le vaccinazioni, sulla salute mentale e il supporto psicosociale, oltre 33.000 con informazioni sull’accesso ai servizi.

Per la risposta al COVID-19 nel 2020, quando l’Italia è stata travolta dalla crisi drammatica della pandemia, abbiamo raggiunto 2.389 giovani con screening medici e oltre 2.833 con kit di prodotti d’igiene e decontaminazione, informando 163.000 persone con messaggi adattati alle diverse lingue e culture, e fornendo a 1.250 giovani opportunità di formazione, partecipazione e inclusione sociale.

Grazie alla generosità dei donatori italiani, dal 2016 ad oggi abbiamo sostenuto la risposta d’emergenza in Europa con 10.492.282 euro, di cui 6.217.495 per gli interventi in Italia: 1.000.000 di euro i fondi già stanziati nel 2022 per il nostro paese.

Pagina aggiornata al 23 settembre 2022 

Documenti disponibili

Programmi per i bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia - Rapporto annuale_ Aprile 2022pdf / 2.95 Mb

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Rifugiati e Migranti in Europa - Aggiornamento emergenza n. 35 - Febbraio 2022pdf / 4.28 Mb

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Rifugiati e Migranti in Europa - Appello d'Emergenza UNICEF per il 2022_Dicembre 2021pdf / 1.37 Mb

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Rifugiati e Migranti in Europa - Aggiornamento emergenza n.34_Aprile 2021pdf / 4.14 Mb

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Programmi per i bambini e adolescenti migranti e rifugiati in Italia - Rapporto annuale_Marzo 2021pdf / 2.91 Mb

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